Xylella, il bando per la rigenerazione olivicola va corretto

Coldiretti Puglia contraria al doppio canale agricoltori-coltivatori e trova errori nell'avviso pubblico per richiedere aiuti per i reimpianti: dalla scarsa chiarezza del ruolo delle Op alla confusione sui titoli di possesso e conduzione dei terreni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ma c'è anche incertezza sulla delimitazione dell'area di esclusione, corrispondente alla zona di contenimento, recentemente variata
Fonte foto: Matteo Giusti - Agronotizie

Va modificato il bando regionale da 39,6 milioni di euro per la rigenerazione olivicola della zona infetta del Salento perché, così com'è, non produce i benefici tanto attesi dagli agricoltori che da sei anni aspettano di ricominciare a lavorare, e a produrre, dopo la grave crisi causata dalla Xylella fastidiosa. A chiederlo è Coldiretti Puglia in merito al bando pubblicato il 10 settembre scorso da Regione Puglia che risulta ancora monco degli allegati.

E non mancano problemi di definizione del ruolo delle cooperative e delle Organizzazioni di produttori, sulla natura dei titoli di conduzione e possesso dei terreni. Mentre AgroNotizie ha inoltre riscontrato nel bando una certa vaghezza nella localizzazione delle aziende potenziali beneficiarie del bando, a causa della entrata in vigore del nuovo regolamento Ue 2020/1201, che ha ridefinito l'area di contenimento in soli 5 chilometri dalla linea di confine della zona cuscinetto, procedendo verso la zona infetta.
 

Le osservazioni di Coldiretti Puglia

"Coldiretti Puglia, nel lontano febbraio 2020, in sede di presentazione di una prima bozza embrionale di tale avviso, aveva già evidenziato diverse criticità che non sono state eliminate dal bando, che risulta tuttora privo dei necessari allegati. Aver introdotto delle premialità differenti tra imprenditori agricoli e coltivatori crea una disparità di trattamento inspiegabile e dannosa, tra figure che sostanzialmente sono equivalenti sul piano del ruolo professionale, anche e soprattutto perché il loro reddito, prevalente o esclusivo che sia, è quello agricolo", denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

In una lettera all'assessorato all'Agricoltura, Coldiretti Puglia ha spiegato quali sono i punti da modificare. Per l'organizzazione agricola risulta "ancora da chiarire il ruolo di cooperative e Op, anche per non ingenerare problemi futuri nella gestione dei progetti con una prevedibile difficoltà, dopo anni di crisi causata dalla Xylella, di gestire sul piano strettamente economico-finanziario, le anticipazioni, le fidejussioni, le polizze assicurative".

"Evidenziamo, con rammarico, che tali discrepanze, insieme ad altre presenti sul bando, come ad esempio la necessità di chiarimenti sui titoli di conduzione o sull'utilizzo del tipo di firma digitale, potevano e dovevano essere discusse prima della pubblicazione del bando - conclude il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni - con un confronto costruttivo che Coldiretti ha sempre offerto e ricercato".

In quest'ultima stoccata di Coldiretti c'è un'osservazione non da poco: tra i titoli di conduzione del fondo ai fini della possibilità di presentare domanda vi è anche la mera detenzione, che non è anche un titolo di possesso pieno del bene. E tale ambiguità, sul piano del diritto civile, potrebbe far sì che il legittimo proprietario sia ugualmente legittimato a presentare domanda sullo stesso fondo olivetato, non trattandosi di un bene abbandonato e nelle mani di un possessore a tutti gli effetti, e come tale potenziale nuovo proprietario per usucapione decennale.
 

Zona di contenimento, su 15 km non vi sono certezze

Ma nel bando c'è anche un altro problema. Il 19 agosto scorso è entrato in vigore il nuovo Regolamento Ue sul contenimento e l'eradicazione della Xylella fastidiosa. Il bando all'articolo 4, titolato "Localizzazione" sottintendendo quella dei beneficiari, recita:" Gli aiuti sono concessi per operazioni ricadenti esclusivamente nella zona infetta relativamente alla sottospecie Pauca ceppo ST53 di Xylella fastidiosa, con esclusione della zona soggetta a misure di contenimento di cui all'articolo 4 del Regolamento di esecuzione (Ue) 2020/1201 della Commissione del 14 agosto 2020".

Al che sembrerebbe di capire che l'esclusione operi solo sulla nuova zona di contenimento, ancora da definire in fogli di mappa, molto più limitata, di soli 5 km di profondità - estesa dal confine con la zona cuscinetto verso la zona infetta non soggetta a misure di contenimento. In realtà lo stesso articolo 4 seguita, con riferimento alle aree da escludersi: "così come individuate dalla Determinazione del dirigente dell'Osservatorio fitosanitario del dipartimento Agricoltura Sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia n 59 del 21 maggio 2019 pubblicata sul Burp n 73 del 21 maggio 2019".

Tale provvedimento regionale è invece ovviamente riferito alla previgente Decisione di esecuzione 789/2015, che prevedeva invece una fascia di contenimento nella zona terminale di quella infetta al confine con la zona cuscinetto di ben 20 chilometri. In pratica: ci sono aziende con oltre il 30% di danni in questi 15 chilometri di ex zona di contenimento che, scritto così il bando, non sanno neppure se possono o meno presentare domanda di aiuto. Per norma europea ora però possono ripiantare olivi resilienti, anche se con cautela, soprattutto per quelli più vicini al nuovo, solo ipotetico, confine tra nuova zona di contenimento e nuova zona infetta non soggetta a misure di contenimento. Manca, infatti, ancora un atto di recepimento amministrativo della normativa da parte del ministero delle Politiche agricole e la riperimetrazione della zona di contenimento e della zona cuscinetto da parte di Regione Puglia.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: bandi burocrazia aiuti di stato Xylella fastidiosa

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