Cibi sani e controllati: chi ci dice quali sono irregolari

La tossicologia spiegata semplice: il portale del ministero della Salute riporta tutti i ritiri degli alimenti effettuati a tutela dei consumatori. Diverse le tipologie quanto a irregolarità, anche solo presunte

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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I pericoli nascosti nei cibi e chi li cerca per noi

Siamo quello che mangiamo, si dice. Quindi i controlli sugli alimenti devono essere stringenti e puntuali, proprio per garantire la salubrità dei medesimi e la sicurezza dei consumatori.

Un portale di sicuro interesse in tal senso è quello gestito dal ministero della Salute, nel quale sono elencati tutti i ritiri di alimenti dovuti alle più disparate ragioni. Per ogni ritiro è possibile accedere al documento in pdf che entra nel dettaglio spiegando anche le cause del ritiro stesso, inclusivo anche dell'immagine del prodotto in questione.
 

Le ragioni dei richiami

I richiami di prodotti alimentari possono essere motivati da ragioni differenti fra loro. Si va dal rischio chimico, categoria che riguarda la presenza di sostanze chimiche indesiderate, inclusi per esempio i residui di agrofarmaci non conformi secondo le norme di Legge.

Per rischio "fisico", invece, si può per esempio intendere la presenza di particelle indesiderate all'interno degli alimenti. Particelle che potrebbero ferire o risultare in qualche modo pericolose per chi le ingerisce. Prossimo a quello precedente, il rischio di migrazione negli alimenti dei materiali propri degli imballaggi.

Vi è poi il rischio microbiologico, dovuto alla possibilità di contaminazione di specifici lotti di produzione da parte di agenti microbiologicamente nocivi, per esempio la Salmonella, oppure, ed è molto peggio, la Listeria. Infine, possono esservi richiami dovuti a possibile presenza di allergeni non dichiarati in etichetta.

Talvolta sono le stesse aziende produttrici a segnalare una sospetta irregolarità, magari perché negli impianti di produzione sono state riscontrate presenze indesiderate di microbi patogeni. Il che non vuol dire che questi siano arrivati fino al cibo, ma la prudenza non è mai troppa. Ai richiami può infatti comunque seguire la revoca dei richiami stessi a seguito di verifica da parte delle Autorità.
 

Il trend degli ultimi mesi

Dal 30 agosto 2019 non si sono riscontrati casi di ritiri per trasferimento di materiale dagli imballaggi, mentre dal gennaio 2020 al 24 marzo 2020 sarebbero complessivamente 45 i ritiri dovuti ad almeno una delle summenzionate cause.

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Dal gennaio 2020 a oggi, 24 marzo, sarebbero 12 i prodotti ritirati dal commercio per rischio chimico. Di questi, sei sarebbero relativi alle bacche di Goji, tre per prodotti a base di mix di frutta secca (snack), uno per bastoncini di crusca di frumento, uno per il burro di arachidi Bio e uno per olio di sesamo tostato.

Nell'olio di sesamo, per esempio, sarebbero state riscontrate tracce di idrocarburi policiclici aromatici. Il burro di arachidi Bio sarebbe stato ritirato per superamento dei limiti aflatossine. I bastoncini di crusca per superamento nei limiti di DON (deossinivalenolo). Nei sei diversi prodotti a base di bacche di Goji, commercializzati da tre differenti aziende, è stata per esempio riscontrata la presenza di carbofuran ed esaconazolo superiore alle soglie ammesse.

Anche nei tre mix di frutta secca che risultano nell'elenco, ancora le bacche di Goji avrebbero causato il ritiro dell'intero mix, sempre per il medesimo motivo. In sostanza, su 12 casi di ritiro per rischio chimico dal gennaio 2020 al 24 marzo 2020, le bacche di Goji ne avrebbero causati ben nove.

In tema di rischio fisico, su 12 richiami, sette ritiri sono stati effettuati a carico di alcune bevande gasate di un noto marchio internazionale. L'ipotesi era la presenza di corpi estranei, nello specifico filamenti di vetro. Analoga motivazione per il ritiro di una partita di salsa pronta di datterino e una di crema-cacao. Tre invece i marchi di capsule di caffè interessati al ritiro per presenza di frammenti di plastica trasferitisi nel caffè stesso una volta finito in tazza.  

Relativamente pochi i ritiri per motivi microbiologici. Al 24 marzo 2020 ne risultano solo sette. Due ritiri sono a carico di altrettanti produttori di Puzzone di Moena, il noto formaggio tipico, a causa della possibile presenza di Listeria monocitogenes, mentre una partita di Taleggio sarebbe stata ritirata per Escherichia coli. Passando dai formaggi ai salumi, due tipi di salame ("filzetta" e "casereccio") sono stati ritirati per potenziale presenza di Salmonella, mentre un altro tipo di salame ("salame del contadino") avrebbe contenuto sia Listeria, sia Salmonella.

A dimostrazione che anche ai tempi in cui era tutto "casereccio" o "del contadino" non è affatto detto che ce la si passasse meglio di oggi. Anzi.

La Listeria, infine, a quanto pare non disdegna neanche i prodotti ittici, avendo causato il ritiro di una partita di aringhe affumicate.

Sette infine i ritiri causati dalla possibile presenza di allergeni. Quattro sarebbero i lotti di gelato alla mandorla, nei quali sarebbero state rilevate tracce non dichiarate di soia.

Anche in un marchio di sfoglie congelate per involtini e ravioli sarebbe stata riscontrata la presenza di latte non dichiarata in etichetta. Sempre la presenza non dichiarata in etichetta di allergeni della soia, accompagnati da quelli della senape, sarebbe alla base del ritiro di una partita di ceci Bio. Infine, un tipo di torta senza lattosio sarebbe stata ritirata per presenza non dichiarata di proteine… del latte.
 

Oggi meglio che ieri

Come si vede, i controlli sugli alimenti ci sono e sembrano pure efficaci, a partire proprio dai produttori che spesso sono i primi a segnalare sospetti di irregolarità per alcuni lotti di propri prodotti.

La salubrità degli alimenti, a dispetto delle correnti ideologiche che anelano al passato, appare quindi molto più garantita oggi che il cibo è in larga parte "industriale" di alcuni decenni (o secoli) or sono quando la produzione di alimenti derivava per la maggior parte da piccole imprese artigianali o addirittura dalle fattorie stesse, ove le condizioni igienico sanitarie non erano certamente specchiate.

Forse il sapore non sarà lo stesso, sempre ammesso che ciò non dipenda dalla psiche umana che fa diventare più buono ciò che appaga un nostro credo personale, ma certamente la qualità degli alimenti è molto più garantita oggi dal punto di vista sanitario rispetto a quel passato ove molti vorrebbero tornare, ma in cui ben pochi vorrebbero restare più di qualche giorno se fossero mai messi alla prova.

"La tossicologia spiegata semplice" è la serie di articoli con cui AgroNotizie intende fornire ai propri lettori una chiave di lettura delle notizie allarmanti sul mondo agricolo in generale e su quello fitoiatrico in particolare.

Perché la tossicologia, in fondo, è più semplice da comprendere di quanto sembri.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: salute cibo e alimentazione

Temi caldi: La tossicologia spiegata semplice

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