Quando la città per crescere ha bisogno dei giovani agricoltori

A Pozzuoli, (Napoli), per vincere la povertà urbana e la disoccupazione giovanile si rimettono a coltura 56 ettari di terreno agricolo abbandonato nel quadro del progetto di riqualificazione urbana Mac

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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I giovani del 2° ciclo del corso di formazione per agricoltori gestito da Confagricoltura Napoli al lavoro nell'orto didattico
Fonte foto: Mimmo Pelagalli - AgroNotizie

Le città hanno bisogno di agricoltori e agricoltura per essere vive e continuare ad offrire opportunità di lavoro e di reddito ai giovani. E' questo il messaggio che si ricava da quanto sta avvenendo a Pozzuoli in provincia di Napoli, nel quadro del progetto Monterusciello agro city. Il Mac è uno strumento di riqualificazione urbana volto a riportare in coltura 56 ettari di territorio agricolo abbandonato di proprietà del comune ed è finanziato per circa 4 milioni di euro dal fondo europeo Urban innovation action.

Capofila del progetto il comune di Pozzuoli, i partner coinvolti nel progetto sono: Università di Salerno, Coldiretti Napoli, Confagricoltura Napoli, Agrocultura, Associazione di promozione sociale L'iniziativa e Fondazione Formit.

Il Mac si pone l'obiettivo di ridurre la povertà urbana del quartiere di Monterusciello di Pozzuoli, dove l'alto tasso di disoccupazione giovanile coesiste con un ambiente anonimo, decadente e inutilizzato, composto anche dal suolo agricolo non più coltivato.
 

Formare i giovani agricoltori

Una delle azioni previste dal progetto è la formazione di giovani agricoltori under 30. Il 10 luglio, nella sala consiliare del Comune di Pozzuoli si è svolta una breve ma significativa cerimonia. I ragazzi del 2° ciclo del Corso di formazione, gestito da Confagricoltura Napoli, che è tra i partner del progetto con il comune di Pozzuoli, hanno illustrato - con la partecipazione dell'assessore all'Urbanistica Roberto Gerundo, del presidente del Consiglio comunale Luigi Manzoni, del consigliere Vincenzo Daniele e del consigliere di Confagricoltura Napoli Domenico Vallefuoco - i loro progetti individuali per il futuro dell'area.

I lavori dei ragazzi sono il frutto di un corso intensivo di 350 ore in aula, orto didattico e in aziende agricole del territorio. L'attività formativa ha previsto l'insegnamento dell'agronomia e della permacultura a cura dell'agronomo ed economista agrario Angelo Orlando e sotto l'attenta regia di Stefano Grasso di Confagricoltura Napoli : perché tutti i progetti aziendali sono connessi dal principio dell'economia circolare, quel che è rifiuto per uno è risorsa per l'altro.

C'è il vigneto pensato da Domenico De Rosa e Andrea Russo, che è molto importante. Perché la progettualità prevede che parte dei terreni diventeranno vigneti della prestigiosa Doc Campi Flegrei. Poi fa capolino la progettazione degli orti urbani pensata da Carmine Bencivenga, Marco De Pasquale e Giuseppe Ammendola: perché questa è terra di orti famosi, dove ora si va riscoprendo il pomodoro cannellino flegreo. E c'è spazio per le erbe estetiche e medicali, progetto di Lorenza Luongo e Anna Parisi. E la valenza turistica dell'area non è stata trascurata: c'è un progetto per un agriturismo di Antonio Vitolo. Mentre Igor Tortorelli ha pensato alla fattoria didattica e Francesca Basile all'apicoltura.
 

La rinascita di un territorio segnato dal bradisismo

Hanno anche i nomi di questi giovani le speranze di vedere rinascere il territorio, perché il quartiere di Monterusciello nacque troppo in fretta, sull'onda dell'emergenza determinata dalla ripresa del bradisismo dell'area flegrea, che tra il 1983 e il 1984 comportò oltre 10mila scosse telluriche e l'innalzamento della crosta terrestre, in una delle zone più popolose della città, di ben 180 centimetri. La necessità di evacuare la popolazione del centro città senza che ciò ne comportasse il definitivo sradicamento, per altro previsto nel piano di evacuazione del 1970, fece sì che venisse costruito frettolosamente il nuovo quartiere di Monterusciello, in una zona prima agricola. La costruzione del nuovo abitato comporta l'abbandono dell'agricoltura nell'area urbanizzata, dove però restano 56 ettari di terreni agricoli inutilizzati.

Oggi, ad oltre 30 anni da allora, è la città di Pozzuoli che ha nuovamente bisogno della sua campagna. Il finanziamento di 4 milioni, ai quali si aggiungerà un milione da parte dei partner del progetto, sarà principalmente incentrato sulla valorizzazione dei 56 ettari individuati dal Comune come destinatari del progetto, dove l'agricoltura urbana verrà sviluppata anche attraverso tecniche innovative e con il fine di dare il via all'individuazione di nuove politiche urbane che interverranno sull'economia, sulla produzione e sull'ambiente fisico. Il progetto sarà attuato mediante l'integrazione di tre azioni principali: implementazione dell'agricoltura, miglioramento dell'ambiente urbano, sviluppo dell'imprenditoria e dell'occupazione.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: giovani ambiente formazione finanziamenti per l'agricoltura

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