Pac, parola d'ordine: semplificazione

Un confronto sulla politica agricola comune al convegno "Il domani è oggi", l'iniziativa dell'Unione provinciale agricoltori di Siena che guarda al futuro

agricoltura-campo-by-artsvitlyna-adobe-stock-750x500.jpeg

L'incontro online si è tenuto lo scorso 30 ottobre
Fonte foto: © ArtSvitlyna - Adobe Stock

Garantire una stabilità economica al settore a partire dal più importante strumento di programmazione comunitaria: la Pac. Si è parlato di politica agricola comune, sviluppo rurale e semplificazione al convegno online "Piano di sviluppo rurale 2021-2027, il domani è oggi" organizzato da Confagricoltura Siena e coordinato dal giornalista Rai Sandro Capitani.

Dopo i saluti del presidente dell'Unione provinciale agricoltori di Siena, Nicola Ciuffi, il direttore Gianluca Cavicchioli ha presentato un documento redatto dall'Unione agricoltori di Siena con lo scopo di "essere più credibili nelle proposte".

Confagricoltura Siena, ha ricordato Cavicchioli, ha creato inoltre un questionario online che è stato compilato da tutti gli imprenditori agricoli soci dell'Unione, esprimendo le aspettative. "Sappiamo benissimo che il Psr è un passaggio fondamentale e se ben gestito e condiviso diventa un volano imprescindibile per la nostra agricoltura" ha sottolineato il direttore. Nella prima sessione focus sul quadro normativo: Angelo Frascarelli, professore dell'Università di Perugia, ha affermato che siamo entrati nella storia in seguito ad un evento in particolare: "il 21 luglio 2020 è una data importante che studieranno i nostri nipoti perché l'Unione europea ha approvato due provvedimenti importanti: il primo riguarda il quadro finanziario 2021-2027 e l'altro si riferisce ad un programma eccezionale post pandemia con il nome Next generation Eu".

Giuseppe Blasi del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha poi fatto un inciso sull'importante problema idrico, in quanto "nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che sarà finanziato con il Next generation Eu, sarà dato uno spazio importante al tema dell'acqua in tutti i suoi aspetti". La parola è poi passata a Roberto De Giorgi che lavora nella direzione generale agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea, nello specifico nell'unità F4 che si occupa dei programmi di Sviluppo rurale per l'Italia. "Oltre a questo" dice "sono il punto di contatto per una nuova struttura che è stata creata in vista della prossima programmazione che si chiama geographical hub".

La semplificazione è al primo posto, ha ricordato Roberto Pagni: "per preparaci ai prossimi anni cosa dobbiamo davvero semplificare per essere più efficienti nei confronti dei nostri agricoltori? I doveri di Artea sono molti e l'impegno di certo non manca, soprattutto da parte della pubblica amministrazione". Cristina Tinelli di Confagricoltura Bruxelles, riprendendo lo stesso tema ha affermato: "semplificazione per la Commissione, per gli Stati membri e per gli agricoltori".

Vincenzo Lenucci di Confagricoltura nazionale si è soffermato sui seguenti punti: le risorse e gli obiettivi del nuovo Sviluppo rurale, la fase transitoria che ci accompagnerà nei prossimi due anni verso il cambiamento della riforma e le principali novità che avremo nel Nuovo piano di sviluppo rurale. A soffermarsi, poi, su alcuni aspetti applicativi è stato Gabriele Papa Pagliardini direttore di Agea, secondo il quale "una delle novità principali è che si passa da una verifica di ammissibilità degli aiuti a una verifica del raggiungimento degli obiettivi. Oggi le somme sono erogabili se gli obiettivi sono stati raggiunti".

La prima sessione si è conclusa con gli interventi dei dirigenti di regione: Roberto Scalacci della Toscana, Andrea Massari della Lombardia, Valtiero Mazzotti dell'Emilia Romagna e Gianluca Fregolent del Veneto, i quali, di nuovo si sono trovati tutti d'accordo sulla necessità della semplificazione e non molto a favore sull'allontanamento dell'Unione europea dalle singole regioni, perché non avere contezza del particolare di tante regioni porta ad un allontanamento della conoscenza dei problemi di queste ultime. Più nello specifico Scalacci ha presentato gli obiettivi ai quali bisogna ambire, ovvero competitività, sostenibilità ambientale ed economica. Mazzotti, inoltre, espone delle preoccupazioni di fondo, ovvero: "eliminare 108 Programmi di sviluppo rurale per averne solo 27, crea un effetto imbuto e sappiamo che gli effetti imbuto non sono proprio dinamici e adattativi a quello che invece sono realtà che cambiano e necessitano di misure di sostegno del tutto innovative".

Per il Nuovo piano di sviluppo rurale è stato fatto tanto, ma sono necessari molti altri sforzi per costruire uno Sviluppo rurale in linea con il ruolo strategico. E' quanto scritto nella lettera di saluti della ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, che, ringraziando l'Unione agricoltori di Siena per l'invito all'evento, ha scritto: "La riforma, che entrerà in vigore il primo gennaio 2023, al termine dei due anni di transizione, presenta novità importanti. Tra queste le ambiziose disposizioni volte ad allineare la politica agricola europea alla sfida dei cambiamenti climatici e della sostenibilità".

Come sostenuto da altri relatori nel corso dell'incontro, secondo Bellanova "questa è una sfida fondamentale, sulla quale ci giochiamo il futuro del paese e il nostro impegno continua basandoci sui due pilastri dell'innovazione e della sostenibilità". La lettera è terminata con un messaggio che si traduce nell'intenzione di lavorare al solo scopo di migliorarsi: "Abbiamo già fatto tanto ma, così come ci impongono i tempi duri che stiamo affrontando, dobbiamo continuare con il nostro impegno e aumentare ulteriormente gli sforzi per costruire uno Sviluppo rurale in linea con il ruolo strategico di fondamentale importanza che l'agricoltura può e deve rivestire".

Giuseppe L'Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole, ha descritto il tipo di verifica che sta attualmente effettuando per far emergere le esigenze e necessità dei territori, come "la valorizzazione dell'immagine paesaggistica e ambientale per l'olio extra vergine d'oliva dove emerge l'esigenza di aggregare i produttori per abbattere i costi e pianificare il recupero di oliveti abbandonati, ammodernando quelli esistenti per recuperare produttività e redditività, scongiurando così l'abbandono dei campi".

I principali cambiamenti in merito alla Pac, cambiamento climatico e sostenibilità, sono stati poi presentati da Filippo Gallinella. Lo stesso per Nicola Procaccini, il quale ha raccontato che in seguito a dei pareri contrastanti in merito alla Pac "ci siamo dovuti riposizionare tutti e l'abbiamo difesa, anche se non è la nostra Pac, ma figlia di un Commissario europeo precedente e di un dibattito precedente. Comunque ci è stato dato modo di salvare quello che si poteva salvare". Paolo De Castro ha presentato poi "lo stato dell'arte", parlando dei grandi passi avanti fatti dalla Commissione europea, risolvendo il problema della "nazionalizzazione che con Phil Hogan prevedeva carta bianca agli Stati membri. Noi, quindi, siamo tornati ad una decisione europea, le misure sono definite a livello europeo, lasciando agli Stati membri la flessibilità di poter scegliere quali di queste misure sono più adatte nei vari paesi".

Daniela Rondinelli della Commissione Agri, nonostante i vari problemi ancora da risolvere, ha voluto ricordare che "durante la pandemia il settore dell'agricoltura è stato quello più resiliente, ha dato risposte immediate continuando a dare ai consumatori e ai cittadini prodotti di qualità a prezzi adeguati. Un aspetto che non si può non considerare". Angelo Ciocca ha iniziato il suo intervento ringraziando gli imprenditori agricoli perché è grazie a loro che anche durante la pandemia i prodotti di qualità non sono mai mancati nei supermercati. Ha chiuso con un messaggio che trasmette coraggio: "il futuro ce lo costruiamo. Possiamo avere un futuro positivo se teniamo l'attenzione alta e se teniamo i toni della discussione accesi".

Nicola Danti del Parlamento europeo, ha aggiunto: "l'agricoltura italiana è uno degli elementi portanti del nostro export nazionale. La Pac dà la forza per continuare a rafforzare il sistema di export italiano e di competitività del sistema agricolo". Parere che può essere legato alle parole dal carattere imprenditoriale di Massimiliano Salini: "i progetti buoni li creano le imprese, le soluzioni buone le trovano gli imprenditori, così come i prodotti di valore, il rapporto buono con il consumatore è garantito da un produttore intelligente al quale lo Stato lascia fare il suo lavoro. Questo è il punto su cui abbiamo costruito politiche di intervento sulla partita agricola".

Susanna Cenni è intervenuta muovendo una critica sul modo di considerare l'agricoltura e la sostenibilità: "sono convinta di dover smettere di considerare queste due dimensioni, dimensioni concorrenti. L'attività agricola non può essere letta come a se stante". "Ciò che mi preoccupa - ha aggiunto - non sono i contenuti e gli obiettivi della strategia Farm to fork, ciò che mi preoccupa è che questa strategia è stata presentata da commissari che non si occupano dell'agricoltura". Un approccio positivo e fiducioso sulla nuova Pac è quello di Maria Chiara Gadda, in quanto "le riforme mettono paura perché hanno un approccio diverso rispetto al passato e in merito alla Pac ritengo che abbiamo raggiunto un compromesso importante. La Pac sta portando un cambio di paradigma in ambito culturale, perché non è indifferente passare da un concetto di monitoraggio delle pratiche documentarie rispetto a un'analisi a misurazione per obiettivi e per risultati".

Tornando al problema più sensibile del convegno, ovvero la semplificazione, Patrizio La Pietra è intervenuto dicendo che tutti provvedimenti fin d'ora presi, ancora non sono veramente sufficienti a soddisfare l'esigenza della semplificazione. C'è dunque, ancora molto da fare.
Il presidente di Confagricoltura nazionale, Massimiliano Giansanti, ha concluso: "quello che è emerso dagli interventi che si sono susseguiti oggi è che l'Italia ha bisogno di un progetto di strategia nazionale. Un paese forte ha bisogno di un'agricoltura forte".

L'Unione provinciale agricoltori di Siena continuerà ad impegnarsi per poter condividere riflessioni, progetti e discutere su aspetti che potrebbero o dovrebbero essere rivisti, da ogni punto di vista. L'evento è disponibile alla visione sulla pagina Facebook Confagricoltura Siena, dove sarà possibile rivedere ogni singolo intervento.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 250.703 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner