Tea, la Commissione Ue: "Serve una nuova legislazione"

La Commissione europea ha pubblicato un report sulle Tea, le Tecnologie di evoluzione assistita: sono differenti dai vecchi Ogm e possono concorrere a rendere l'agricoltura più sostenibile. Ma serve una nuova legislazione

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Le Tea possono rendere più sostenibile l'agricoltura (Foto di archivio)
Fonte foto: © Budimir Jevtic - Fotolia

La Commissione Ue ha pubblicato un report sulle Tea, le Tecnologie di evoluzione assistita (o Nbt, New breeding techniques) affermando che nonostante siano regolate dall'attuale normativa sugli Ogm, sono sostanzialmente diverse dagli Ogm stessi e quindi necessitano di un nuovo quadro normativo. Anche perché sono potenzialmente utili a rendere l'agricoltura più produttiva e sostenibile, in linea con quanto richiesto dal Green deal e dalle strategie From farm to fork e Biodiversity.
 
La Commissione aprirà ora una fase di discussione pubblica e di studio per poi presentare una proposta legislativa che regoli in maniera pertinente le Tea. L'obiettivo è quello di avanzare un documento (da discutere poi con il Parlamento e il Consiglio Ue) al fine di assicurare un alto livello di sicurezza, ma al contempo permettendo di cogliere i benefici che l'avanzamento della scienza mette a disposizione.


Il report della Commissione Ue

Nel suo report la Commissione Ue mette alcuni punti fermi. Vediamo quali:
  • Le Tea ricadono nella legislazione Ue sugli Ogm, come sentenziato dalla Corte di giustizia Ue nel 2018.
  • L'attuale normativa sugli Ogm non è adatta a regolare le nuove tecnologie di miglioramento genetico e questo causa una "incertezza normativa" che sfavorisce l'innovazione.
  • In seguito alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea "sono stati segnalati impatti negativi sulla ricerca pubblica e privata sulle nuove tecniche genomiche nell'Ue a causa dell'attuale quadro normativo". In altri termini: mentre il resto del mondo corre l'Europa arranca.
  • Le Tea possono contribuire a raggiungere gli obiettivi del Green deal europeo e delle strategie From farm to fork e Biodiversity. E cioè produrre più cibo in maniera più sostenibile per la natura e la società.
  • Le considerazioni legate alla sicurezza delle Tea "dipendono dalla tecnica, dal modo in cui viene utilizzata e dalle caratteristiche del prodotto risultante e non possono essere riferite a tutte le tecniche nel loro insieme”. Ergo, serve una legislazione ad hoc e che venga aggiornata nel tempo, visto che la ricerca scientifica è molto veloce.
  • Una legislazione troppo stringete penalizzerebbe le Pmi e il settore pubblico della ricerca.
  • "La maggior parte delle preoccupazioni etiche sollevate riguardano le modalità di utilizzo di queste tecniche, piuttosto che le tecniche in sé". Da qui la necessità di una normativa specifica.
  • Non è possibile riconoscere un organismo modificato con le Tea da uno frutto della selezione naturale. Questo pone un serio problema negli scambi commerciali internazionali.
  • È necessario coinvolgere il consumatore nel dibattito e informarlo (ad esempio a livello di etichetta) sull'origine del cibo che consuma.
  • Una valutazione del rischio "basata esclusivamente sulla sicurezza potrebbe non essere sufficiente per promuovere la sostenibilità e contribuire al conseguimento degli obiettivi del Green deal europeo".


Le reazioni al report della Commissione Ue

Coldiretti
Coldiretti accoglie con favore le conclusioni della Commissione Ue. "È importante avviare una riflessione sulla genetica green capace di sostenere la produzione nazionale, difendere il patrimonio di biodiversità presente in Italia dai cambiamenti climatici e far tornare la ricerca italiana protagonista dopo l'emergenza Covid", ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. "Una grande sfida per far tornare gli agricoltori protagonisti della ricerca senza che i risultati finiscano nelle mani di poche multinazionali proprietarie dei brevetti" ha affermato il presidente nel sottolineare la necessità di "difendere e valorizzare il patrimonio di biodiversità agraria nazionale e la distintività delle nostre campagne, garantendo nuove possibilità di crescita e sviluppo all'agroalimentare nazionale".

Confagricoltura
"Un riconoscimento di fondamentale importanza per coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva delle imprese agricole aperte alle innovazioni", è il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. "Lo studio riconosce che le nuove tecniche possono dare un valido contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici dando la possibilità alle imprese agricole di salvaguardare il potenziale produttivo con una minore pressione sulle risorse naturali".

Cia-agricoltori italiani
"Il genome editing non presuppone inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie. Si opera, infatti, internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei nostri prodotti, garantendo anche l'aumento delle rese, insieme alla riduzione dell'impatto dei prodotti chimici e al risparmio di risorse idriche”, ha dichiarato il presidente Cia-agricoltori italiani Dino Scanavino.

Copagri
"Prendiamo atto con grande soddisfazione della presa di posizione dell'esecutivo Ue, che ha evidenziato la netta distinzione tra gli Organismi geneticamente modificati 'tradizionali' e le Nuove tecniche genomiche-Ngt", ha affermato il presidente di Copagri Franco Verrascina.

Assosementi
"L'innovazione vegetale è un tema centrale per il futuro dell'agricoltura e della produzione alimentare. Auspichiamo che la giornata odierna rappresenti il punto di partenza per un cambiamento del quadro normativo europeo che, come rilevato dallo stesso studio, non è adatto a far cogliere tutte le potenzialità delle Ngts", ha dichiarato Giuseppe Carli, presidente di Assosementi.

Assobiotec
"Con la pubblicazione dello studio sulle nuove tecniche di miglioramento genetico vegetale, la Commissione europea stabilisce importanti punti fermi nel dibattito sulle biotecnologie in agricoltura", così il presidente di Federchimica Assobiotec, Riccardo Palmisano. "Innanzitutto vengono riconosciuti il contributo che possono dare a un sistema alimentare sostenibile ed il conseguente beneficio per tutta la società, affermando così il ruolo dell'innovazione biotech nel settore agroalimentare, punto di forza del nostro Paese". Prosegue Palmisano: "Non meno importante appare l'aver riconosciuto che l'attuale legislazione sugli Ogm non è adatta a gestire questa prospettiva, e l'aver affermato che, mantenendo come principi guida la salute dei consumatori e la tutela dell'ambiente, è ormai arrivato il momento di aprire un dialogo con i cittadini europei e decidere come andare avanti con l'utilizzo di queste tecnologie in Europa".

Parlamento Ue
"I risultati dello studio diffuso dalla Commissione saranno sottoposti presto all'attenzione dei colegislatori dell'Unione - Consiglio e Parlamento - con l'auspicio di arrivare presto al superamento della vecchia legislazione in materia, e di una sentenza della Corte di giustizia Ue del 2018 che non chiariva sul piano normativo la differenza tra Tea e Ogm tradizionali: un passo in avanti fondamentale per fornire ai nostri produttori quelle alternative alla chimica che abbiamo sempre sostenuto siano necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del nuovo Green deal europeo". Così Paolo De Castro, coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Parlamento nazionale
"Accogliamo con soddisfazione la decisione della Commissione europea di avviare un ampio e aperto processo di consultazione per discutere la progettazione di un nuovo quadro giuridico che punti a differenziare Nbt, Nuove tecniche genomiche, da Ogm, Organismi geneticamente modificati", afferma Giuseppe L’Abbate, deputato M5S in Commissione Agricoltura.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione unione europea genetica normativa europea New breeding techniques

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