Psr Puglia, il Tar Bari stoppa i pagamenti sull'operazione 4.1a

Due ordinanze minano alle fondamenta i criteri alla base della determinazione 306 del 31 luglio, con la quale l'Autorità di gestione del programma aveva dato il via libera a pagamenti per 82 milioni verso 423 aziende agricole

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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A rischio anche l'analoga procedura da 55 milioni innescata il 16 settembre sulla misura 6.1 a favore di 237 giovani imprenditori
Fonte foto: © Vinicius Tupinamba - Fotolia

Il cofinanziamento degli investimenti delle aziende agricole inserite nella graduatoria dell'operazione 4.1a del Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020 è stato nuovamente bloccato per via giudiziaria.

Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, sede di Bari, con due distinte ordinanze emesse il 18 settembre scorso, ha nuovamente bocciato le procedure adottate dal dipartimento Agricoltura di Regione Puglia per quello che riguarda la compilazione delle graduatorie del Piano per lo sviluppo rurale attinenti all'Operazione 4.1a destinata al sostegno per gli investimenti materiali delle aziende agricole.
 
L'originaria graduatoria della misura 4.1a era stata annullata dai giudici amministrativi con sentenza n 762, depositata il 27 maggio scorso. Contro quel giudizio la Regione Puglia aveva presentato - nel mese di giugno - un ricorso incidentale, per chiedere al Tar se la graduatoria si dovesse intendere annullata interamente o solo per i ricorrenti. Su quel ricorso il Tribunale non si era ancora espresso. Nel frattempo, l'Autorità di gestione aveva emesso - nel silenzio dei giudici amministrativi - la determinazione del 306/2020 del 31 luglio scorso.

E il 18 settembre arriva di nuovo il semaforo rosso del Tar, che scrive: "Ravvisata l'impossibilità di riqualificare l'incidente di esecuzione alla stregua di un'azione autonoma di chiarimenti, ex art. 112, comma 5 del Codice della Giustizia amministrativa, stante la eccessiva difformità dell'atto proposto dal modello normativo processuale" scrivono i giudici, che ritengono "inammissibile il presente incidente di esecuzione, così come proposto dalla Regione Puglia, alla quale incombe l'onere di proporre autonomo ricorso per chiarimenti".

In buona sostanza, la Regione - secondo il Tar Bari - ha sbagliato procedura, perché avrebbe dovuto proporre un ricorso autonomo. L'effetto di questo pronunciamento sarà - a meno di eventi imprevedibili - un ulteriore blocco e ritardo nella pubblicazione delle graduatorie, con tutte le conseguenze del caso: con all'orizzonte un nuovo possibile disimpegno automatico delle risorse sul Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale.
 

Timori anche per il premio per il primo insediamento

Non solo, la stessa procedura or ora ritenuta errata dal Tar Bari per riformulare la graduatoria dell'Operazione 4.1a è stata utilizzata qualche giorno fa per riaprire i pagamenti sulla graduatoria della 6.1, il premio ed il cofinanziamento per gli investimenti dei giovani agricoltori neo-insediati.

E in Puglia sono forti i timori perché possa giungere un nuovo atto che sospenda nuovamente anche questa nuova graduatoria, presa con la Determinazione del 16 settembre n 362 dall'Autorità di gestione, che ha deliberato di riavviare l'iter istruttorio e realizzativo di 237 istanze presentate da giovani agricoltori per nuovi insediamenti relativi alla misura 6.1 del Psr, per un investimento complessivo di oltre 78 milioni, di cui oltre 55 milioni di finanziamento pubblico, già invitati dall'Amministrazione all'insediamento e, quindi, a porre in essere tutti gli adempimenti necessari allo svolgimento dell'attività di imprenditore agricolo.

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