Grano duro, il fino non è quotato

E' successo ieri alla Borsa merci di Foggia, dove è stato invece regolarmente fissato il prezzo del biologico, risultato stabile. Contratti di filiera, dalla Conferenza Stato-Regioni 40 milioni fino al 2022

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Dalle ultime rilevazioni Ismea traspare che i prezzi in campagna si stanno rimettendo in movimento, a partire dalla Sicilia
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Il grano duro fino nazionale ieri non è stato quotato alla Borsa merci di Foggia, principale mercato all'ingrosso del Sud, dopo tre settimane di mancate variazioni di prezzo. E dai mercati in campagna arriva un primo segnale di ripresa dei prezzi, legato al periodo di esaurimento parziale delle scorte e alle notizie su gelo e siccità. Ma è pur vero che il mercato americano è cresciuto del 2,50% da inizio d’anno, anche sull'onda della crisi da Covid -19. Intanto, il ministero delle Politiche agricole stanzia 10 milioni di euro in più sul fondo per il grano duro.

Ismea ha registrato dal 24 marzo in poi sui mercati all'origine meridionali monitorati segnali contrastanti. Con Bari, Matera e Foggia sostanzialmente stabili, mentre da Napoli e Campobasso si segnalano lievi rialzi. Storia a parte le piazze siciliane, non ancora visibili il 25 marzo scorso, data delle ultima lettura prezzi di AgroNotizie, e che risultano ieri rilevate da Ismea il 24 marzo e date dall'istituto per stabili rispetto a prezzi non noti ad AgroNotizie. Palermo e Catania, invece, risultano con valori in rialzo di 10 euro sulle rilevazioni fin qui pubblicate.

Anche la Borsa merci di Bari, il 31 marzo punta al rialzo sul cereale pastificabile nazionale, attestandosi a 304 euro alla tonnellata sui massimi. Sulla piazza barese si confermano in movimento i prezzi dei grani duri d'importazione Spagnolo (+2 euro alla tonnellata) e Canadese (+2 euro).
 

Indice nazionale dei prezzi Usa: + 2,50% da inizio anno

L'Indice nazionale dei prezzi Usa del grano duro invernale tra il 26 marzo ed il 1° aprile 2020 è calato di 65 punti (-1,37%), dopo un’impennata decisa tra il 25 ed il 27 marzo e legata alle notizie circolate sui mercati provenienti dalla Russia e dall’Ucraina. Ieri il livello dell’indice si è portato a 4669 punti: 144 in più dall’inizio dell’anno pari al 2,5% secco, un primo vero segnale d’inversione di tendenza rispetto ad un inverno sonnacchioso e legato agli effetti sui mercati americani dell’epidemia di Covid-19.
 

Contratti di filiera, 40 milioni fino al 2022

Nel segno della rassicurazione dei mercati è invece la notizia giunta il 31 marzo scorso dalla Conferenza Stato-Regioni che ha approvato il decreto ministeriale con il quale si stanziano complessivamente 40 milioni di euro fino al 2022 per garantire un aiuto fino a 100 euro a ettaro per gli agricoltori produttori di grano duro in contratti di filiera pluriennali. Lo scopo della norma – che ha aggiunto 10 milioni di euro sul fondo grano duro - è quello di migliorare l’approvvigionamento di grano di qualità italiano per la filiera della pasta e stabilizzare i rapporti tra agricoltori e trasformatori.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro fino nazionale mietitura 2019, proteine minime 12% e peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, ha visto ieri, 1° aprile 2020, la sua trentasettesima seduta di stagione alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia andare in bianco con la non quotazione del cereale.

Rispetto alla trentaseiesima seduta, si conferma invece stabile, sia sui valori massimi che su quelli minimi il grano duro biologico, che ieri a Foggia ha ribadito i 390 euro alla tonnellata sui minimi e i 400 sui massimi.
Il grano bio ha però perso terreno dall'inizio del 2020: ben 25 euro. Al punto che i valori minimi odierni sono uguali a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2018, fissata il 29 maggio 2019 proprio a 390 euro, mentre i massimi di ieri superano i 395 euro fissati allora di soli 5 euro.
Curiosità: in un anno, dal 3 aprile 2019, il progresso del prezzo medio del grano duro bio è stato di 14,5 euro, il 3,81% in più.
 

Borsa merci Bari, frumento duro nazionale

Il 31 marzo 2020 alla Borsa merci di Bari, il prezzo del grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime 13% - è tornato al rialzo dopo tre sedute di stabilità, attestandosi a 299 euro alla tonnellata sui minimi ed a 304 euro sui massimi, realizzando così un incremento di 1 euro secco a tonnellata.

Si tratta del primo rialzo dal 25 febbraio, data che aveva fatto segnare la fine una fase di sedute positive iniziata il 28 gennaio 2020 e che complessivamente ha accumulato rialzi per 17 euro a tonnellata. In precedenza, il cereale era rimasto stabile per sei sedute consecutive sui valori di 280-285 a partire dal 26 novembre. Il grano duro nazionale sulla Borsa merci di Bari si attesta ora ad un valore superiore di 38 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 27 agosto scorso. Dal 30 luglio 2019 l'aumento registrato su questa piazza è di 40 euro.

Il grano duro biologico buono mercantile è stabile, confermandosi a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 sui massimi, dopo aver perso 3 euro nella seduta del 3 marzo e accusando, rispetto all'ultima seduta del 2019, un calo complessivo di 23 euro.
 

Borsa merci Bari, cereali esteri

Il grano duro Spagnolo, con proteine al 13%, è alla sua trentaquattresima quotazione: e questa volta cresce di 2 euro sulla scorsa seduta, arrivando a toccare i 301 euro alla tonnellata sui minimi ed i 305 sui massimi, registrando un guadagno complessivo - insieme alle ultime quattro sedute positive precedenti - di 17 euro sui massimi. Rispetto al 3 settembre 2019, il cereale iberico ha guadagnato 37 euro alla tonnellata sui massimi.

Il grano duro Canadese di prima qualità, con proteine minime al 15% va al rialzo di 2 euro a tonnellata, attestandosi a 306 euro sui minimi e 308 sui massimi. Da fine gennaio, e con gli ultimi sei aumenti, il grano Canadese ha guadagnato 18 euro. Infatti, il Canadese era rimasto fermo sui 288-290 fino al 28 gennaio. Il Canadese di prima qualità, risulta ora cresciuto complessivamente di 54 euro alla tonnellata dal 10 settembre 2019, quando era attestato a 252-254.
 

Prezzi all'origine: tutte le piazze del Mezzogiorno d'Italia

Bari
All'origine Ismea ha rilevato a Bari il 30 marzo 2020 il prezzo del frumento duro fino nazionale alle condizioni di "franco azienda" a 297 euro alla tonnellata sui minimi e 302 sui massimi, risultando stabile sull'ultima rilevazione del 23 marzo. Il cereale ha guadagnato dal 26 agosto 2019 - quando stazionava a 257-262 euro a tonnellata - ben 40 euro, sia sui minimi che sui massimi.

Matera
A Matera, alle condizioni di "franco azienda" Ismea rileva il grano duro fino nazionale il 30 marzo a 285 euro alla tonnellata sui valori minimi e 295 sui massimi. Tali prezzi risultano in crescita di 10 euro a tonnellata sui minimi e stabili sui massimi rispetto all'ultima rilevazione del 23 marzo. Anche se la prevalenza dei prezzi massimi, fa ritenere all’Istituto che la tendenza complessiva sia quella della stabilità su questo mercato. Rispetto al 29 luglio 2019 - quando il cereale pastificabile era attestato a 243 euro alla tonnellata sui minimi e 246 sui massimi, l'incremento del prezzo è stato di 49 euro alla tonnellata sui massimi e di 42 euro a tonnellata sui minimi.

Foggia
A Foggia alle condizioni di "franco azienda", Ismea ha rilevato il 25 marzo 2020 il grano duro fino nazionale a 290 euro alla tonnellata sui valori minimi e 295 sui massimi, risultando stabile sul 18 marzo. Allo stato la piazza di Foggia guadagna complessivamente 7 euro sui massimi valori che erano stati raggiunti in questa mietitura il 30 ottobre scorso, 283 - 288, e mantenuti fino al 6 novembre. I prezzi attuali risultano comunque maggiori rispetto al 28 agosto di 40 euro a tonnellata. Il cereale pastificabile su questa piazza, secondo Ismea, ha guadagnato 50 euro a tonnellata sui prezzi del 31 luglio 2019.

Sicilia
Sulle piazze siciliane di Palermo e Catania Ismea ha rilevato i prezzi del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" il 24 marzo 2020: 280 euro alla tonnellata sui minimi e 285 sui massimi, valori dati per stabili sulla settimana precedente. In realtà l’ultima rilevazione dell’Istituto nota ad AgroNotize risale al 10 marzo 2020 ed era pari a 270 euro alla tonnellata sui minimi e 275 sui massimi. Pertanto non può non registrarsi una crescita di 10 euro alla tonnellata sull’ultima rilevazione nota. Con gli ultimi valori rilevati in ordine di tempo le due piazze siciliane presentano prezzi maggiori di 70 euro a tonnellata sulle rilevazioni dell'istituto effettuate il 20 agosto 2019.

Napoli
A Napoli i prezzi del grano duro pastificabile alle condizioni "franco magazzino arrivo" rilevati da Ismea il 24 marzo risultano in crescita di 2 euro alla tonnellata sui valori minimi e stabili sui massimi registrati nella settimana precedente, portandosi così a 307 euro sui minimi e confermando i 312 euro sui massimi. A Napoli dal 20 agosto 2019, quando il cereale era rilevato a 270-272 euro, al 24 marzo scorso, i prezzi sono lievitati di 37 euro sui minimi e 40 euro sui massimi.

Campobasso
A Campobasso il 23 marzo Ismea ha rilevato il prezzo del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" a 237,00 euro alla tonnellata sui minimi e 245,90 sui massimi, registrando valori in crescita sulla rilevazione del 16 marzo: sui minimi di 0,20 euro alla tonnellata e sui massimi di 1,50 euro alla tonnellata . Tali prezzi appaiono maggiori di euro 0,50 sui minimi rispetto al 29 luglio - quando Ismea rilevava 236,50 euro la tonnellata - ed in rialzo di euro 4,40 sui massimi raggiunti in quella data, pari a 241,50.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati

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