Psr Puglia, necessario scegliere dove indirizzare le risorse

Secondo Confagricoltura Puglia occorre prima un'analisi del cambiamento avvenuto tra le imprese agricole della regione che ne ha ridotto la capacità di spesa. Diversamente si rischia di non spendere i fondi a disposizione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Tra le casue della ridotta capacità di spesa delle imprese ci sono la Xylella, le gelate del 2018 e le conseguenze del Covid-19 (Foto di archivio)
Fonte foto: © Franz Pfluegl - Adobe Stock

Il Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020 con oltre 708 milioni di euro ha finanziato, fino al 12 aprile scorso, 22.535 progetti, realizzando un avanzamento della spesa pari ad oltre il 43,8%. Ma è atteso ad una svolta: entro il 30 giugno vanno spesi 21,7 milioni di euro del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, previsti dalla Commissione Ue per ottemperare alla deroga al disimpegno automatico dei fondi europei. Non solo, presto o tardi arriverà la nuova dotazione di fondi per il biennio 2021-2022. E la domanda ricorrente è: come utilizzare i soldi vista la ridotta capacità di spesa e di investimento delle imprese? Il problema è stato sollevato pubblicamente da Confagricoltura Puglia.

"Le prospettive della maggior parte delle aziende che hanno presentato progetti finanziati dal Psr Puglia sono radicalmente cambiate perché è radicalmente cambiato il quadro complessivo. È il momento delle scelte. È il momento di decidere dove indirizzare al meglio le nuove risorse del Programma di sviluppo rurale". A dirlo è il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro secondo il quale "siamo al momento di svolta" per l'agricoltura pugliese grazie alle dotazioni di risorse che rivengono dal regolamento transitorio e dal Next generation Eu, che per la Puglia dovrebbero ammontare ad una cifra superiore ai 500 milioni di euro.

La risorsa costituisce una possibilità unica, quanto inattesa, di porre un decisivo colpo di spugna alle problematiche che hanno attanagliato il Psr dal 2016 a oggi. Non da ultimo la tagliola dei livelli di spesa fissati dalla Commissione europea per la concessione dell'ultima deroga.

"Tuttavia - dice il presidente di Confagricoltura Puglia - è necessario che si tenga conto del nuovo scenario economico e sociale, molto diverso da quello nel quale le aziende hanno presentato le domande. Purtroppo, una sostanziale percentuale di aziende che hanno presentato le domande cinque anni fa non esiste più oppure ha ridimensionato di molto le proprie prospettive di crescita. Ecco perché, fatto salvo il buon lavoro che sta portando avanti l'assessore all'Agricoltura Donato Pentassuglia, si dovrebbe iniziare dall'analizzare l'attuale contesto; contesto che tiene in esame principalmente e ovviamente le misure più importanti, ovvero la misura 4.1.A - Il pacchetto giovani - la misura 4.1.C - la misura 4.2".

Confagricoltura Puglia esamina ed elenca i motivi che hanno portato alla riduzione della capacità di spesa delle aziende agricole, tra questi: l'avanzamento della Xylella fastidiosa che ha indebolito fortemente l'agricoltura salentina, le gelate del 2018 che hanno distrutto circa 90mila ettari della produzione olivicola del barese e del sud-foggiano, il recepimento di forme di finanziamento alternative al Psr come i contratti di filiera e il credito di imposta, l'emergenza epidemiologica ed economica Covid-19.

"Oggi - conclude Lazzàro - è necessaria l'attivazione immediata di una ricognizione puntuale su tutti i proponenti delle misure strategiche che abbia l'obiettivo di individuare sia la mortalità che l'effettiva capacità di spesa. Ricognizione da concludersi entro massimo un mese, che, al netto del mantenimento dei punteggi conseguiti, consenta di poter rimodulare gli investimenti previsti e valutare eventuali rinunce".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Confagricoltura Puglia

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Tag: organizzazioni agricole psr politica agricola politiche regionali

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