Giornata mondiale dell'olivo, un momento di riflessione

L'ha ricordata ieri Coldiretti, sottolineando l'enorme patrimonio olivicolo oleario del paese, le sue potenzialità e i problemi che lo attanagliano ormai da lungo tempo, a cominciare dalla Xylella

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

olivo-ulivo-olivi-ulivi-oliveto-olive-by-oleg-znamenskiy-fotolia-750x750.jpeg

In Puglia si produce il 12% dell'olio d'oliva del mondo: un asset strategico in pericolo
Fonte foto: © Oleg Znamenskiy - Fotolia.com

Ieri è stata la Giornata mondiale dell'olivo - proclamata dall'Unesco - e festeggiata il 26 novembre in tutto il mondo. Lo ha ricordato Coldiretti, sottolineando come l'Italia con 250 milioni di piante d'olivo ed una produzione olivicolo olearia notevole - sia depositaria di una parte importante di questo patrimonio.
L'organizzazione agricola, anche nelle sue articolazioni territoriali, ha posto un'enfasi particolare sulla ricorrenza nel Mezzogiorno del paese, dove l'olivicoltura è molto praticata, ma al contempo sta soffrendo molti mali, a cominciare dalla Xylella fastidiosa, che affligge la Puglia e minaccia altri preziosi areali produttivi meridionali. Un'occasione per riflettere su cosa poter fare per non depauperare questo vero e proprio tesoro.

Si tratta di un patrimonio minacciato dai cambiamenti climatici, delle oscillazioni produttive e dell'emergenza Xylella: "Con l'Italia che quest'anno perderà quasi una bottiglia di olio extravergine made in Italy su tre con il crollo del 30% della nuova produzione nazionale che dovrebbe attestarsi attorno a 255mila tonnellate" si sottolinea da Coldiretti, sulla base delle previsioni Ismea e Unaprol.

L'andamento della raccolta è importante dal punto economico ed occupazionale per una filiera che conta oltre 400mila aziende agricole specializzate in Italia ma anche il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), il più vasto tesoro di biodiversità del mondo ora minacciato dall'emergenza Xylella che dal Salento sta risalendo pericolosamente a Nord nella piana degli ulivi monumentali. L'Italia - spiega la Coldiretti - può contare su 533 varietà di olive contro le appena 70 degli spagnoli che hanno una produzione di massa quasi sei volte superiore.

A pesare quest'anno è anche la chiusura dei ristoranti che, in Italia e nel mondo, rappresentano un importante mercato di sbocco soprattutto per le produzioni di qualità anche se con la svolta salutista degli italiani a tavola spinta dall'emergenza Covid-19 sono cresciuti in Italia del 9,5% i consumi familiari di extravergine di oliva, anche per effetto del maggior tempo trascorso in casa a cucinare, stando alle elaborazioni Coldiretti su dati Ismea del primo semestre. A livello nazionale nove famiglie su dieci consumano olio extravergine d'oliva tutti i giorni - sottolinea Coldiretti - con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative.

Già questi numeri - afferma Coldiretti - sottolineano il ruolo economico, ambientale, culturale e salutistico della produzione dell'olio di oliva, colonna della dieta mediterranea.
 

Puglia, qui il 32% della superficie nazionale a olivo

"La coltura dell'olivo in Puglia è diffusa in maniera omogenea su tutto il territorio regionale. La Puglia, per estensione della superficie agricola, numero di aziende interessate, molte delle quali specializzate e volume della produzione, rappresenta la più importante regione olivicola italiana e del mondo. A livello mondiale il 12% della produzione di olio d'oliva è rappresentata da prodotto pugliese. L'oliveto pugliese, a ragione considerato il più suggestivo al mondo contribuisce a valorizzare molte aree regionali a scarsa fertilità naturale, a mantenere le caratteristiche paesaggistiche ed ambientali del territorio", afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

In termini di superficie la coltura occupa - aggiunge Coldiretti Puglia - oltre 369 mila ettari che rappresentano il 40% di quella del Mezzogiorno, quasi il 32% della superficie olivetata nazionale e l'8% di quella comunitaria. La coltivazione dell'olivo è la più estesa del territorio regionale (64% della Sau regionale) ed interessa ben 148.127 aziende agricole (43% del totale). La Puglia quest'anno perderà una bottiglia di olio extravergine su due con il crollo del 48% della nuova produzione regionale che dovrebbe attestarsi attorno a 101mila tonnellate, afferma Coldiretti Puglia.

Anche se "Il settore oleario è forse quello che ha resistito meglio all'emergenza sanitaria, con un calo solo del 2% delle esportazioni di olio extravergine pugliese all'estero nei primi sei mesi del 2020, quando la domanda estera di olio imbottigliato è arrivata soprattutto dagli Usa (+28) e dalla Francia (+42%)", aggiunge il presidente Muraglia.
 

Calabria, 189mila ettari e cento varietà d'olivo

"In Calabria ci sono più di 25 milioni di piante oltre il 10% degli olivi d'Italia. L'olivicoltura, nella nostra regione - evidenzia una nota di Coldiretti Calabria -, si sviluppa sul 24% della superficie agricola utilizzata, con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie investita in olivo di oltre 189mila ettari, oltre 100 varietà di olive, un tesoro di biodiversità, con quasi il 50% biologico, tre Dop e una Igp, un forte impiego di manodopera nella intera filiera. La filiera coinvolge inoltre in Calabria 692 frantoi il 15% del totale italiano.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Coldiretti

Autore:

Tag: prodotti tipici olio olivicoltura organizzazioni di produttori marchi di tutela

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 253.150 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner