Il decreto Rilancio è legge: via libera a oltre un miliardo per l'agricoltura

La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova: "La parola d'ordine è 'difendere il reddito degli agricoltori'. Sono soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto"

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Con il provvedimento vengono destinati un miliardo e 150 milioni di euro al settore agricolo (Foto di archivio)
Fonte foto: © ElenaR - Fotolia

Via libera a oltre un miliardo di risorse per l'agricoltura. Il decreto Rilancio è stato approvato definitivamente. Ed è legge. Con il provvedimento vengono destinati infatti un miliardo e 150 milioni di euro al settore agricolo: un pacchetto di misure importanti, per garantire liquidità alle aziende, tutelare i lavoratori e la sicurezza, oltre che per rilanciare il settore.


Il pacchetto agricolo

Per le filiere in crisi ci sono 500 milioni, per il Fondo emergenza alimentare 250 milioni e altri 250 milioni per l'accesso al credito, 100 milioni per le imprese vitivinicole e 50 milioni per i consorzi di bonifica. E' previsto inoltre l'innalzamento strutturale dell'anticipo della Pac: una disposizione che uniforma per il 2020 la misura dell'anticipazione prevista, allo scopo di rendere possibile, a salvaguardia delle aziende agricole, l'accesso sia per chi utilizza la procedura ordinaria che per chi ricorre alla procedura semplificata introdotta dal decreto Cura Italia.
 

Teresa Bellanova: "Oltre 2 miliardi in sei mesi"

"In questi sei mesi abbiamo messo in campo per il settore più di 2 miliardi di euro - ha detto la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova - una cifra che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata inarrivabile e che oggi è certamente utile, ma non risolutiva. Abbiamo ancora moltissimo da fare, perché se da un lato l'emergenza sanitaria è ora sotto controllo, quella economica, alimentare e sociale va ancora gestita con grande attenzione e con risposte semplici e concrete".

Secondo la ministra la "parola d'ordine è 'difendere il reddito degli agricoltori'; sono soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto sul decreto Rilancio. Abbiamo introdotto il più grande esonero contributivo straordinario che sia stato fatto per le filiere in crisi. Uno strumento immediato, semplice, che consente alle imprese di sapere che da gennaio a giugno i contributi previdenziali dovuti per i lavoratori li versa lo Stato".

Le altre misure per il settore sono: i contributi a fondo perduto per le imprese del settore agricolo per sostenere i soggetti colpiti dall’'mergenza Covid-19, con la concessione di un contributo a fondo perduto per chi abbia ricavi non superiori a 5 milioni di euro e abbia subito perdite di fatturato superiori al 33% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; il credito d'imposta per aumenti di capitale di società, cooperative, società europee e società cooperative europee aventi sede legale in Italia; la proroga della Cassa integrazione ordinaria e in deroga per i lavoratori dipendenti del settore agricolo e della pesca; l'introduzione del tax credit vacanze anche negli agriturismi con 500 euro per le famiglie con un reddito Isee non superiore a 40mila euro; 40 milioni di euro anche per le imprese agricole che operano nelle zone economiche e ambientali; un fondo di 50 milioni di euro per il 2020 per l'acquisto, la ristrutturazione e la valorizzazione di immobili aventi finalità turistiche.

E ancora, il credito di imposta per i canoni di locazione anche delle strutture agrituristiche; esenzioni dall'imposta municipale propria Imu per il settore turistico anche per gli agriturismi; la proroga del bonus per i lavoratori stagionali agricoli pari a 500 euro, per un valore complessivo di 330 milioni; la promozione del lavoro agricolo per i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di Naspi e Dis-Coll nonché di reddito di cittadinanza, che possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a trenta giorni, rinnovabili per ulteriori trenta giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2mila euro per l'anno 2020; sostegno anche alle imprese agricole per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro; proroga della rideterminazione del costo d'acquisto dei terreni e delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati; e la regolarizzazione dei rapporti di lavoro.

"Meno tasse, più opportunità - ha proseguito Teresa Bellanova - l'agricoltura per me è esattamente questo: un laboratorio per il paese. Perché un euro investito in agricoltura, adesso lo sappiamo tutti con indiscutibile evidenza e consapevolezza e dovrebbe saperlo con altrettanta evidenza anche l'Europa, è un euro investito in sovranità, sicurezza alimentare e degli approvvigionamenti, diritto al cibo per le persone più fragili e le nuove povertà prodotte dall'emergenza".

"Il lockdown - ha detto ancora - ci ha dimostrato tutta la centralità della filiera del cibo, ma anche le sue fragilità. Evidenziando la necessità di lavorare di più e meglio per garantire l'auto-approvvigionamento, rendendo più solide le relazioni tra Stati membri. Per questo dico che l'Italia deve portare in Europa idee, proposte, un modello di distintività che è fatto di sostenibilità sociale, economica e ambientale, di attenzione per l'inclusione sociale, di agricoltura biologica, di ricerca e innovazione, di storie di vita. È fatto anche di lavoro agricolo di qualità, un versante sul quale dobbiamo dire con chiarezza che ci sono migliaia di aziende oneste che faticano e rispettano tutte le regole e ci sono anche criminali che sfruttano. Su questo mi sono battuta e mi continuerò a battere sempre".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: leggi e decreti filiera

Temi caldi: Coronavirus

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