Sud, la siccità innesca il crollo dei prezzi degli agrumi

AgroCepi ha chiesto la convocazione urgente del tavolo nazionale agrumicolo alla ministra Bellanova. Coldiretti Puglia, a Taranto clementine a 15 centesimi al chilogrammo. I prezzi rilevati da Ismea certificano lo stato di crisi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il prezzo è calato per la scarsa qualità dei prodotti, danneggiati da caldo e siccità, per la concorrenza estera e il calo della domanda (Foto di archivio)
Fonte foto: © Comugnero Silvana - Fotolia

Per il comparto agrumicolo si sta profilano una crisi di mercato non disgiunta dagli effetti della siccità sui prodotti a carattere nazionale. Lo si osserva guardando i prezzi medi all'origine del prodotto nazionale rilevati da Ismea sulla terza settimana di novembre 2020 che si manifestano in netto calo rispetto al 2019. E mentre Agrocepi chiede la convocazione del tavolo agrumicolo nazionale al ministero delle Politiche agricole, proponendo misure di salvaguardia del reddito eccezionali, sottolinea anche le cause di carattere climatico-ambientale del deprezzamento di clementine e arance italiane. Intanto, Coldiretti Puglia lancia un allarme per la provincia di Taranto, dove i prezzi sono crollati ben al di sotto delle medie nazionali.
 

Ismea, agrumi in saldo

Secondo Ismea le arance nella terza settimana di novembre - prezzo medio in Italia all'origine di 41 centesimi di euro - sono in calo del 5,3% sulla settimana precedente e perdono l'1,6% sulla terza settimana del 2019. Ed è il prodotto che forse va meglio. Perché le clementine a 42 centesimi calano del 10% in una settimana e sono sotto del 12,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Perdono meno sulla seconda settimana di novembre i limoni (-4,3%), ma attestati a soli 83 centesimi al chilogrammo perdono ben il 17,5% sulla terza settimana del 2019. Stabili i mandarini a 31 centesimi, un valore che però è inferiore di ben il 29% a quello di un anno fa.

Numeri impietosi quelli di Ismea che si accentuano e si esasperano sulle piazze locali, con la Sicilia che si mantiene su valori leggermente più elevati e con Calabria e Puglia in una condizione di vero e proprio crack per le aziende, che non coprono neanche i costi di produzione.
 

Agrocepi alla Bellanova, convocare tavolo agrumicolo nazionale

Una situazione pesantissima che ha spinto ieri il vicepresidente nazionale Agrocepi Cristian Vocaturi, di concerto con il presidente nazionale Agrocepi Corrado Martinangelo, ad inviare una missiva alla ministra Teresa Bellanova, concernente la crisi agrumicola classificandola come "la più drammatica crisi mai finora registrata", chiedendo la convocazione urgente del tavolo agrumicolo nazionale.

Cristian Vocaturi, che è membro del tavolo ortofrutticolo nazionale, ha dichiarato: "La lettera alla ministra ha voluto sottolineare innanzitutto l'emergenza clima, il susseguirsi di eventi atmosferici avversi, tra questi il gravoso problema della siccità che si manifesta costantemente da giugno, connessa inoltre alle alte temperature che si sono protratte fino in autunno, comportando evidenti ritardi nella maturazione, e segnalando alla ministra che tale situazione comporta il non accrescimento e la parziale colorazione dei frutti che si presentano di piccola pezzatura e ben poco colorati".

E' questo in sostanza il motivo dello scarso apprezzamento sul mercato di clementine e arance nazionali "con un evidente rialzo delle preferenze dei consumatori per agrumi provenienti da altri paesi europei come ad esempio la Spagna, ed extraeuropei come il Sudafrica, venduti a prezzi nettamente più economici" ha sottolineato Vocaturi. Una crisi di mercato innescata da fattori climatici quindi, che si salda all'offerta a basso costo delle importazioni, ma anche con la crisi innescata dal Covid-19, che ha determinato "una forte contrazione della domanda di agrumi" ha detto Vocaturi.

Infine il vicepresidente nazionale di Agrocepi ha anche sottolineato le varie proposte indirizzate alla ministra Bellanova dall'organizzazione: "Abbiamo chiesto un aiuto concreto e sostanziale, sufficiente se non altro a coprire i costi di produzione".

Per il calo dei redditi AgroCepi ha chiesto l'attivazione dei fondi mutualistici, concedendo anche alle regioni di coofinanziare gli interventi, limitando così i costi a carico del privato; altra proposta è la possibilità di ritirare dal mercato, come già sperimentato con regolamento comunitario eccezionale approvato in occasione dell'embargo russo, una parte di prodotto di piccola pezzatura, destinandolo agli enti benefici, ma anche alla costituzione di biomasse energetiche e per il compostaggio, e di far divenire questa misura ordinaria. Agrocepi inoltre chiede di definire per il settore agrumicolo i ristori inquadrati nell'articolo 22 del Decreto legge 149/2020 "Ristori bis", semplificando le procedure inerenti il calo dei fatturati.

"Per queste motivazioni - conclude Vocaturi - per evitare speculazioni, sarebbe opportuno convocare il tavolo nazionale ortofrutticolo dove includere la partecipazione attiva anche della Gdo".
 

Coldiretti Puglia, a Taranto clementine a 15 centesimi

Con la crisi causata dal Covid-19, i limiti alla movimentazione e le temperature più alte della media stagionale è crisi profonda per gli agrumi, come il crack per le clementine in provincia di Taranto, a causa dei consumi in caduta libera del -60% e prezzi stracciati a 15 centesimi al chilogrammo. E' quanto denuncia Coldiretti Puglia, alla luce di un mercato freddissimo a causa del crollo dei consumi e dei prezzi molto al di sotto dei costi di produzione, con il rischio deflazione nei campi con arance e clementine che restano invendute sugli alberi.

"Il primo lockdown ha tracciato la chiusura della campagna 2019/20, mentre la seconda ondata pandemica è ripartita proprio in piena campagna agrumicola 2020/2021 iniziata ad ottobre, caratterizzata da consumi al palo e prezzi bassi, con le clementine vendute in campagna a 30 centesimi al chilo, di cui 15 centesimi pagati per la raccolta. Il conto economico è drammatico", denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto.
"Possiamo solo sperare - aggiunge il presidente Cavallo - che arrivi il vero freddo invernale che in maniera naturale fa aumentare i consumi. Siamo già a due mesi dall'inizio della campagna ed è crisi profonda nei campi per le mancate richieste di agrumi".

"I prezzi non sono assolutamente remunerativi. Si profila un'annata da dimenticare", chiude secco Vincenzo Stellaccio, presidente di Coldiretti Palagiano.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: agrumi prezzi mercati siccità crisi cambiamenti climatici danni

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