Un vigneto su un'isola

Le difficoltà logistiche passano in secondo piano quando si realizza un vino dal sapore unico. La storia dell'azienda agricola Possa

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

uva-in-cesti-mare-rubrica-agroinnovatori-dic-2019-fonte-azienda-agricola-possa.jpg

Samuele Heydi Bonanini punta ad espandersi e passare dai 3mila metri quadrati ai 4mila metri quadrati di vigna
Fonte foto: Azienda agricola Possa

"Avere un vitigno tutto mio".
Fin da bambino il sogno di Samuele Heydi Bonanini era questo. Diventato grande, non solo c'è riuscito creando anche l'azienda agricola Possa, ma è riuscito a realizzarlo in luogo un po' insolito: un'isola.

Grazie a Heydi è infatti ripartita la produzione di vino sull'isola Palmària, in Liguria, la più grande delle tre isole del Golfo della Spezia. Di forma triangolare, pur essendo di dimensioni molto ridotte, è caratterizzata da differenze paesaggistiche piuttosto rilevanti.
"Il vigneto in Palmària è esistente da circa una cinquantina di anni" racconta Heydi. "Per caso ho conosciuto i proprietari del fondo che erano in difficoltà perché non sapevano cosa fare con le uve che producevano e da lì è nata l'idea del vino in Palmària, collaborando con loro".

Un sogno diventato un progetto. Oggi i metri quadrati di vigna sono quasi 3mila, composti da "circa il 60% di vermentino, il 20% di albarola e il 20% di trebbiano", ma Heydi punta ad espandersi ed aumentare la produzione arrivando a 4mila metri quadrati.

Fino ad ora non tutto è stato semplice perché la strada intrapresa non è stata in discesa e sono state numerose le sfide da affrontare per arrivare al risultato odierno, anche perché come ci tiene a precisare, "non ho ricevuto finanziamenti nazionali o regionali". "Innanzitutto - racconta - ho dovuto studiare pianta per pianta le diverse varietà, studiare la composizione del terreno e cominciare a mettere insieme le idee sul come vinificare".

Cosa vuol dire fare viticoltura su un'isola?
"E' una cosa diversa, ma a me piacciono le imprese difficili e solo lì trovo gli stimoli per dare il meglio di me".

Palmària inoltre è patrimonio Unesco, ma come spiega Heydi fortunatamente non c'è "nessun vincolo" da rispettare nella conduzione del vigneto.

Sono numerosi i vini prodotti dall'azienda agricola Possa
Sono numerosi i vini prodotti dall'azienda agricola Possa
(Fonte foto: Azienda agricola Possa)

Quali sono i vantaggi?
"Tra i vantaggi c'è il clima benevolo che dà un'impronta sul vino e lo rende unico. Essendo un'isola molto piccola l'influenza del mare è importantissima, inoltre l'esposizione a Nord Ovest fa sì che l'uva non venga bruciata dal sole".

Clima che però non è sempre così benevolo perché spesso purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, la Liguria è vittima del maltempo che poi sfocia in frane e smottamenti.

Come si convive con quest'ultimo e con i danni che lascia?
"Gli ultimi anni sono sempre più difficili, con l'intensificarsi di queste situazioni estreme non si può far altro che tenere pulite tutte le vie di scolo per le acque e tenere un terreno il più curato possibile in modo che assorba al meglio l'acqua".
"Per il resto bisogna solo sperare" ironizza Samuele Heydi.

Accanto al meteo non sempre amico, uno svantaggio è rappresentato dalla logistica. "Ci vuole circa un'ora e mezza per arrivare da Riomaggiore fino alla vigna - spiega il titolare dell'azienda agricola Possa - si deve trovare il posto per la macchina ed aspettare la barca che ti porta sull'isola per poi raggiungere il vigneto".

Ma anche la fauna gioca un ruolo piuttosto importante, tanto che il tipo di allevamento delle viti è a filare, con una coltivazione particolare che si adatta alla presenza sull'isola di lepri, uccelli e capre. "La presenza di diversi animali allo stato brado ha condizionato il sistema di coltivazione: pur essendo a filare siamo stati costretti a far vegetare in altezza per evitare i danni da lepri e capre, chiudendo il tutto in una recinzione anti uccelli per non essere ulteriormente attaccati".

La tua è una viticoltura biologica?
"Sì, usiamo solo prodotti naturali quali zolfo, poco rame, prodotti a base di alghe e propoli. Partiamo dal presupposto di far rinforzare la pianta in modo che contenga al meglio le varie infezioni".

La vendemmia è totalmente manuale e il vino prodotto da questo vitigno circondato dal mare è chiamato Parmaea. Come spiega Heydi è "un vino sincero dove il vermentino la fa da padrone, ma viene marcato dalla nota salata e molto minerale. Non manca una bellissima nota floreale di macchia mediterranea che lo rende unico".

Com'è andata la produzione quest'anno?
"Discretamente. Meno del 2018, ma comunque un'ottima annata molto interessante".

La vendemmia viene svolta totalmente a mano
La vendemmia viene svolta totalmente a mano
(Fonte foto: Azienda agricola Possa)


Isola sì, ma anche terraferma

Come anticipato il sogno di Bonanini era quello di avere un vitigno tutto suo, ma anche quello di non abbandonare la terra in cui era cresciuto. Ha così recuperato terreni nelle Cinque Terre, in località Possaitara nel comune di Riomaggiore ed è proprio qui che oggi sorge la cantina 'Possa' costituita da numerosi ed estesi vigneti.

Quali sono le differenze rispetto alla viticoltura sull'isola?
"Da un punto di vista del lavoro, sicuramente quello nelle Cinque Terre è nettamente più difficile, più duro e faticoso: le pendenze estreme che abbiamo qui raramente si trovano in altre zone. Dall'altra parte ho una maggior facilità di logistica".

"I vigneti - continua - sono totalmente su terrazze, talmente pendenti che le fasce a volte si riducono allo spazio di solo una fila di vigne. La continua manutenzione che dobbiamo fare sui terrazzamenti si porta via una buona parte di tempo e il lavoro totalmente manuale rende il lavoro unico, ma d'altronde questo è ciò che rende uniche le Cinque Terre".

Nei vigneti delle Cinque Terre Heydi utilizza alghe e propoli
Nei vigneti delle Cinque Terre Heydi utilizza alghe e propoli
(Fonte foto: Azienda agricola Possa)

 
Una curiosità è che in questi vigneti Heydi utilizza alghe e propoli. "Le alghe forniscono energia nei momenti di pesanti botte di calore, quindi aiutano la pianta a non ibernarsi e a non privare l'uva dell'apporto necessario per un'ottima maturazione. La propoli ha la stessa funzione che ha nell'organismo umano, ovvero rinforza l'apparato ed è per questo che la uso".

Anche nelle Cinque Terre la vendemmia viene svolta totalmente a mano e solo in qualche caso si ha l'ausilio del trenino a cremagliera. I vini prodotti dall'azienda agricola Possa sono numerosi e, oltre ad essere apprezzati nei ristoranti delle Cinque Terre e nei wine bar in Italia, trovano ampio spazio anche nei mercati esteri, in primis in quello giapponese.

Novità e progetti per il futuro?
"Certo, ne ho molti in essere. Quest'anno usciremo con il primo vino secco fatto totalmente in anfora, inoltre sempre quest'anno proveremo a fare il primo rifermentato in bottiglia metodo ancestrale. Per il futuro - conclude Heydi - stiamo recuperando un grosso appezzamento a Monterosso dove vorrei fare un vino da vitigni dimenticati e uno da vitigni piantati su piede franco. Insomma, si può dire che abbiamo tanta carne alla brace".

 
Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi a redazione@agronotizie.it.
Leggi tutte le altre testimonianze nella rubrica AgroInnovatori: le loro storie

 


Azienda agricola Possa
Via S. Antonio 72
19017 Riomaggiore (Sp)
Cel: 348 316 2470
E-mail: info@possa.it

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 232.149 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner