Sicilia, c'è il contratto di rete per il distretto delle filiere e dei territori

Si chiama "Cibo" e sta per "Cultura, identità, biodiversità, organizzazione" in Sicilia. Conta 6157 imprese agricole e il fatturato di quelle impegnate in produzioni certificate è di oltre 318 milioni

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il momento della costituzione della Rete

Grande fenomeno di aggregazione in Sicilia. E' stata presentata l’istanza per far nascere il “Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete”, che mette al centro le imprese delle filiere produttive strutturate, le produzioni con certificazione di qualità e biologiche, il turismo e un largo partenariato sul territorio.

Ad avere consegnato l’istanza di riconoscimento, con tutta la documentazione richiesta dal bando dell’assessorato per l’Agricoltura della Regione Siciliana per i Distretti del Cibo, è la Rete soggetto proponente “C.I.B.O. (Cultura, identità, biodiversità, organizzazione) in Sicilia”, costituitasi lo scorso 17 luglio - proprio a questo fine - tra Distretto agrumi di Sicilia, Distretto della pesca e della crescita blu, Distretto turistico Dea di Morgantina, Bio distretto Valle del Simeto, Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino Igp, Associazione Gusto di campagna, Consorzio di ricerca filiera carni, Soc. Cop., Apo Associazione produttori olivicoli, Associazione filiera frutta in guscio. Nella rete entreranno a breve anche il Bio distretto valle degli Elimi e il Distretto ortofrutticolo Val Di Noto.

Il largo partenariato aderente al nuovo Distretto è costituito da quattro agenzie locali di Sviluppo, cinque Flag, 16 Gal con tutti i Comuni soci, otto tra associazioni di categoria e dei consumatori, sei tra Consorzi di tutela e Op, le associazioni di rappresentanze e tutela dell’agricoltura biologica, le realtà sociali e di promozione turistica, cinque Consorzi di ricerca, l’Esa, la Rete delle fattorie sociali, il Comitato “Fa la cosa giusta”, l’Aiccre, l’Anci Sicilia, tre enti di formazione, oltre a numerose imprese agricole e agroalimentari non associate a organismi di filiera già rappresentati nella Rete appena costituita.
 

I numeri del distretto

Il Distretto coinvolge, dunque, tutte le province del territorio siciliano e otto filiere produttive regionali complete: agrumicola, orticola in pien'aria e in serra, frutta secca a guscio, cerealicola, prodotti ittici, olivicola ed olearia, carni, erbe officinali, oltre alla presenza di alcune aziende che seppur afferenti ad ulteriori tre comparti (lattiero-caseario, mielicolo e vitivinicolo), non rappresentano filiere complete.

E sono 60 i Comuni coinvolti nei cui territori insistono le imprese agricole, 6.157 imprese agricole, singole o associate, anche appartenenti ad organismi associativi. Ed ancora: 15.286 addetti delle imprese partecipanti al Distretto, aventi i requisiti di imprenditore agricolo o imprenditore agricolo professionale; ben 60 forme associative di imprese agricole aderenti al Distretto.

Non mancano ben 17 produzioni agroalimentari di qualità: Arancia Rossa di Sicilia Igp, Limone di Siracusa Igp, Limone Interdonato Messina Igp, Arancia di Ribera Dop, Pomodoro di Pachino Igp, Melone di Pachino Igp, Carota Novella di Ispica Igp, Pistacchio di Bronte Dop, Monti Iblei Dop, Monte Etna Dop, Agricoltura biologica, Mandorla di Avola Pat, Olio Extravergine di oliva Pat. Tutte queste realtà fanno ben 318,67 milioni di euro di volume di affari complessivo delle produzioni certificate ottenute dalle imprese del settore agroalimentare aderenti al Distretto.
 

Le voci dei territori

“Un ringraziamento – afferma Angelo Barone, presidente della Rete soggetto proponente - a quanti hanno lavorato e collaborato alla presentazione della istanza di riconoscimento del Distretto che ha un obiettivo ambizioso: mettere in rete le filiere produttive agricole e della pesca, fare sistema con i territori e gli operatori del turismo, porte aperte per consentire a nuovi i soggetti di far parte successivamente del distretto per realizzarlo uno sviluppo sostenibile e condiviso nella nostra regione”.

“Grazie a un lavoro incessante e meticoloso – aggiunge Nino Carlino, vice presidente della Rete e presidente del Distretto della pesca e della crescita blu – siamo riusciti a mettere insieme diverse realtà produttive della filiera agroalimentare e biologica siciliana, insieme a un vasto partenariato territoriale a cominciare da Gal e Flag. Grazie a questa sinergia possiamo adesso implementare attività che valorizzino ancora di più le eccellenze siciliane e affrontare le sfide dei mercati globali”.

“L’adesione di una parte significativa del comparto biologico siciliano al Distretto delle filiere e dei territori in rete – aggiunge Francesco Ancona, tesoriere della Rete - costituisce una importante decisione: entrare in questa aggregazione molto più ampia, con molti altri partner che rappresentano la quasi totalità delle filiere di qualità siciliane, consente di giocare un ruolo sempre più importante per l’alimentazione biologica ed essere da stimolo verso gli altri partner nel perseguire modelli virtuosi di produzione e di consumo”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Distretto Agrumi di Sicilia

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Tag: agroalimentare prodotti tipici filiera aggregazione

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