Rete rurale nazionale ha recentemente pubblicato il "Report di avanzamento della spesa pubblica dei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020" aggiornato al 30 aprile 2019, che dà conto dell'andamento della spesa tra i programmi comunitari sulla base dei dati Agea coordinamento.

Nell'intero Mezzogiorno d'Italia ci sono tre Psr 2014-2020 che hanno già raggiunto gli obiettivi di spesa necessari all'azzeramento del rischio disimpegno automatico del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale: tra le regioni meno sviluppate c'è la Calabria e tra quelle in transizione figurano la Sardegna e il Molise, che ha tagliato il traguardo proprio ad aprile scorso. Mentre per tutte le altre regioni meno sviluppate si profila un quadro di difficoltà medio per poter comunque tagliare il traguardo del 31 dicembre 2019 con l'azzeramento della soglia di disimpegno attestata il 30 aprile al 10,09%, il doppio delle regioni più sviluppate, attestate al 4,38%.

L'avanzamento della spesa pubblica delle regioni meno sviluppate si attesta così a fine aprile mediamente al 28,05% , mentre si era fermata al 27,13%, al 31 marzo 2019: un risultato spiegato per il 64,76% dalla performance di due Psr, quelli della Campania e della Calabria, che contribuiscono alla spesa mensile di aprile in quasi egual misura, con oltre 17 milioni a programma.

Tra le regioni del Mezzogiorno che a fine aprile viaggiano spedite verso gli obiettivi prefissati di spesa c'è il Molise, che registra un avanzamento di spesa del 40,16% - quinto in Italia e un rischio disimpegno automatico azzerato nel mese considerato, e la Calabria, che con il 40,61% di avanzamento scala al quarto posto la classifica delle regioni italiane primatiste, preceduta solo da Bolzano, Veneto e Trento.

La crescita assoluta della spesa pubblica dei Psr delle regioni meno sviluppate ad aprile mette a segno un passo da quasi 54, 2 milioni di euro e sale così di quasi il 2,70% nel mese. Un dato migliore del trimestre gennaio marzo, che con 129, 6 milioni di crescita della spesa - aveva viaggiato al ritmo di poco più di 40,2 milioni al mese.

La spesa pubblica complessiva effettuata dalle regioni meno sviluppate dal 2015 al 30 aprile 2019 si porta così ad oltre 2068,7 milioni rispetto ad un budget complessivo di 7.374,1 milioni, da spendere e rendicontare per intero entro il 31 dicembre 2023. Di seguito i risultati della regioni, suddivise per condizioni e in ordine decrescente di budget.
 

Regioni meno sviluppate

Sicilia

Il Psr Sicilia si presenta con oltre 8,7 milioni di euro di spesa pubblica nel mese di aprile, un dato in decelerazione rispetto ai 32,4 milioni di spesa pubblica nel trimestre gennaio-marzo 2019, che comunque viaggiava alla media di 10,8 milioni al mese. Tuttavia, al 30 aprile l'avanzamento della spesa pubblica si attesta al 28,44% e il Psr Sicilia, che ha un budget di 2.184,1 milioni di euro, in questo mese raggiunge una spesa pubblica totale da oltre 621,1 milioni di euro. Il più ingente Psr d'Italia fino ad oggi ha speso oltre 374 milioni della quota Feasr. Ne dovrà utilizzare altri 122,4 entro il 31 dicembre prossimo e per farlo ha da spendere complessivamente almeno altri 202,3 milioni di euro, così da azzerare un rischio disimpegno automatico del Feasr attestato al 30 aprile scorso al 9,26%
 

Campania

La spesa pubblica complessiva del Psr in questa regione in valore assoluto è ancora una volta quella che cresce di più tra le regioni del Mezzogiorno: attestatasi al 30 aprile ad oltre 517,8 milioni, mette a segno un aumento assoluto di oltre 17,7 milioni nel mese. Spesa in rallentamento rispetto al trimestre gennaio-marzo, quando era cresciuta al ritmo di circa 14 milioni al mese, ma resta la prima regione del Mezzogiorno per spesa assoluta ad aprile. E grazie a questo sforzo l'avanzamento di spesa al 30 aprile si porta al 28,57% sul budget, forte di ben 1.812,5 milioni. Anche la Campania è attesa ad una bella maratona fino al 31 dicembre: sarà necessaria una spesa pubblica da oltre 165,5 milioni di euro per poter utilizzare ben 100 milioni del Feasr, che al 30 aprile risultavano a rischio disimpegno automatico per il 9,13% dell'intera quota assegnata al Psr Campania.
 

Puglia

Al 30 aprile in Puglia, dove il budget del Psr è di 1.616,7 milioni, Agea stima un avanzamento della spesa pubblica del 20,21% contro 19,60% di fine marzo, pari complessivamente a 326,7 milioni di spesa pubblica totale. Il che ha comportato una spesa pubblica nel mese di aprile di poco più di 7,1 milioni di euro, in apprezzabile accelerazione sul trimestre gennaio-marzo 2019, che aveva viaggiato alla velocità di circa 6,24 milioni al mese. La Puglia – superata l’impasse sui ricorsi amministrativi inerenti le misure strutturali del Psr - ora deve darsi da fare: questo Psr dovrà conoscer una spesa pubblica da oltre 283,4 milioni di euro per centrare l'obiettivo di utilizzo del Feasr - oltre 171,4 milioni – necessario ad azzerare un rischio disimpegno automatico del fondo europeo attestato al 17,52% il 30 aprile scorso.
 

Calabria

Accelera anche la spesa del Psr Calabria che con oltre 17,3 milioni di euro nel solo mese di aprile spende molto di più della media del trimestre gennaio-marzo (9,74 milioni al mese). Ma la Calabria non ha bisogno di rincorrere obiettivi quantitativi, grazie alla soglia di disimpegno automatico del Feasr già azzerata ad inizio 2019. Qui, rispetto ad un budget complessivo del Psr attestato 1.089,3 milioni, a fine aprile la spesa pubblica totale si attesta a oltre 442,3 milioni, pari ad un avanzamento del 40,61%.
Per avanzamento, il Psr Calabria si conferma il primo tra le regioni meno sviluppate e – da aprile - anche tra tutte quelle del Mezzogiorno, superando i programmi di Molise e Sardegna. A livello nazionale quindi detiene ora il quarto posto in Italia dopo Bolzano, Veneto, Trento, avanzando di una casella.
 

Basilicata

Il Psr Basilicata nel mese di aprile 2019 mette a segno spesa pubblica per poco più di 3,1 milioni di euro, dato in leggera accelerazione rispetto alla spesa media del trimestre gennaio-marzo 2019 (2,9 milioni al mese). Con il budget del Psr Basilicata pari a 671,3 milioni di euro, la regione ora ha un gran bel da fare, perché entro il 31 dicembre prossimo andranno spesi oltre 93,3 milioni di euro, per poter rendicontare a Bruxelles l'impiego di almeno 56,4 milioni del Feasr azzerando così un rischio disimpegno automatico attestato al 13,90% il 30 aprile scorso.

 

Regioni in transizione
Sardegna

Il Psr della Sardegna, che nel trimestre gennaio-marzo aveva già azzerato il rischio di disimpegno automatico del Feasr per il 2019, ad aprile risulta avere speso oltre 8,6 milioni di euro, dato in decelerazione sulla media del trimestre gennaio-marzo (11,4 milioni). Una cifra che consente di attestare la spesa pubblica complessiva ad oltre 509,6 milioni di euro. La Sardegna, con un budget del Psr da 1.291,5 milioni di euro ha così raggiunto un avanzamento che si è attestato al 39,47%, che scende però da quarto a sesto miglior valore tra i Psr delle regioni d'Italia, superato di misura da Calabria e Molise.
 

Molise

Il Psr Molise nel mese di aprile coglie due obiettivi in una sola mossa: azzera la soglia di disimpegno automatico sul Feasr e balza al quinto posto in Italia per miglior avanzamento della spesa pubblica che raggiunge il 40,16%. E se nel trimestre gennaio-marzo 2019 la spesa pubblica era stata di poco superiore ai 2 milioni, solo ad aprile il Psr Molise ha speso ben oltre 7,7 milioni, attestandosi così a ben 83,4 milioni di spesa complessiva, a fronte di un budget da 207,7 milioni.

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