Campania, la Cooperativa Sole si lancia nel kiwi giallo

In collaborazione con Apofruit, le aziende cooperatrici punteranno a sviluppare la coltivazione in provincia di Caserta che, dal Tirreno alla media collina, presenta areali ideali per lo sviluppo di questa coltivazione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un impianto di kiwi della Cooperativa Sole di Parete nel casertano
Fonte foto: © Cooperativa Sole

Presentato da Apofruit e dalla Cooperativa Sole di Parete il progetto di espansione in provincia di Caserta del kiwi giallo, nel contesto di un obiettivo più ampio: raggiungere i 100 ettari investiti a kiwi, verde e giallo complessivamente considerati. E sul rapporto ultra trentennale tra Apofruit e Cooperativa Sole, già collaudato sulla produzione di fragole, ortaggi e pesche, ben si innesta il nuovo progetto di sviluppo della produzione del kiwi giallo.

L'Italia nel 2017 era il primo produttore di kiwi nel mondo, e regge ancora il primato europeo con questo frutto, dalle proprietà organolettiche altissime, con una produzione complessiva nel 2020 - secondo l'Istat - di 520mila tonnellate generata da 26mila e 690 ettari investiti. Il kiwi giallo, proprio per le sue caratteristiche alimentari, è un prodotto in ascesa nelle preferenze dei consumatori, sempre più esigenti in termini di attenzione alla salubrità dei cibi. Al punto che la produzione italiana secondo il Centro servizi agricoli è passata dalle 8.200 tonnellate del 2014 a oltre 69mila del 2019.

In Italia oggi si coltivano circa 3mila ettari di kiwi a polpa gialla Sun Gold®, con incrementi a doppia cifra negli ultimi due anni, con obiettivo di arrivare a 5.200 ettari nel 2025. Una varietà con straordinarie caratteristiche nutrizionali e gustative ma anche eccezionali rese produttive nei territori vocati.

La produzione di Apofruit di Zespri® SunGold, si concentra, ad oggi, principalmente in Emilia Romagna, Veneto, Basilicata, Calabria e Lazio ma è stata individuata in Campania un'area di grande interesse per la produzione.

"Proprio per questo, già da qualche anno - dice Pietro Ciardiello, direttore della Cooperativa Sole - ci stiamo misurando con la coltivazione di kiwi, anche giallo, con impianti prevalentemente bio, ma anche convenzionali. Rispetto al biologico, la nostra azienda sta facendo grandi investimenti. Gli ultimi tre anni ci hanno dato un riscontro positivo, dimostrando che il nostro è un territorio particolarmente vocato per questo prodotto".

Microclima ideale, in particolare primavera ed autunno; terreni pH sub-acido, con ottima dotazione di sostanza organica e minerali; struttura dei terreni sciolta e di medio impasto; disponibilità di acqua e di qualità; buon accumulo delle ore di freddo, specie nelle zone interne: questo il felice mix che dal mar Tirreno alla bassa collina dell'area interna di Terra di Lavoro si offre ai nuovi areali individuati dalla Cooperativa Sole.

"Per Apofruit - dice Ernesto Fornari, direttore generale del gruppo Apofruit - si tratta di un progetto strategico e gli areali del casertano sono importanti per un'azione di sviluppo di questa cultivar, che va curata con competenza e massima attenzione".

"Puntiamo nel volgere di pochi anni
- sottolinea Ciardiello - ad arrivare gradualmente ad impiegare 100 ettari nella produzione di kiwi, verde e soprattutto giallo, con una prevalenza di biologico".

Apofruit produce attualmente 15mila tonnellate di kiwi giallo, ma Fornari anticipa che punta al raddoppio nei prossimi anni. "E cresceremo soprattutto con offerta di kiwi giallo biologico perché c'è una domanda molto elevata per questa tipologia di prodotto in tutta Europa e Apofruit, con Canova, è leader della produzione italiana. L'investimento in Campania - sottolinea Fornari - coinvolgerà anche il kiwi verde, sempre nell'ambito di varietà a club, ma oggi ci vogliamo concentrare soprattutto sul giallo che viene considerato il top dei prodotti frutticoli".

"Il kiwi giallo è un prodotto strategico per Apofruit - conclude Pietro Ciardiello - ed è una grande opportunità per le aziende socie della Cooperativa Sole e per tutto il nostro territorio, in termini di sviluppo, crescita economica e ricadute occupazionali. Un prodotto italiano di grande impatto per il mercato. Il lavoro che sottende a questa nuova sfida, tutta in ottica europea, è un ulteriore esempio di come dalla unione delle forze produttive si costruisce visione che dà forza all'intero comparto ortofrutticolo italiano, realizzando un sistema integrato di servizi e competenze, dando valore non solo alla produttività e alla qualità del prodotto ma anche alla qualità del lavoro e alla tutela ambientale".

Sono intervenuti nel corso della conferenza stampa anche Mario Tamanti, direttore progetti e finanziamenti Apofruit Italia, e Fabio Marzocchi, tecnico agronomo Apofruit Italia.
 

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: frutticoltura innovazione cooperazione frutta fresca

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