Cimice asiatica e dazi Usa: le ultime dal Consiglio Ue

L'Italia ha portato in Europa l'attenzione sull'insetto e sui danni al settore frutticolo e non solo. Chieste anche iniziative concrete sui dazi Usa per impedire ripercussioni nei confronti dei produttori italiani. E intanto continua il dibattito sulla futura Pac

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Il danno stimato a causa della cimice asiatica è di circa 500 milioni
Fonte foto: © Marco Uliana - Adobe Stock

L'Italia porta in Europa la questione della cimice asiatica. Stimati 500 milioni di euro di danni. Hogan: "Valutiamo un intervento". Attenzione particolare al settore della frutta. Continua intanto il dibattito sul bilancio della prossima Politica agricola comune. E sui dazi Usa, sempre Hogan rassicura: "Ue pronta a misure appropriate per difendere i suoi prodotti agroalimentari".
 

Cimice asiatica, se ne parla in Europa

L'Italia porta al tavolo del Consiglio Ue Agricoltura di ottobre il problema dei danni causati al settore dalla cimice asiatica. Attenzione da parte della Commissione europea, che in merito alle richieste dell'Italia promette "di valutare con urgenza ogni possibile soluzione", come promette il commissario Ue all'Agricoltura Phil Hogan, che si dice "pronto ad attivare misure straordinarie per aiutare i produttori colpiti".
 

Un danno stimato di 500 milioni di euro

Sulla cimice asiatica "condividiamo le preoccupazioni dell'Italia". Ribadisce Hogan, che di fronte ad un danno stimato di circa 500 milioni, tra mancati redditi e danni indiretti per il comparto ortofrutticolo italiano, del mais e della soia, non esita nel ribadire la vicinanza da parte della Commissione europea all'Italia, colpita duramente specialmente nelle regioni del Nord Italia dalla cimice asiatica. In particolare, per quanto riguarda i frutteti, con ingenti danni derivanti per lo più dalla mancata raccolta.
 

Attenzione particolare al settore frutticolo

Le richieste italiane, valutate nell'ambito del regolamento dell'Ocm, all'interno del quadro dell'Organizzazione di mercato dei produttori del settore ortofrutta, hanno ricevuto attenzione dai vertici europei, con la disponibilità per le aziende, secondo il commissario Hogan, di poter accedere anche a strumenti ordinari della Pac, come i fondi mutualistici o i Programmi di sviluppo rurale per poter ovviare ai danni quantificati. In particolare, la richiesta italiana resta quella di garantire alle Organizzazioni dei produttori la necessaria flessibilità per adattare gli strumenti disponibili e salvaguardare al meglio le relative risorse finanziarie nei programmi operativi.
 

Continua il dibattito europeo sulla futura Pac

I ministri dell'Agricoltura dei paesi membri,, tra cui Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Ungheria, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Spagna hanno discusso del bilancio della Pac, chiedendo che questo soddisfi le nuove sfide che il settore agricolo e della silvicoltura europea dovrà affrontare. Soprattutto in merito agli impegni climatico-ambientali, alla flessibilità finanziaria nei pagamenti diretti, al Piano strategico nazionale, agli interventi settoriali, alle risorse a disposizione della futura strategia agricola europea, con l'obiettivo di arrivare al Consiglio Agricoltura di dicembre con una proposta aggiornata.
 

Dazi Usa, protezione per salumi e formaggi italiani

Sui dazi Usa, l'Italia ha ricordato di aver sollecitato, anche per mezzo della ministra all'Agricoltura Teresa Bellanova - tramite una lettera inviata al commissario Phil Hogan - iniziative concrete per impedire ripercussioni nei confronti dei produttori italiani. A tal proposito il commissario Hogan si è detto fiducioso per la ricerca di una soluzione negoziale, "nonostante il limitato tempo a disposizione, anche perché nessuna delle parti avrebbe interesse ad avviare una guerra commerciale", con una proposta già avanzata dalla Commissione europea alla controproposta Usa nel luglio del 2019.

"Tuttavia - continua Hogan - ove non fosse possibile raggiungere l'accordo, la Commissione è pronta ad attivare misure appropriate per tutelare i prodotti di punta dell'agroalimentare europeo". E a tal proposito, citando proprio i formaggi di qualità italiani, in risposta alla Bellanova, Hogan sottolinea come la Commissione Ue sia "pienamente disponibile", anche in questo senso, "ad attivare interventi eccezionali come lo stoccaggio privato e misure specifiche di promozione all'export extra Ue, cui saranno assegnate risorse dedicate".
 
In collaborazione con Giuseppe Papalia

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