Xylella, gli aiuti del Psr per gli olivi resilienti arrivano tra le polemiche

Botta e risposta tra Coldiretti e il dipartimento Agricoltura della Regione sui finanziamenti delle pratiche della misura 5.2 del Psr Puglia

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ottobre è il mese ideale per mettere a dimora le nuove piante di olivo
Fonte foto: © Oleg Znamenskiy - Fotolia

Botta e risposta ieri in Puglia tra Coldiretti e il dipartimento Agricoltura della Regione sugli aiuti del Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020 agli olivicoltori dell’area infetta da Xylella fastidiosa non soggetta a misure di contenimento, i quali hanno accesso alla misura 5.2 "Ricostituzione del patrimonio agricolo danneggiato da avversità" per il reimpianto di olivi resilienti alla batteriosi“Pagate solo 80 pratiche su 1004 ammissibili" sostiene Coldiretti Puglia.
“Altri decreti di finanziamento arriveranno presto" ribatte il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone. Il clima è caldo, perché ottobre è il mese più adatto per mettere a dimora le giovani piante provenienti dai vivai.
 

L'attacco di Coldiretti Puglia

Secondo Coldiretti c’è il “Via libera ai pagamenti per sole 80 aziende agricole dell’area infetta da Xylella su 1004 rientrate in graduatoria del bando 5.2 del Psr con decreti di concessione risalenti a giugno e ad agosto per 1,9 milioni di euro, pari al 4% delle risorse disponibili per la rigenerazione del Salento su una dotazione finanziaria complessiva della sottomisura di 45 milioni di euro”. Coldiretti Puglia sottolinea anche che tutto ciò avviene “rispetto ad un bando pubblicato il 31 maggio 2018, su cui sono stati anche drenati i 30 milioni di euro di fondi Cipe". Si tratta in realtà dei 29 milioni della dotazione Fondo sviluppo e coesione deliberati dal Cipe nel novembre 2018.

“Nonostante le opportune fideiussioni bancarie, neppure le aziende agricole con regolare decreto di concessione hanno ricevuto il sostegno. Parliamo di un bando per la ricostruzione del patrimonio olivicolo che dovrebbe aiutare gli olivicoltori ad espiantare e reimpiantare per far rinascere la filiera olivicola salentina. Serve la liberalizzazione dei reimpianti anche nell’area vincolata per avviare una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da 6 anni di Xylella e soprattutto di burocrazia , insiste Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Ancora senza alcuna via d'uscita la questione legna, perché il Salento rischia di divenire una enorme legnaia, "sempre che gli olivicoltori – aggiunge Coldiretti Puglia - possano finalmente espiantare gli scheletri degli ulivi morti a causa della Xylella fastidiosa". “Quando ci sarà il via libera all’espianto e reimpianto per i circa mille agricoltori che hanno presentato domanda di sostegno con il bando della sottomisura 5.2, l’espianto – dice il presidente Muraglia - genererà oltre 6 milioni di quintali di legna in un mercato che è già stagnante”.
 

La risposta del direttore generale Nardone

Il direttore del dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, Gianluca Nardone, così risponde a Coldiretti: “Si precisa che delle 1004 istanze, 536 sono state ammesse in virtù della dotazione in capo al Psr (16 milioni di euro in totale), le altre 468 sono state ammesse ad istruttoria sulla base delle risorse ministeriali (29 milioni di euro)”.

“Il numero delle aziende finanziate - dichiara Nardone - da adesso aumenterà in maniera molto veloce, perché i maggiori ostacoli sono stati superati. L’istruttoria si presentava complessa a causa della precedente normativa nazionale che è stata semplificata solo dal 1 giugno 2019, proprio su richiesta della Regione Puglia. Tutte le istanze correttamente impostate sono state ammesse a finanziamento, le altre avevano problemi di completezza documentale o erronee autodichiarazioni: per velocizzare la procedura di ammissibilità il dipartimento ha messo insieme una squadra di venti persone dedicata al riesame delle istanze e al supporto dei tecnici”.

Secondo Nardone inoltre “le 468 istanze ammesse ad istruttoria sulla base delle risorse ministeriali hanno presentato la documentazione utile entro il 30 settembre 2019, ovvero la scorsa settimana”. Infine il direttore generale del dipartimento afferma: "Alle aziende che già sono state oggetto di decreto di concessione e a quelle che presto ad esse si aggiungeranno è data la possibilità di ottenere un anticipo pari al 50% del contributo dietro presentazione di fideiussione”.

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