Corpo 8: il miele, il grano e la frutta

Sono i settori che più di altri attraversano un periodo difficile. Numeri in ripresa per la carne. Il vino non conosce crisi. Lotta a piralide e cimice asiatica. Ceta, il sì della Francia. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 19 al 25 luglio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • Clima avverso, caduta dei prezzi e importazioni sono all'origine del momento difficile che accomuna tre settori fra loro apparentemente distanti, come miele, frutta e grano.
  • La carne riconquista la fiducia dei consumatori che hanno aumentato i loro acquisti. Privilegiando però le produzioni di qualità, garantite da adeguate certificazioni.
  • Mercati positivi per il vino, con il sorpasso degli spumanti italiani sullo Champagne francese. A guidare il settore un centinaio di cantine, con una forte presenza della cooperazione.
  • Non si placano le critiche al Mercosur, mentre la Francia mette le mani avanti sul Ceta, anticipando il proprio voto favorevole.
  • Prendono il via le prime esperienze pratiche per contrastare la proliferazione della cimice asiatica con la lotta biologica.
  • Per il mal dell'esca della vite le ricerche studiano il ruolo dei fattori che ne determinano la comparsa, aprendo la strada a nuove strategie di lotta.
  • Il mondo agricolo alza la voce per chiedere una maggiore tutela dagli attacchi della fauna predatoria e più in generale per i danni alle colture da parte degli ungulati.
  • La ricerca offre molte novità, proponendo fra l'altro una variante "made in Italy" della quinoa.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Settori in crisi...

Cosa hanno in comune il miele, il grano e la frutta?
Apparentemente ben poco, ma in questo periodo sono accomunati da crisi di mercato e caduta delle produzioni.
Per il miele i problemi nascono dall'andamento climatico del primo semestre dell'anno, che ha decimato gli alveari.
E' accaduto in Sicilia dove la produzione di miele di agrumi è di un terzo inferiore alle attese, come si legge il 20 luglio su “Il Giornale di Sicilia”.

Più in generale i dati rilevati da Ismea, riassunti in una breve notizia da “Il Sole 24 Ore”, parlano di un crollo del 41% della produzione di miele.
A complicare la situazione del miele italiano, denuncia la “Gazzetta di Modena” del 23 luglio, si aggiungono le importazioni che finiscono con accentuare la caduta dei prezzi.
Per fronteggiare la crisi del miele c'è chi suggerisce la creazione di una associazione per la promozione di questo prodotto, come si legge in una breve nota pubblicata il 25 luglio da “Il Sole 24 Ore”.

Come per il miele, anche la frutta deve fare i conti sia con l'andamento climatico sia con il crollo dei prezzi, scesi anche del 30%.
Se ne discute sulle pagine de “Il Resto del Carlino” del 23 luglio dedicate a Ferrara, mettendo in evidenza il ruolo delle importazioni nell'aggravare il quadro del settore.
Situazione non dissimile in Sardegna, dove il settore frutticolo paga sia le difficoltà di mercato sia le carenze organizzative, come spiega la “Nuova Sardegna” del 23 luglio.

Per il grano il crollo della produzione è legato ai bassi prezzi che disincentivano la coltivazione di questo cereale. Accade in Piemonte, nell'alessandrino, denuncia il “Secolo XIX” del 19 luglio, dove gli ettari a grano sono calati di quasi l'8% in pochi anni e oggi se ne contano 67mila contro gli oltre 72mila del 2015.
 

... e settori in ripresa

Se frutta, grano e miele sono alle prese con mille difficoltà, il comparto della carne sembra al contrario aver superato una lunga stagione di crisi, grazie alla ripresa dei consumi, che stando alle anticipazioni di “Libero” del 20 luglio, registrano nell'ultimo anno una crescita del 6%.
La Stampa” del 21 luglio conferma l'aumento dei consumi di carni, specificando tuttavia che a crescere sono in particolare le carni che possono fregiarsi di un marchio o di una attestazione di qualità superiore.

Numeri positivi ancora una volta per il vino, con “Libero” del 21 luglio che ricorda il sorpasso delle bollicine italiane sullo Champagne francese.
Il “Corriere della Sera” del 22 luglio offre ai suoi lettori una interessante analisi sul mondo del vino e sulle aziende che figurano ai vertici del settore.
Si scopre così che le 105 cantine più importanti d'Italia rappresentano da sole quasi la metà del fatturato dell'intero comparto e fra queste molte sono quelle con una struttura cooperativa.

Reclamano attenzione i vigneti eroici, quelli realizzati in situazioni marginali, con Roberto Gaudio, presidente del Consorzio per la valorizzazione della viticoltura montana, che dalle pagine di “Italia Oggi” del 24 luglio ricorda che non si tratta di musei a cielo aperto, ma di realtà economiche.
 

Fra Mercosur e Ceta

Restiamo nel mondo del vino con il quotidiano udinese “Il Piccolo” del 23 luglio, che a proposito dei vini conferma lo stop sino al 2022 all'iscrizione allo Schedario vinicolo di nuove superfici a Pinot grigio che possano aspirare alla Doc delle Venezie.

Sotto il profilo normativo sono in vista alcune novità, con l'abolizione del "segreto" sui flussi di importazione del latte, argomento del quale si occupa “Avvenire” del 19 luglio.
Si parla invece di export, in questo caso di formaggi, su “La Stampa” del 22 luglio per commentare le conseguenze che potrebbero derivare al settore caseario per l'inasprimento dei dazi statunitensi.

Ancora sul fronte internazionale, “La Verità” del 20 luglio torna con toni critici sul discusso accordo commerciale che Bruxelles vorrebbe siglare con alcuni paesi dell'America Latina (Mercosur).
Di parere opposto è la vicepresidente di Confindustria, Lisa Ferrarini, che intervistata da “Il Sole 24 Ore” del 25 luglio sottolinea i vantaggi che l'accordo fra Ue e Mercosur potrebbero portare all'export italiano.

Nel frattempo “Italia Oggi” del 24 luglio informa che la Francia ha deciso di spingersi avanti rispetto agli accordi Ceta per gli scambi commerciali fra Unione europea e Canada, approvando la ratifica del trattato, come già hanno fatto altri tredici paesi.
 

Novità nella difesa

Grazie alla ricerca e alle innovazioni tecnologiche la lotta alle patologie delle piante offre nuovi e più efficaci strumenti di difesa, come quelli per la lotta biologica alla cimice asiatica.
Se ne parla su “La Stampa” del 19 luglio per descrivere il lancio a Cherasco, in provincia di Cuneo, dei primi esemplari di Anastatus bifasciatus, una sorta di vespa che dovrebbe contrastare nei noccioleti la proliferazione delle cimici.
Quanto sia necessario trovare adeguate misure di contenimento alla diffusione della cimice asiatica lo sottolinea la “Voce di Rovigo” del 19 luglio, che parla di danni che si estendono dalle colture ortofrutticole a quelle cerealicole. Le conseguenze per la presenza della cimice in alcune aree, e il Veneto è fra queste, sono rilevanti e la “Nuova Venezia” del 24 luglio ipotizza perdite per circa 100 milioni di euro.

In Piemonte sono sotto osservazione i vigneti, per i quali si temono le conseguenze della flavescenza dorata della quale si parla su “La Stampa” il 20 luglio.
Fra i problemi fitopatologici dei vigneti c'è poi il "mal dell'esca", contro il quale però si stanno moltiplicando gli sforzi per combatterlo.
L'argomento è affrontato il 24 luglio sulle pagine di “Italia Oggi”, che riferisce i risultati ottenuti dal Crea per individuare i fattori scatenanti della malattia, per la cui insorgenza svolgono un ruolo importante funghi e virus.

In Emilia Romagna sono allo studio metodi innovativi per la lotta alla piralide del mais, grazie al ricorso alla lotta biologica con l'aiuto dei droni.
Ne parla “Il Resto del Carlino” del 23 luglio descrivendo l'operazione effettuata nelle campagne del bolognese utilizzando droni per lanciare larve di brassicae, antagonisti naturali della piralide.

La “Gazzetta del Mezzogiorno” del 22 luglio torna a parlare della Xylella per denunciare la sua avanzata verso Matera, mentre un centinaio di casi sarebbero già stati segnalati nel tarantino.
 

Allarme fauna selvatica

Resta alta l'attenzione per gli attacchi della fauna predatoria agli animali allevati e per i danni arrecati alle colture.
Sui monti della Lessinia, in Veneto, è stata autorizzata la caccia al cinghiale, che in questa area, come si apprende il 20 luglio da “L'Arena”, conta più di un migliaio di esemplari.

Dopo le numerose predazioni da parte dei lupi, come scrive il “Giornale di Vicenza” del 24 luglio, gli agricoltori del Trentino hanno deciso di scendere in piazza in segno di protesta.

Sulle montagne in provincia di Torino gli allevatori si dicono preoccupati per i lupi, ai quali ora si aggiungono, secondo quanto riferisce “La Stampa” del 20 luglio, anche le linci con i loro attacchi alle greggi.

Non sono predazioni quelle denunciate dal “Corriere delle Alpi” del 24 luglio, ma danni alle coltivazioni causati dai cervi, tanto che si è deciso di aumentare del 20% il numero degli abbattimenti concessi.
 

Curiosando

Non mancano infine alcune curiosità come quella riportata il 24 luglio da “La Stampa” a proposito della fattoria verticale realizzata alle porte di Milano, che promette zero consumo di suolo e zero rifiuti.

Italia Oggi” nello stesso giorno racconta i risultati delle ricerche dell'Università di Firenze, che ha messo a punto la prima quinoa "made In Italy", ribattezzata "Quipu".

Di nuovo su “La Stampa”, del 22 luglio in questo caso, il commento sulla crescita in numerose località del mondo delle coltivazioni idroponiche per la produzione di insalate e gli investimenti in questo settore da parte di importanti gruppi economici.

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