Resilvigna, per una maggiore resilienza del vigneto

Finanziato dalla Regione Emilia Romagna, il progetto vuole aumentare la resilienza dei vigneti dell'areale piacentino al cambiamento climatico

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

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Tecniche di miglioramento di resilienza ed efficienza idrica per i vigneti dell'areale piacentino
Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore

Aumentare la resilienza dei vigneti dell'areale piacentino al cambiamento climatico. E' questo l'obiettivo di Resilvigna, il progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell'ambito del Psr 2014-2020.
Tecniche di miglioramento di resilienza ed efficienza idrica per i vigneti dell'areale piacentino, questo il nome per esteso del progetto, è infatti dedicato alla viticoltura della provincia di Piacenza dove sono censiti circa 5.300 ettari di vigneto e dove la coltura della vite ha una lunghissima tradizione e oggi è praticata principalmente nelle aree collinari e pedemontane.

A tal proposito si possono rilevare subito due elementi di criticità legati al cambiamento climatico e alla necessità di razionalizzare i modelli viticoli per una maggiore competitività aziendale. Il primo relativo al fatto che l'areale viticolo piacentino ricade in una zona definita "a rischio idrico", a cui si accosta il secondo relativo alla "scarsità idrica".

Considerato tutto ciò il progetto, partito lo scorso aprile e della durata di tre anni in quanto si concluderà a settembre 2022, vuole far capire alle aziende viticole del territorio che è possibile utilizzare delle pratiche già disponibili per migliorare la gestione aziendale. Aumentare la resilienza del vigneto alla carenza idrica e di conseguenza consentire all'impianto di superare dei momenti critici senza dover ricorrere ad input irrigui esogeni.
E intende raggiungere questo risultato mediante cinque specifiche azioni:
  • Adattabilità del vitigno Barbera a nuovi portinnesti tolleranti lo stress idrico.
  • Ruolo di inerbimenti autunno-primaverili temporanei nell'incremento della resilienza allo stesso idrico nonché come fattori coadiuvanti di lotta antiparassitaria, di lotta alle malerbe e di miglioramento della fertilità del suolo.
  • Utilizzo del caolino che nuovo strumento di resilienza idrica del vigneto.
  • Resilienza idrica del vigneto: sostenibilità delle pratiche e ruolo delle tecniche Ict.
  • Trasferimento su larga scala delle innovazioni messe a punto.


Azione numero uno: portinnesti

La prima azione in cui si articola il progetto ha il compito di valutare l'adattabilità del vitigno Barbera, la principale cultivar a bacca rossa dei Colli piacentini, ai nuovi portinnesti di vite della serie M, M2 e M4, noti per la tolleranza allo stress idrico. Questi verranno confrontati con portinnesti tradizionali come il K5BB, il 420A e l'1103P, per un totale di sei portinnesti.

L'obiettivo è quello di valorizzare i nuovi portinnesti della serie M e di mettere quindi a disposizione del territorio piacentino nuovo materiale genetico che possa rappresentare una soluzione in presenza di gravi stati di stress idrico.


Azione numero due: inerbimenti

La seconda azione di Resilvigna affronta il ruolo di inerbimenti temporanei autunno-primaverili nell'incremento della resilienza allo stress idrico nonché come fattori coadiuvanti di lotta antiparassitaria, di lotta alle malerbe e di miglioramento della fertilità del suolo.

Questa azione infatti a sua volta si articola in tre sottoazioni:
  • Efficacia dell'inerbimento temporaneo autunno-primaverile in funzione di composizione floristica e modalità di terminazione.
  • Verifica di fattibilità di una pacciamatura naturale sottofila ottenuta da residui di sfalcio.
  • L'inerbimento temporaneo autunno-primaverile come coadiuvante alla lotta alla peronospora (Plasmopara viticola).

L'inerbimento autunno-primaverile è una pratica agronomica che prevede la semina ad autunno di un miscuglio di specie erbacee selezionate per apportare elementi nutritivi e aumentare la sostanza organica. Il ciclo autunno-primaverile delle specie selezionate permette, durante la stagione invernale, di mantenere una copertura vegetale del suolo e quindi ridurre fenomeni erosivi dannosi per la fertilità e di evitare o limitare la competizione idrica con la vite durante la fase più critica che coincide con l'estate.

Saranno valutate diverse composizioni floristiche a prevalenza di leguminose o di graminacee e alla fine del loro ciclo vegetativo saranno compiute diverse terminazioni; il classico interramento della biomassa o sovescio, lo schiacciamento del cotico erboso ad effetto pacciamante dell'interfila e uno sfalcio e andanatura in corrispondenza del sottofila. Queste pacciamature avranno il potenziale ruolo di contrastare la crescita delle malerbe. In aggiunta agli effetti attesi sulla fertilità, sul bilancio idrico del suolo e sulla lotta alle malerbe, sarà indagato l'effetto del cotico erboso invernale sulla limitazione del fenomeno della dispersione (splashing) delle oospore di Plasmopara viticola, agente della peronospora della vite. La dispersione è causata dalla pioggia ed è responsabile delle infezioni primarie.

Queste pratiche saranno messe a confronto con le normali gestioni aziendali del suolo basate su varie combinazioni di lavorazioni e inerbimenti spontanei. Le lavorazioni e le semine sono state effettuate con successo nella seconda settimana di ottobre 2020 e sono state seguite, nei giorni successivi, dalle piogge che promettono un buon attecchimento del prato prima del giungere del riposo vegetativo.

Interfilari di Ortrugo seminati con un miscuglio composto in prevalenza da leguminose, graminacee e crucifere presso la Tenuta Pernice società agricola, ottobre 2020
Interfilari di Ortrugo seminati con un miscuglio composto in prevalenza da leguminose, graminacee e crucifere presso la Tenuta Pernice società agricola, ottobre 2020
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)


Azione numero tre: caolino

L'azione numero tre riguarda l'utilizzo dell'argilla bianca chiamata caolino. Nello specifico l'azione prevede la verifica dell'efficacia di applicazioni a base di caolino sulle chiome di due vigneti, uno di Barbera e uno di Ortrugo.
Come anticipato il caolino è un'argilla bianca di basso costo ed elevata persistenza con elevato potere di riflettanza della radiazione solare che può ridurre sensibilmente le temperature dei grappoli maggiormente esposti al sole e limitare il fenomeno delle scottature.
Inoltre, essendo l'intera chioma interessata dalla copertura del caolino, l'apparato fotosintetico beneficia di un minor stress termico e luminoso.

Sintomo di grave scottatura su grappolo di Barbera dell'azienda vitivinicola Villa Rosa di Illari Andrea e C. SS società agricola, agosto 2020
Sintomo di grave scottatura su grappolo di Barbera dell'azienda vitivinicola Villa Rosa di Illari Andrea e C. SS società agricola, agosto 2020
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)

Il risultato atteso è quello di ottenere una maggiore efficienza di uso dell'acqua disponibile per la pianta durante i periodi di carenza idrica, nonché la protezione dei tessuti da fenomeni di foto-inibizione irreversibile e perdita di funzionalità fisiologica.

Viti di Ortrugo trattate con caolino (sinistra) e non trattate (destra) presso i terreni di uno dei soci della cantina sociale di Vicobarone società cooperativa agricola, agosto 2020
Viti di Ortrugo trattate con caolino (sinistra) e non trattate (destra) presso i terreni di uno dei soci della cantina sociale di Vicobarone società cooperativa agricola, agosto 2020
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)


Azione numero quattro: tecniche Ict

Un'ulteriore azione è quella inerente l'attuazione di un approccio guidato dalle tecniche Information and communications technologies (Ict). Queste tecniche prevedono l'utilizzo di strumenti che permettono ricezione, elaborazione, trasmissione dei dati per ottenere informazioni complete ed in tempo reale sulla situazione del vigneto.

Attraverso l'installazione di una stazione meteo e di sonde capacitive a diverse profondità saranno informatizzati tutti i dati ottenuti e si monitoreranno temperature e umidità del suolo e l'andamento climatico per calcolare la green water footprint, cioè la quota di precipitazione che viene incorporata o traspirata dalla vite. Anche perché l'adozione di pratiche di resilienza idrica in vigneto permette di salvaguardare reddito e permanenza sul territorio, oltre ad avere una grande valenza in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

L'obiettivo è la messa a disposizione e la diffusione fra i viticoltori dell'uso di strumenti innovativi ed efficienti, apparentemente complessi ma di grande utilità per la gestione del vigneto. Guidare dunque il viticoltore verso un approccio di gestire informatizzata della risorsa idrica naturale.

Stazione meteo Trk presso l'azienda vitivinicola I Salici di Gazzola Claudio, giugno 2020
Stazione meteo Trk presso l'azienda vitivinicola I Salici di Gazzola Claudio, giugno 2020
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)


Azione numero cinque: comunicazione

L'ultima azione di Resilvigna riguarda il trasferimento e la diffusione delle pratiche colturali e delle innovazioni che sono state messe a punto. Quello che in gergo viene chiamato trasferimento del know-how ad altri viticoltori in modo tale che sia poi possibile mettere in atto una strategia da seguire a livello globale.


Chi è coinvolto?

Sono numerose le figure professionali coinvolte nel progetto. Capofila è l'Università Cattolica del Sacro Cuore e nello specifico il dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (Diproves), mentre la parte legata alla formazione è lasciata a Centoform Srl, un ente di formazione professionale esperto nella progettazione e nell'organizzazione di interventi formativi.

Inoltre sul campo sono coinvolte quattro realtà viticole: la cantina sociale di Vicobarone società cooperativa agricola, una realtà situata nella Val Tidone e che gestisce l'intera filiera produttiva, l'azienda vitivinicola Villa Rosa di Illari Andrea e C. SS società agricola, una realtà a conduzione familiare che segue passo passo tutte le fasi della filiera. E ancora, l'azienda vitivinicola I Salici di Gazzola Claudio, un'impresa individuale che mette a disposizione il proprio vigneto sperimentale, nuovi portinnesti e attrezzature necessarie, ed infine la Tenuta Pernice società agricola, nella Val Tidone, dove già si trova un vigneto pilota di circa un ettaro.


Formazione in vigneto e non

Nel corso dei tre anni saranno organizzati anche degli incontri nella forma di convegni e seminari e delle visite guidate nei vigneti per spiegare, illustrare e mostrare nel concreto le attività innovative messe in atto con Resilvigna.

Inoltre saranno organizzate anche delle attività inerenti la sostenibilità etica e sociale tramite AgroInnovation EDU®, il progetto di Image Line dedicato alla promozione dell'agricoltura digitale e dell'innovazione. Attività che hanno la finalità di formare le nuove generazioni trasferendo conoscenze e competenze acquisite.

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