Transizione ecologica, per il Crea la chiave è l'agroecologia

A dirlo è il comunicato stampa con cui l'ente ha presentato il nuovo progetto di ricerca internazionale Agroecology for Europe, che durerà tre anni e vedrà coinvolti 12 enti di 9 paesi

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Agroecologia, il Crea presenta il progetto europeo Ae4Eu (Foto di archivio)
Fonte foto: © Konstiantyn - Adobe Stock

Transizione ecologica e agroecologia sono forse le due parole più in voga in questo momento nel mondo della comunicazione politica e agricola, per parlare di sostenibilità.

Due parole che il Crea, il Consiglio per la ricerca e l'analisi dell'economia agraria, ha voluto sposare per parlare del nuovo progetto europeo dal nome più che chiaro: Agroecology for Europe (abbreviato in Ae4Eu).

L'obiettivo del progetto, finanziato nell'ambito di H2020 e a cui partecipano enti di altri 8 paesi, è quello di affrontare le problematiche centrali dell'agricoltura contemporanea come l'erosione e il degrado del suolo, la qualità dell'acqua, la perdita di biodiversità, la sicurezza alimentare, e il cambiamento climatico.
Logo del progetto Agroecology for Europe
Logo del progetto Agroecology for Europe

Oltre all'Italia, che è coinvolta con il Centro agricoltura e ambiente del Crea e con l'Università delle Scienze gastronomiche, parteciperanno Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Olanda, Grecia, Spagna, Romania e Svezia.

In particolare, il progetto dovrà realizzare una rete europea sull'agroecologia, che includerà laboratori viventi, infrastrutture di ricerca e spazi di apprendimento per agricoltori, attori del mondo della ricerca e della società civile, cioè tutti i soggetti che devono essere coinvolti per una reale transizione verso l'agroecologia.

Come ha spiegato Stefano Canali, dirigente di ricerca del Crea agricoltura e ambiente, l'obiettivo è quello di accelerare la trasformazione dei sistemi agroalimentari per renderli più equi e sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Nel concreto, gli obiettivi ambientali saranno quelli di conservare le qualità del suolo con lavorazioni meno intense o non lavorando affatto il terreno per conservarne la fertilità organica e risparmiare combustibili fossili; ampliare la gamma delle coltivazioni; introdurre varietà locali o allevare razze animali autoctone per conservare la biodiversità; mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Mentre per gli aspetti alimentari e sociali lo scopo del progetto è quello di migliorare la qualità e la diversità del cibo e il legame delle produzioni agricole con i territori; ridurre la distanza tra chi produce gli alimenti e chi li consuma, riportando nelle mani degli agricoltori, dei consumatori e dei cittadini la possibilità di scegliere come e cosa produrre e come viene distribuito il valore prodotto con l'attività agricola.

Per farlo verranno identificati e analizzati gli scenari politici, per poter dare indicazioni per migliorare le decisioni pubbliche per le situazioni e i contesti territoriali specifici, tenendo in considerazione gli obiettivi del Green deal europeo, della strategia Farm to fork e della Pac.

In tutto questo, il Crea parteciperà alla realizzazione delle diverse azioni previste dalla definizione delle caratteristiche dei laboratori viventi e delle infrastrutture di ricerca per l'agroecologia, fino all'identificazione delle future necessità di ricerca per il settore, tematiche che saranno centrali nel prossimo programma per la ricerca europea che partirà alla fine del 2022.

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