Ecco l'identikit dell'agricoltore 4.0

Laurea in agraria, dimensione aziendale elevata e specializzazione colturale. Ecco il profilo dell'agricoltore 4.0 secondo l'Osservatorio Smart AgriFood

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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L'età non è sinonimo di propensione all'innovazione
Fonte foto: © Goodluz - Fotolia

Quanto sono diffuse le tecnologie 4.0 nelle nostre aziende agricole e che cosa influisce sulla loro adozione? Il quadro italiano è complesso, ma dalla survey condotta dall'Osservatorio Smart AgriFood emerge che buona parte degli agricoltori (l'85% del campione composto da circa mille aziende) è cosciente delle opportunità che offre il paradigma 4.0 e il 55% adotta già oggi soluzioni innovative.

Per quanto riguarda la gestione dei big data, una risorsa sempre più preziosa, solo il 45% è cosciente della rilevanza, anche se non sa ancora come valorizzarli. D'altronde per ora la dimensione di applicazione delle nuove tecnologie è prettamente aziendale, mentre i benefici maggiori si avrebbero con una integrazione di filiera: uno scambio di dati verticale e orizzontale tra vari soggetti.
Schema riepilogo adozione di tecnologie orientate al paradigma 4.0 delle aziende agricole
Secondo l'indagine svolta dall'Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell'Università degli studi di Brescia, l'età dell'imprenditore non influisce significativamente sull'adozione di soluzioni 4.0 e anche il livello di istruzione ha peso relativo. Sono invece determinanti la dimensione aziendale e il settore in cui si opera.

Sotto i dieci ettari solo il 25% delle aziende adotta soluzioni 4.0. Mentre la percentuale sale al 65 se la superficie aziendale è superiore ai cento ettari. Il cerealicolo è il settore in cui l'innovazione è più spinta (12,5%), anche se si evidenziano diverse applicazioni in colture ad alto valore, quali vitivinicolo, frutticolo ed olivicolo (circa il 17% del campione).

Caratteristiche dell'azienda agricola

L'identikit dell'agricoltore 4.0 nel Nord Italia

L'Osservatorio Smart AgriFood ha eseguito un focus sulle regioni settentrionali (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) dove i dati nazionali trovano conferme locali. Nel complesso Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono in linea con le percentuali nazionali (pari al 55%) di aziende agricole che hanno adottato soluzioni di agricoltura 4.0. Risalta il caso della Lombardia (68% nell'adozione di soluzioni improntate all'innovazione), che si discosta nettamente dal resto d'Italia. A seguire, Piemonte (62%), Emilia Romagna (55%). Di poco sotto la media generale è il Veneto (51%).

Si conferma anche l'associazione tra alcune colture e innovazione. Nel cerealicolo il 73% delle aziende lombarde presenti nel campione adotta soluzioni di agricoltura 4.0 (72% in Piemonte, 67% in Emilia Romagna, 65% in Veneto). In Emilia Romagna spicca la zootecnia al 75% (Lombardia al 64% e Piemonte al 54%). Veneto e Piemonte sono sopra la media nazionale per soluzioni digitali nel vitivinicolo (rispettivamente al 47% e 35%), mentre l'Emilia Romagna è sotto la media al 21%. Nell'orticolo sono Emilia Romagna (80%) e Lombardia (67%) a trainare, mentre il Veneto si ferma al 40%, poco sotto il dato generale (47%).

Veniamo invece al titolo di studio. Dai dati della Ricerca 2018 sembra che un titolo di studio a indirizzo agrario sia associato a una maggiore probabilità di adottare soluzioni di agricoltura 4.0. Non sembra invece essere rilevante il titolo di studio di per sé. In Lombardia gli imprenditori agricoli che adottano soluzioni 4.0 hanno una laurea nel 57% dei casi e, nel 64% dei casi, hanno una laurea ad indirizzo agrario.

In Piemonte gli imprenditori laureati e innovativi sono il 42% e il dato sale al 56% se l'indirizzo è agrario. In Emilia Romagna i laureati che operano in campo agricolo puntando all'innovazione rappresentano il 50% e salgono all'80% nel caso di indirizzo agrario. Fa eccezione il Veneto, dove gli imprenditori laureati impegnati nell'agricoltura 4.0 sono il 47%, mentre i laureati con indirizzo agrario rappresentano solo il 29%.

Per quanto riguarda invece le dimensioni aziendali si ritrova la 'regola' emersa a livello nazionale. Le grandi aziende agricole hanno maggiore capacità di innovare. Emerge però che in Lombardia, oltre alle grandissime estensioni, anche quelle micro hanno un notevole livello di sviluppo tecnologico. Nel caso del Piemonte e dell'Emilia Romagna sono invece le sole aziende più grandi quelle caratterizzate da percentuali di adottanti più alte. Ancora una volta si distingue il Veneto, dove sono le aziende di medie dimensioni quelle che hanno un incremento maggiore sulle percentuali di adottanti.
 

Cosa spinge all'adozione di tecnologie 4.0

Ma quali sono gli obiettivi degli agricoltori quando abbracciano soluzioni 4.0? Prima di tutto il controllo dei costi di produzione e l'aumento della qualità dei prodotti. Seguito poi dalla riduzione del consumo di agrofarmaci, fertilizzanti e acqua (con intensità via via minore). Ricercano poi una semplificazione del lavoro tramite l'automazione e un aumento del potere di acquisto nei confronti dei fornitori.
Grafico lista dei fabbisogni ordinati per livello di importanza delle aziende agricole
Image Line è partner dell'Osservatorio Smart AgriFood

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