Con l'arrivo dei primi tepori primaverili in Puglia scatta l'allarme per le schiuse dei tre insetti vettori della Xylella fastidiosa, le cicaline Philaenus spumarius, meglio nota come sputacchina, Philaenus italosignus e Neophilaenus campestris. E si è tenuto un incontro tra l'assessore alle Politiche agricole della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, il presidente della Commissione attività produttive e agricoltura, Francesco Paolicelli e le organizzazioni agricole e dei produttori olivicoli, dove è emersa la necessità di una pianificazione delle operazioni di prima lavorazione dei terreni e di uso di insetticidiobbligatorie nelle zone delimitate, ad esclusione della zona infetta non soggetta a misure di contenimento dal 1° al 30 aprile - e volte a contenere la riproduzione di questi ditteri.
 

L'appello di Pentassuglia

L'assessore Pentassuglia - nel delineare le linee strategiche complessive di lotta al batterio - ha lanciato un appello alla responsabilità, richiamando l'attenzione dei presenti sull'obbligatorietà delle misure e sulla necessità che le lavorazioni vadano rapidamente eseguite in tempo utile, prima che gli insetti possano passare ad uno stadio vitale tale da consentirne la mobilità dalle erbacee verso gli alberi d'olivo e la capacità di succhiare linfa dai vasi xylematici delle piante, atto che consente la trasmissione del batterio da pianta infetta a pianta sana.
 

Op Oliveti Terra di Bari: coinvolgere agricoltori e comuni

Coinvolgere i comuni, sensibilizzare gli agricoltori, agire con scelte drastiche verso le aziende agricole che non intervengono sui terreni, entro il 30 aprile, con arature e trattamenti fitosanitari obbligatori. È questa la ricetta per provare ad arginare la Xylella che il presidente della Op Oliveti Terra di Bari, Gennaro Sicolo, ha proposto all'assessore regionale all'Agricoltura Pentassuglia, e al presidente della Commissione agricoltura Paolicelli. Saranno decisivi i mesi di marzo e aprile, infatti, per evitare che la sputacchina avanzi nei campi bruciando quel che resta dell'olivicoltura pugliese e colpendo il polmone olivicolo nazionale nelle province di Bari e Barletta Andria Trani. Per questo motivo, Sicolo ha chiesto la convocazione di un tavolo operativo per poter programmare tutti gli interventi necessari per provare a fermare il contagio.

"Ho apprezzato l'impegno del nuovo assessore Pentassuglia, ma bisogna passare dalle parole ai fatti utilizzando queste settimane che ci separano all'inizio della primavera per prepararci a contrastare l'insetto vettore di questo maledetto batterio - spiega Gennaro Sicolo -. Abbiamo il dovere di costruire un fronte unito, con i sindaci e le aziende agricole, per provare ad arginare la pandemia che sta distruggendo millenni di storia e di economia".

"I sindaci devono immediatamente attivarsi, attraverso apposite ordinanze, per pulire le aree di pertinenza comunale incolte e per sanzionare tutti gli agricoltori che non lavorano adeguatamente i campi - continua il presidente Sicolo -. I comuni, ai sensi del decreto legislativo 228/2001, possono stipulare rapidamente convenzioni con le aziende per consentire ai veri agricoltori, in cambio di sgravi sulle tariffe comunali o piccole concessioni amministrative, di curare tutti i terreni pubblici, degli hobbisti e di chi non ha a cuore il futuro della nostra terra".

"Allo stesso tempo, gli agricoltori non possono tirarsi indietro e devono fare la propria parte: per tutti i furbetti, per tutte quelle aziende agricole che intascano i contributi Pac, ma lasciano abbandonati i terreni, chiedo di eliminare il sostegno pubblico", rimarca il presidente della Op Oliveti Terra di Bari. "Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, per questa ragione chiedo all'assessore Pentassuglia e al presidente della Commissione Paolicelli un incontro operativo, allargato ad Anci e a tutte le sigle sindacali, per mettere a punto una strategia comune in grado di frenare il contagio dei nostri ulivi", conclude Sicolo.
 

Coldiretti: urge piano d'azione stringente

Bene il richiamo alla responsabilità dell'assessore regionale all'Agricoltura affinché nessuno si senta escluso dalle pratiche di prevenzione fitosanitaria anti Xylella che gli agricoltori devono svolgere in campagna, ma devono essere realizzate anche in tutte le aree pubbliche e demaniali dai Comuni, dai Consorzi di bonifica, dall'Anas e da ogni altro ente pubblico. È quanto afferma Coldiretti Puglia, alla luce dell'incontro convocato dall'Assessore Pentassuglia per arrestare la diffusione della malattia che ha già colpito il 40% della Puglia con un piano di azione stringente e finanziato con risorse del bilancio regionale, che Coldiretti ha chiesto di destinare anche alle imprese agricole, che dovrà essere concluso entro il 30 aprile 2021.

"Negli anni passati Coldiretti Puglia ha chiamato alle armi anche Anas, Demanio, sindaci e assessori dei comuni delle aree di contenimento e cuscinetto, perché nelle zone delimitate infette, cuscinetto e di contenimento sono obbligatorie le pratiche di prevenzione fitosanitaria per la lotta all'insetto vettore, la sputacchina, mentre nella zona indenne sono fortemente raccomandate. La prevenzione non può essere obbligatoria e a carico dei soli agricoltori, rimasti soli dal 2014 a creare un fronte contro l'avanzata della Xylella", afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.