Recovery plan: competitività della filiera e investimenti nelle infrastrutture

Il piano per l'agricoltura illustrato dalla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova: transizione verde, digitale, riduzione dei consumi, sicurezza sul lavoro. E "un intervento massiccio nel settore dell'olio di oliva"

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Le linee di intervento per l'agricoltura (Foto di archivio)
Fonte foto: © jackfrog - Adobe Stock

Competitività dei contratti di filiera del settore agricolo e della pesca; investimenti nella infrastrutture logistiche per lo sviluppo del potenziale delle esportazioni delle piccole e medie imprese; meccanizzazione del settore primario; incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili e prevenzione del dissesto idrogeologico. Sono questi i capisaldi delle linee di intervento per l'agricoltura contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Recovery plan del nostro paese per rispondere alla crisi economica innescata dall'emergenza sanitaria da coronavirus e ottenere le risorse europee del più ampio Recovery fund.
 
"Sono sempre più convinta che il settore agricolo - ha spiegato la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova illustrando il piano alle associazioni in un incontro online - possa e debba giocare un ruolo determinante, consapevole del contributo che può offrire al rilancio del paese e al processo di transizione verde e digitale dell'intera economia".

Punti qualificanti del piano anche le indicazioni da portare avanti di concerto con altri ministeri: come la banda larga nelle aree rurali, il recupero dei borghi rurali, la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini, i progetti di osservazione della terra. "Una trasversalità e una connessione non casuali - ha detto Teresa Bellanova - perché l'interconnessione tra i quadri di conoscenza e tra i relativi programmi è condizione essenziale della bontà e realizzabilità del piano più complessivamente intenso".

Sono tre i macro-obiettivi degli interventi indicati nel piano. In particolare, tra gli investimenti previsti, la meccanizzazione nel settore primario per "promuovere un'accelerazione della transizione verde e digitale del settore primario, investendo sull'agricoltura di precisione, sulla digitalizzazione, l'interconnessione, il miglioramento delle prestazioni, la riduzione dei consumi e delle emissioni, la sicurezza sul lavoro e la riduzione degli infortuni, il miglioramento della produttività e della sostenibilità alimentare". Ed entrando nel dettaglio, "un intervento massiccio di ammodernamento nel settore dell'olio di oliva", per mettere in campo una nuova strategia "basata sull'integrazione dei diversi strumenti disponibili".

Quanto alla produzione energetica da fonti rinnovabili, la strategia punta su progetti legati al biometano e alla realizzazione di un Parco AgriSolare, "sui tetti degli edifici produttivi agricoli, favorendone l'efficientamento energetico". Mentre sul versante della prevenzione del dissesto idrogeologico, la strategia del ministero segue due direttrici; la prima è la realizzazione del Piano di azione nazionale per aumentare la resilienza dell'ecosistema irriguo, la seconda è la gestione forestale sostenibile.

"Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà avere, assolutamente, un cuore agricolo - aveva detto Teresa Bellanova in audizione in Commissione Agricoltura alla Camera - nessuno sviluppo sostenibile si può immaginare senza garantire al settore agricolo, agroalimentare, forestale, della pesca e dell'acquacoltura la centralità che merita e ad agricoltori, allevatori e pescatori la giusta tutela del reddito. Un'agricoltura che diviene paradigma di un modello di sviluppo e una strategia fortemente coerente proprio con quelle premesse che l'Europa pone a fondamento dell'utilizzo delle risorse del Recovery fund".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: olio energie rinnovabili olivicoltura dissesto idrogeologico agricoltura digitale

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