Recovery fund, per l'agroalimentare necessari progetti chiari dove dirottare le risorse

In arrivo dall'Europa per 8 miliardi di euro aggiuntivi al piano di sviluppo rurale per il biennio 2021-2022. Le priorità sono quelle tracciate dal Green new deal, ma è fondamentale non sperperare le risorse a pioggia

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Da sinistra a destra: Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca, e Camillo Gardini, presidente di Cdo Agroalimentare
Fonte foto: © Cdo Agroalimentare

Nell'ambito della rassegna "Forum tutto l'anno" il Comitato Cdo Agroalimentare ha organizzato martedì sera un incontro fortemente partecipato in modalità digitale con le relazioni di Angelo Frascarelli, professore di Economia e politica agraria dell'Università di Perugia, e di Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca, moderata dal presidente di Cdo Agroalimentare Camillo Gardini.

"Ciò che sta per arrivare dall'Europa è davvero una potenza di fuoco rilevante in termini quantitativi - ha esordito il professor Frascarelli - per l'Italia ci sono oltre 200 miliardi di risorse, fondi rilevanti deliberati il 21 luglio 2020 dall'accordo sul Qfp e sul piano Next generation Eu, in senno al Consiglio Ue".
 
Il Qfp è il quadro finanziario pluriennale, che non è altro che il bilancio settennale dell'Unione europea per il finanziamento di tutte le sue politiche, compresa la Pac agricola. A questo, però, quest'anno si aggiunge il piano Next generation, un bilancio straordinario come piano per uscire dalla crisi della pandemia, con un focus attento alle prossime generazioni. Il piano ha una durata quadriennale, dal 2021 al 2024 compresi, per un totale di 750 miliardi di euro.

"All'interno del Recovery fund ci sono anche 8,2 miliardi di euro per lo sviluppo rurale, risorse che andranno a incrementare i fondi del Psr 2021-2022 - ha precisato Frascarelli - in questa tranche ci sono 200 milioni di euro per l'Italia in più rispetto a ciò che è già stanziato nei piani di finanziamento per il biennio a venire. Le risorse dovranno però essere destinate a specifiche priorità, in linea con il Green new deal europeo, lanciato a fine 2019 dalla Commissione Ue".
 
Frascarelli fa poi il punto della situazione in merito alle proposte del Mipaaf per i fondi dedicati al settore agroalimentare. "Le proposte del ministero, che dovranno essere formalizzate entro Natale insieme agli altri progetti da presentare per il Next generation Eu, ricalcano gli obiettivi del Green new deal. Si va dalla promozione delle produzioni sostenibili alla rigenerazione urbana verde, passando poi dalla crescita delle produzioni in biologico, il rafforzamento dei contratti di filiera, la crescita del digitale in agricoltura, l'innovazione nei sistemi irrigui e la promozione di conduzione di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale". Conclude Frascarelli, "è fondamentale dirottare le risorse su progetti seri e precisi: bisogna assolutamente evitare i contributi a pioggia che hanno drogato alcuni dei comparti del nostro settore agricolo e agroalimentare".

"Credo che anche in questa sfida il ruolo della cooperazione e del concetto che esprime sia fondamentale - ha poi spiegato il direttore di Emil Banca e presidente di Confcooperative Bologna Daniele Ravaglia - ascolto, partecipazione e condivisione comune degli obiettivi devono essere le strade maestre per creare progetti seri. C'è in atto una forte rivoluzione del mercato del lavoro così come delle imprese, sarà sempre più fondamentale lavorare assieme e di filiera per rispondere alle grandi sfide. Sul fronte agricolo e sulle sfide che il settore ha davanti c'è sicuramente il grande caposaldo della sostenibilità. Su questo versante, anche per chi fa banca e lavora nell'attività di credito, è necessario valutare bene i progetti, incentivare e finanziare chi presenta progetti credibili e sostenibili e non concedere credito a chi questi parametri non li rispetta".

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