Mercato cerealicolo europeo: previsioni di primavera

Annata d'oro per la produzione di cereali in Europa, non danneggiati dalla crisi da Covid-19. Si esporta grano e orzo e si importa mais. Aumenta la domanda di mangimi e si abbassa il prezzo dei fertilizzanti

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Dopo tre anni negativi, aumentano anche le esportazioni di orzo, intorno ai 10,8 milioni di tonnellate (Foto di archivio)
Fonte foto: © Vidady - Fotolia

Ottima annata per la produzione di cereali in Europa, non danneggiati dalla crisi del coronavirus. Record per grano e mais. Sale anche la semina e il raccolto sale del 4,5%. Aumenta la domanda di mangimi mentre si abbassa il prezzo dei fertilizzanti. Si esporta grano e orzo, si importa mais. Per quanto riguarda i consumi, tengono quelli delle famiglie, l'incognita è la ristorazione. Forte il consumo di pane in Italia.


Annata d'oro per i cereali

Il settore dei cereali regge l'urto della crisi e nei prossimi mesi potrebbe raggiungere risultati eccellenti. Il 2019-2020 è caratterizzato da un'ampia disponibilità in tutto il mondo - nonostante il calo di produzione di mais negli Stati Uniti - e in Europa, come mostrano le previsioni sull'andamento del mercato agricolo di primavera - Short term outlook - della Commissione europea, ci potrebbe essere un nuovo record di produzione l'anno prossimo con le coltivazioni di grano e mais verso traguardi storici.

Grafico: Andamento del mercato agricolo primavera
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Produzione sopra la media stagionale

A meno che non ci siano gravi perturbazioni climatiche, la produzione di cereali nell'Unione europea dovrebbe sfiorare i 288 milioni di tonnellate nel 2020-2021, una cifra comunque inferiore (-2,2%) rispetto ad un anno fa, ma superiore - sempre del 2,2% - rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Si prevede che la produzione di grano, sia in inverno che in primavera, scenderà leggermente a 126,1 milioni di tonnellate, a causa della maggiore quota di piantagioni di grano primaverile.

Anche la produzione di orzo e mais dovrebbe diminuire leggermente e raggiungere rispettivamente 54,3 milioni di tonnellate e 69,3 milioni di tonnellate. Si prevede una crescita di altri raccolti, in particolare avena (+6%), segale (+5%) e grano duro (+2%).


Stime di semina in crescita

Se nello scorso inverno le semine sono diminuite in tutta l'Unione europea, in particolare il triticale (-8%) e il grano (-3%) ed orzo e grano duro si sono dimostrati complessivamente stabili, le prime stime per le semine di primavera ed estate sono favorevoli, in particolare per il grano (+17% rispetto allo scorso anno).
Inoltre, i prezzi dei fertilizzanti possono persino diminuire a causa dei bassi prezzi dell'energia.

Grafico: Stime di semina
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Il raccolto aumenta del 4,5% in Europa

In Europa, il raccolto di cereali nell'Unione europea ha raggiunto quest'anno 294 milioni di tonnellate, registrando un aumento del 4,5% rispetto alla media degli ultimi cinque anni: il grano ha raggiunto 131 milioni di tonnellate, l'orzo 55 milioni e il mais 70 milioni.


Si esporta grano e orzo, si importa mais

Il grano dell'Unione europea diventa sempre più competitivo, con le esportazioni dovrebbero raggiungere i 31,8 milioni di tonnellate. Dopo tre anni negativi, aumentano anche le esportazioni di orzo, intorno ai 10,8 milioni di tonnellate. Resta l'incognita del blocco imposto dalla Russia, che durerà fino al prossimo primo luglio.

Per quanto riguarda il mais, invece, sono attese importazioni di circa 19,4 milioni di tonnellate, ovvero +34% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, mentre quelle di grano duro dovrebbero raggiungere i 2,1 milioni di tonnellate.

I prezzi dei cereali rimangono relativamente stabili: quelli del grano sono aumentati, mentre quelli del mais sono diminuiti a causa del calo della domanda - e quindi della produzione - di etanolo negli Stati Uniti.

Grafico: Export cereali
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Tengono i consumi di base, incognita ristorazione

L'aumento della domanda di alimenti di base era già stato previsto, tuttavia si attendono nuove valutazioni in seguito alla chiusura di bar e ristoranti. Questo aumento non dovrebbe tuttavia durare, mentre potrebbe diminuire temporaneamente la domanda di farina di frumento da parte dell'industria della panificazione.


Forte il consumo di pane in Italia

In Italia, secondo una ricerca Aibi-Cerved, il pane va sempre forte e l'85% di quello acquistato è quello fresco artigianale. In media se ne producono circa 1.500.000 tonnellate l'anno, per un consumo pro-capite giornaliero di 80 grammi.
Durante la quarantena, inoltre, il pane, acquistato soprattutto nelle botteghe dei paesi e vicino la propria abitazione, ha incrementato la sua presenza a tavola del 10%, tornando così a livelli di consumo di un decennio fa.


Cresce la domanda di mangimi

Sale la domanda di mangimi composti, soprattutto nel mercato dei suini e del pollame. Un calo, invece, potrebbe esserci nella domanda per i mangimi destinati alle vacche da latte a beneficio dei pascoli.
 
In collaborazione con Andrea Bonso

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