Coronavirus, Compag ottiene l'apertura delle rivendite agrarie

Sono escluse le rivendite agrarie dall'ultimo Dpcm che impone l'immediata chiusura della maggior parte delle attività commerciali

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Dall'ultimo decreto che prevede misure ancora più restrittive sono escluse le rivendite agrarie

L'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri è ancora più stringente dei precedenti imponendo - tra l'altro - l'immediata chiusura della maggior parte delle attività commerciali. La federazione nazionale delle rivendite agrarie Compag, individuando il serio rischio di vedere andare in default l'intera economia agricola italiana, è corsa prontamente ai ripari appellandosi al ministero dell'Agricoltura affinché dalla misura venissero escluse le rivendite agrarie, la cui chiusura avrebbe inevitabilmente innescato un circolo vizioso di eventi infelicemente concatenati che avrebbe portato alla paralisi del più importante settore economico del paese.

È risaputo che la maggior parte dell'attività agricola si realizza nel periodo della primavera-estate. La primavera, in particolare, assume un ruolo cruciale in agricoltura perché in quei mesi prende il via la produzione dell'intero anno, con la semina delle colture intensive e la fioritura delle piante perenni, dai frutteti alla vite. Se queste fasi produttive non verranno opportunamente curate, il raccolto verrà perduto e conseguentemente compromesso l'approvvigionamento alimentare dei prossimi mesi e dell'autunno/ inverno 2020-21, senza alcuna possibilità di un successivo recupero.

Se non si vuole che questo importante comparto produttivo - da cui dipende l'intera fornitura del settore alimentare italiano - cada in default, è necessario garantire la fornitura dei mezzi di produzione (sementi, fitosanitari, fertilizzanti). Consapevole del grave pericolo, Compag ha immediatamente lanciato l'allarme per fermare la proposta di chiusura totale dei punti vendita e ottenuto che le aziende agricole continuassero ad avere la possibilità di approvvigionarsi presso i propri fornitori. Restano valide le precauzioni e le norme per contrastare la diffusione dell'epidemia in corso.

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