Psr Puglia, presto in sicurezza gran parte delle risorse

Venerdì scorso di Gioia taglia corto sul risultato del Comitato di sorveglianza: "Obiettivi saranno raggiunti". Approvata all'unanimità la Relazione annuale sul 2018. Ma Coldiretti Puglia lancia l'allarme disimpegno automatico

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Pesano ancora gli strascichi dei ricorsi ai Tar sulle misure a investimento e giovani
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

Il 21 giugno 2019 a Villa Romanazzi Carducci di Bari si è tenuto il Comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020, che ha approvato all'unanimità la Relazione annuale di attuazione 2018 "Dalla quale si evince – ha spiegato l'assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, a margine della riunione - il raggiungimento degli obiettivi e delle performance. Questo è un risultato importante che abbiamo ottenuto con sacrificio e lavoro". In effetti, secondo i dati Agea coordinamento al 30 aprile, Psr Puglia ha già speso il 56,84% dei fondi impegnati nel 2015 e nel 2016, quelli sui quali si conteggia l'obiettivo di spesa con la formula N + 3. Ciò nonostante Coldiretti Puglia ha lanciato l'allarme disimpegno automatico, che al 30 aprile era di oltre 171,4 milioni di euro di quota Fondo europeo agricoltura e sviluppo rurale, che è possibile azzerare entro il 31 dicembre 2019 con una spesa complessiva di oltre 283,3 milioni.
 

Di Gioia lascia intendere "non vi sarà disimpegno automatico"

L'assessore di Gioia ha riconosciuto come "In merito all'attuazione del nostro Programma in corso per l'anno 2019, il tema dei ricorsi al Tar su alcuni bandi ha segnato in maniera importante tutta quanta la vicenda del Psr. Perché ha minato le misure più performanti e più attese dall'utenza e, allo stesso tempo, imballato tutta la macchina amministrativa regionale, oggettivamente carente per numero di unità".

Di Gioia ha anche ricordato come "E' innegabile che se non ci fossero stati tali ricorsi i numeri della Puglia sarebbero stati ben altri. Altrettanto innegabile è che il Tar, facendo decadere le materie del contendere, pur evidenziando le criticità dei bandi, ha riconosciuto che l'operato della Regione era sostenibile a garantire che le graduatorie producessero dei beneficiari".

Sul come uscire dall'empasse creata dai ricorsi sulla misura per gli investimenti strutturali e quella riguardante il premio ai giovani agricoltori, l'assessore, nel ricordare come i Servizi della commissione sono stati costantemente informati sulle vicende giudiziarie del Psr Puglia, ha sottolineato: "Stiamo lavorando alacremente per mettere in sicurezza gran parte delle risorse a nostra disposizione, con tecnicalità aggiuntive che ci dovrebbero consentire di rientrare nel budget che avevamo previsto".

E se pure tali misure non dovessero bastare a scongiurare il disimpegno automatico di Gioia afferma: "A tal riguardo abbiamo condiviso oggi con il partenariato socio-economico di formalizzare un'analitica relazione tecnica che dimostri il nesso di causalità tra i ritardi e i ricorsi, così da garantirci la possibilità di rimodulare gli impegni di spesa qualora dovesse servire, pur convinti, come siamo, che gli obiettivi verranno raggiunti".
 

Coldiretti Puglia, è allarme disimpegno automatico

Di Gioia nella nota rilasciata alla stampa non nomina mai in maniera esplicita il rischio disimpegno automatico delle risorse, e chiaramente sottolinea che gli obiettivi saranno raggiunti. Il disimpegno automatico, invece preoccupa Coldiretti Puglia, che cita i dati Agea aggiornati al 30 aprile 2019: "Restano da spendere entro il 31 dicembre prossimo 283,3 milioni di euro, di cui 171,4 milioni del Feasr. Queste risorse sono a rischio disimpegno entro la fine del 2019", ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La Puglia - al 30 aprile - ha speso solo il 20,21% delle risorse del Psr – ha fatto presente Coldiretti Puglia – mentre altre regioni hanno valori di oltre il doppio (Veneto 48,01%; Trento 42,30%; Bolzano 56,13%; Molise 40,16%). Il livello di spesa è comunque inferiore alla media nazionale che supera il 32%.

"Manca una strategia politica chiara e adeguata che riporti lo sviluppo rurale al centro delle scelte, perché l'assenza di decisioni dei vertici ha impedito alla struttura regionale di operare e risolvere le criticità di attuazione. Ancora irrisolte le criticità legate all'Eip - il sistema informatico regionale - che ancora non consente di fare le istruttorie a sistema e che ha prodotto il ricorso di centinaia di aziende agricole al Tar. Altro tema è quello della semplificazione dei procedimenti previsti dai bandi", ha insistito il presidente Muraglia.

"I dati aggiornati al 7 giugno scorso parlano chiaro, ad oggi sono stati erogati solo 332 milioni di euro rispetto al budget complessivo di 1.616,7 milioni di euro", ha concluso il presidente Muraglia.
 

Coldiretti, i no e le proposte

Sul da farsi in futuro Coldiretti pronuncia i suoi no e fa le sue proposte. "No all'ipotesi di nuovi bandi sia sugli investimenti che sui giovani, perché l'apparato burocratico dell'assessorato non può essere impegnato su nuovi bandi, quando le istruttorie dei vecchi sono solo agli inizi. Per i giovani non è percorribile la strada di un ritorno al passato, con l'erogazione di finanziamenti a pioggia con un secondo bando, quando ci sono quasi 5mila domande di sostegno di giovani che hanno presentato progetti che possono imprimere un'accelerata allo sviluppo rurale della Puglia", ha detto il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, partecipando al Comitato di sorveglianza di venerdì scorso.

"E' necessario predisporre un bando 6.4 a beneficio di frantoi cooperativi, aziendali e industriali dell'area infetta da Xylella fastidiosa - ha proposto Cantele - per la riconversione parziale o totale delle strutture che potrebbero convertire la propria vocazione in funzione dell'attività agrituristica e del turismo rurale. In merito segnatamente ai frantoi industriali, va superato - ha precisato Cantele - il cambio di destinazione d'uso, bypassandolo con formule burocratiche semplificate".

Sul bando 5.2 per gli innesti "il percorso va sostenuto in sede comunitaria - ha aggiunto Cantele - dimostrando con documentazione scientifica che l'innesto può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica della Piana degli Ulivi Secolari e del Salento, attraverso un protocollo tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari. Va recuperato il ritardo della Regione Puglia sul protocollo per regolamentare la pratica degli innesti per salvare gli ulivi monumentali", ha concluso il presidente Cantele.

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