Puglia, scenari agricoli futuri

Irrigazione, burocrazia, rischio disimpegno automatico tra i temi al centro dell'incontro organizzato da Agrinsieme Puglia alla Fiera del Levante

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento del convegno organizzato da Agrinsieme Puglia alla Fiera del Levante sabato scorso

Riequilibrare la catena del valore a favore del sistema agricolo e agroalimentare in Puglia, riuscire ad intravedere un orizzonte oltre il caso Xylella fastidiosa: per farlo si deve attuare una strategia di lavoro, condivisa da istituzioni nazionali, territoriali e dalle associazioni di categoria, che consenta di gestire il meglio possibile la complessità dei problemi che attanagliano il mondo agricolo pugliese. E si va dall'estensione dell'agricoltura irrigua in provincia di Lecce a soluzioni più efficaci contro gli eccessi della burocrazia, che spesso colpisce le aziende alla stregua di una fitopatia.

Se n’è parlato nella mattinata del 21 settembre scorso, nella Sala Agorà del Padiglione 18 in Fiera del Levante, in occasione del convegno organizzato da Agrinsieme Puglia (il coordinamento regionale costituito da Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Puglia), dal titolo “Agricoltura in Puglia. Riequilibrare la catena del valore”. Sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate, ed il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

“Agrinsieme Puglia – ha dichiarato il presidente Emiliano - ha organizzato questo dibattito importante per aprire il dibattito sul come riprogrammare l'agricoltura pugliese e riequilibrare la catena del valore in favore delle imprese agricole. Se si produce sotto costo, si rischia di vendere - dal produttore al consumatore - a prezzi molto incrementati rispetto a quelli di prima cessione. Da qui l'impossibilità per l'agricoltura di sopportare la mancata remunerazione dei fattori di produzione”.

Emiliano ha poi affrontato la questione degli investimenti collettivi, volti ad abbassare i costi delle imprese agricole ed è entrato nel merito della vicenda relativa alla futura e ormai imminente rigenerazione dell’agricoltura nell’area infetta da Xyella fastidiosa: ”Abbiamo proposto al governo ed al sottosegretario L'Abbate un piano di ricostruzione dell'agricoltura pugliese, anche per uscire dal dramma della Xyella e dal dramma delle gelate, con un modello che riutilizzi l'acqua dei depuratori anche in agricoltura. Questo per superare, altresì, l’obbligo di reimpianto in esclusiva degli ulivi e, ovviamente, nella speranza di dare vita a un'agricoltura più moderna, competitiva, che sia più solida di fronte alle altre agricolture europee. Ma soprattutto di fronte alla grande distribuzione e all’industria che alle volte maltrattano i nostri produttori e non consente loro di conseguire il giusto reddito".
 
“L’agricoltura, specialmente in Puglia
– ha detto il sottosegretario L’Abbate -, vive alcuni problemi legati alla Xylella fastidiosa e ai ritardi enormi del Programma di sviluppo rurale che stanno mettendo in difficoltà le nostre imprese, le quali non possono innovare. Molti, in alcuni casi, lo hanno fatto esponendosi anche in modo consistente e personalmente per le proprie aziende. Qualche idea la sto buttando giù e ne parlerò con la ministra Bellanova, anche lei pugliese. C’è la volontà di portare avanti un percorso di collaborazione con la ministra e c’è la voglia di fare del bene per il settore”.

Tra le proposte del sottosegretario “la sburocratizzazione per le nostre aziende”, misure che, come ha sottolineato, “si possono attuare in breve tempo, come già abbiamo incominciato a fare quando ero in Commissione Agricoltura e che adesso porteremo a termine”.

Sulla questione legata alle risorse del Psr Puglia, il sottosegretario ha anticipato un incontro in programma con il presidente Emiliano “per presentare un po’ di idee da mettere in campo e accelerare la spesa entro il 31 dicembre sì da non perdere 170 milioni di euro come Puglia. Coinvolgeremo anche Invitalia e altri enti dello stato per trovare soluzioni e credo si potrà fare un buon lavoro”.

Per il coordinatore Agrinsieme Puglia, Tommaso Battista, che ha aperto i lavori del convegno, il tema della burocrazia è fondamentale: “Oggi le aziende vivono la paura di ricevere ispezioni pur rispettando tutte le norme, che sono così tante, tali e complicate che ormai è un terrore lavorare in campagna, tanto è vero che molti imprenditori ormai stanno abbandonando le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni. Noi chiediamo, così come abbiamo fatto da tempo, quest’oggi al sottosegretario L’Abbate e al ministro Bellanova, che abbiamo già incontrato giorni fa a Roma, delle modifiche non per depenalizzare la lotta al caporalato, che anche noi combattiamo, ma per sburocratizzare questo settore perché così ovviamente non si può andare avanti. Sono tantissime le norme da dover rispettare."

"Lunedì scorso - ha aggiunto Battista – abbiamo incontrato il presidente Emiliano al quale abbiamo sottoposto i problemi di cui lui è già a conoscenza, tra cui il Psr Puglia. Ci è stato comunicato che sono pronti i decreti per la 4.1 e 4.2, le misure dedicate agli investimenti strutturali, per le quali abbiamo anche chiesto ulteriori finanziamenti per soddisfare le richieste. Il mondo sindacale - ha concluso- c’è e lavora per facilitare il mondo agricolo la cui attività è già di per sé molto complessa”.

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