Dalla Puglia a Modena, sotto il segno dell'aceto made in Italy

Al via l'accordo di filiera targato Coldiretti che prevede la commercializzazione di vino da aceto per diecimila ettolitri

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Al via l'accordo di filiera tra Coldiretti, Acetifici Italiani Modena (Gruppo De Nigris), insieme a Filiera Agricola Italiana
Fonte foto: © remoarcaro - Fotolia

Al via l’accordo quadro di filiera per l’aceto 100% made in Italy tra Coldiretti, Acetifici italiani Modena Srl (Gruppo De Nigris), insieme a Filiera agricola italiana Spa che prevede la fornitura minima di 10mila ettolitri di vini pugliesi, di cui 7mila bianchi e 3mila rossi per la produzione di aceto italiano.

L’accordo di valenza triennale rientra nell’azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale promossa da Coldiretti per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita ci sia un percorso di tracciabilità e qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con un’equa distribuzione del valore - spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, che aggiunge - Il contratto rappresenta anche un prezioso volano di sviluppo per il territorio della Puglia, dove l’agricoltura si dimostra un settore capace di garantire lavoro e opportunità di futuro, attraverso l’alleanza tra il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana d’eccellenza, insieme per difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale”.

Coinvolta nell’accordo tra Coldiretti, Acetifici italiani Modena e Filiera agricola italiana Spa, la Cantina cooperativa coltivatori diretti “Bardulia” di Barletta, a cui è assicurato un prezzo minimo garantito "Floor" corrispondente ai costi di produzione e l’individuazione per campagna di un prezzo iniziale di riferimento con un meccanismo di compensazione per le eventuali variazioni di prezzo. Il prezzo finale è poi maggiorato di un “Premium price”, pari al 10%, a remunerazione del valore aggiunto garantito dalle produzioni made in Italy, sostenibili, etiche e di qualità.

 “L’intera filiera è tracciata, perché il contratto di filiera è legato a certificazioni di qualità e di distribuzione del valore aggiunto che rappresentano i riferimenti più moderni e di spessore della contrattazione nel settore agroalimentare, con la distribuzione corretta del valore aggiunto ai soci fornitori del vino”, ha concluso Muraglia.

La Cantina “Bardulia” ha chiuso la prima fornitura di vino – riferisce Coldiretti Puglia – di oltre 7 mila ettolitri di vino, con una remunerazione  superiore di almeno 4-5 euro al quintale del prezzo medio di vendita nell’anno.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Coldiretti Puglia

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Tag: agroalimentare vino organizzazioni agricole prezzi contratti di filiera

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