Acque irrigue, nel parmense la qualità migliora

Quadro positivo e parametri rispettati per gli oltre 50 campionamenti analizzati. Rispetto al 2018 migliorate anche le acque dei canali Naviglio navigabile e Galasso

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Il consorzio monitora periodicamente lo stato dei flussi irrigui
Fonte foto: © Naj - Fotolia

L'acqua irrigua che scorre nella rete artificiale dei canali di bonifica del parmense è migliorata ulteriormente rispetto allo scorso anno. Questo è quanto emerge dal report annuale redatto dai ricercatori tecnico-scientifici del Consorzio della Bonifica parmense.

L'ente, grazie al laboratorio tecnico itinerante Bonifica Lab che consente di asserire che le acque irrigue dei canali superano l'esame qualità, monitora periodicamente lo stato dei flussi irrigui.

Dalle relazioni conclusive redatte da Elisa Trombi e Riccardo Franchini, rispettivamente ingegnere ambientale consortile e esperto consulente in materie ambientali, sono emersi rilevanti e significativi dati: "le sostanze prioritarie fosfati e fitofarmaci e la sommatoria complessiva delle sostanze rilevate si mantengono inferiori ai valori limite della cosiddetta classe 1, utile per l'impiego irriguo, ovvero la migliore delle classi della tabella A Giardini, universalmente riconosciuta come modello di riferimento per il settore agricolo".
Il dato rappresenta l'ultimo anello di una catena di risultati di idoneità confermata già negli ultimi anni in cui l'uso irriguo dell'acqua nel comprensorio è sempre stato ben al di sotto della soglia standard considerata.

Altro dato rilevato riguarda l'importante miglioramento nelle aree che presentano alcune criticità, come quelle relative ai canali che attraversano la zona urbana di Parma. In particolare per le acque provenienti dal Naviglio navigabile e dal Canale Galasso, all'azoto e al fosforo si sommano cloruri e salinità elevata, ma pur sempre rientrando nei limiti di utilizzo.

Dal report si evidenzia anche l'assenza di sostanze tossiche, compresi agrofarmaci, in concentrazioni significative; per questo motivo le acque dei canali possono essere utilizzate senza particolari problemi perché non sussiste particolare rischio igienico-sanitario che possa incidere sulla salubrità delle numerose produzioni.

Nell'ottica di continuo miglioramento è stato segnalato l'inizio di un percorso di collaborazione condiviso con le aziende conserviere della provincia di Parma volto a sensibilizzare verso l'importanza del recupero delle acque reflue e la salvaguardia dell'ecosistema.
Un protocollo di intesa firmato dai Consorzi di bonifica di Parma e Piacenza, Oi Pomodoro e da industria del Nord Italia nel settembre 2018.
E la sinergia con Arpae Parma per il trasferimento dei dati ambientali dei loro controlli sulla qualità delle acque dei depuratori comunali.

"Proprio in questi giorni è in corso la campagna di rilevazione 2019 con il mezzo mobile di Bonifica Lab che, come nell'anno precedente, prevede di monitorare più di 50 punti stazione distribuiti sul territorio irriguo gestito dal Consorzio, in particolare di pianura - commentano Franchini e Trombi - I primi risultati sono confrontabili con il 2018 e restituiscono un già un primo quadro positivo, stante la forte siccità di inizio anno che aveva favorito la concentrazione di sostanze nell'acqua".

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