Nel Barolo viti connesse grazie al 5G

Presso la Cantina Voerzio Martini Tim ha installato una rete 5G che rende possibile l'accesso immediato ai dati di sensori e capannine meteo. Dati utilizzati da Mirko Martini per una gestione più consapevole del vigneto

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Tim è impegnata nella digitalizzazione dell'agricoltura
Fonte foto: Cantina Voerzio Martini

La tecnologia di telefonia mobile 5G sta lentamente facendo il suo ingresso a supporto dell'agricoltura di precisione. Ad esempio a Barolo, storica area del Piemonte vocata alla viticoltura, Tim ha installato una rete 5G per garantire la connettività in campo e rendere possibile la raccolta dei dati rilevati dalle capannine meteo sparse tra i vigneti della Cantina Voerzio Martini, circa 13 ettari tra La Morra e i comuni limitrofi.
 
Il 5G è una tecnologia innovativa che permette la trasmissione di grandi moli di dati in pochissimo tempo e con un basso tempo di latenza. Una tecnologia 'sovradimensionata' per la trasmissione delle letture di una centralina meteo, ma che rappresenta il primo step verso un percorso di digitalizzazione dell'agricoltura che potrebbe sfociare nella gestione in remoto dei campi (trattori a guida automatica, robot, attrezzature IoT e tanto altro ancora).


Viticoltura di precisione, grazie al 5G

Per adesso Tim ha identificato la Cantina Voerzio Martini come azienda pilota per effettuare i primi test di connettività 5G. Lo scorso settembre sono stati installati una capannina meteo completa e tre sensori (forniti da Auroras) in grado di rilevare i dati ambientali. Dati che poi vengono caricati in cloud tramite la rete 5G e resi disponibili all'azienda tramite una interfaccia software sviluppata da Olivetti.

"Nella zona del Barolo esistono già capannine connesse che vengono impiegate da consulenti agronomi per fornire consigli ai viticoltori clienti. Io invece volevo avere direttamente accesso ai dati per poi prendere le mie decisioni", racconta l'agronomo Mirko Martini, che insieme alla sorella Federica gestisce l'azienda vitivinicola. "Per questo sono stato ben felice di partecipare al progetto proposto da Tim".

"Conoscendo in tempo reale i parametri ambientali chiave posso decidere con un maggiore grado di consapevolezza se e come trattare le viti, ottenendo in questo modo uve sane e con un uso più razionale degli agrofarmaci", sottolinea Martini.

Se le capannine sono state installate lo scorso settembre, in ritardo sulla tabella di marcia causa Covid-19, l'annata agricola che si sta per aprire sarà il vero terreno di prova per testare la nuova strumentazione. L'obiettivo è quello di produrre uve di elevata qualità, rendendo le produzioni il più sostenibili possibile.


I dati, primo step verso la viticoltura di precisione

Raccogliere dati per prendere decisioni più consapevoli sulla difesa fitosanitaria è il primo step del paradigma precision farming. Tim, insieme al partner Seikey, ha fatto volare un drone con telecamera multispettrale sui vigneti per ricavarne mappe di vigoria. Utili a loro volta per la gestione a rateo variabile della concimazione del vigneto e per la vendemmia selettiva.

"Sono pratiche che noi già realizzavamo in maniera autonoma, senza il supporto della tecnologia. Osservando le viti a fine stagione è possibile riconoscere quelle più vigorose e quelle che invece hanno bisogno di concime", spiega Martini. "E anche i grappoli vengono monitorati e selezionati durante la stagione. Ogni pianta produce circa un chilogrammo di uva che viene attentamente valutata per avere solo produzioni di altissima qualità".
 
Una immagine multispettrale del vigneto
Una immagine multispettrale del vigneto
(Fonte foto: Cantina Voerzio Martini)

Il digitale ha però il grande pregio di rendere automatico e non soggetto alla 'variabile uomo' la valutazione delle viti e la gestione di alcune attività come la concimazione a rateo variabile o la vendemmia selettiva. E il 5G è la tecnologia che può abilitare queste attività. Se infatti per trasmettere le letture di una capannina basterebbe una rete Gsm o Lorawan, per inviare immagini multispettrali da un drone servono reti più efficienti. Così come per gestire da remoto attrezzature smart.

Per Tim le colline del Barolo rappresentano il primo banco di prova di un progetto di più ampio respiro, denominato Tim smart agriculture, che ha già visto la firma di protocolli d'intesa con Coldiretti e Confagricoltura per mettere a disposizione degli agricoltori strumenti di precision farming.
 

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