Corpo 8, senza miele

Api "affamate" e produzione al collasso. Xylella, 30 milioni di ulivi a rischio. Frutta decimata dal clima anomalo. I soldi per le emergenze. Bufera sui prosciutti. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 17 al 23 maggio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • Fioriture compromesse dall'andamento climatico anomalo e le api restano senza nettare. In forse la produzione di miele.
  • Non si fermano le polemiche su come è stata affrontata l'emergenza Xylella sugli ulivi pugliesi, che ha visto contrapposti scienziati, ambientalisti, politica e giudici.
  • Fragole, ciliegie, pere e non solo. Tutta la produzione ortofrutticola deve fare i conti con una stagione fuori norma.
  • C'è preoccupazione per come potrà evolvere la guerra commerciale fra Usa e Cina, combattuta a colpi di inasprimento dei dazi.
  • Convertito in legge il decreto per affrontare le emergenze agricole, dal latte ovino alla crisi dell'olivicoltura.
  • C'è un progetto per l'agricoltura dei prossimi venti anni. Dal Governo la promessa di 50 miliardi di euro. Difficile da mantenere.
  • Prorogati i termini per le domande Pac. Sperando che ci siano aumenti e non tagli.
  • Negli allevamenti suini c'è chi ha usato il seme di verri di razza Duroc. Non ci sarebbe nulla di strano. Ma per fare prosciutti Dop questa razza non è prevista. Ed è bufera. In un bicchier d'acqua.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Api senza cibo

Prima tutti a guardare i campi assetati d'acqua, poi con le piogge insistenti a controllare il livello dei corsi d'acqua e a far la conta dei danni.
Non si è pensato alle api che ora presentano il conto con una drastica riduzione della produzione di miele.
Colpa della scarsità di nettare e le api "affamate" producono poco miele, come scrive il 19 maggio “La Stampa”.

Catastrofiche le previsioni de “Il Tempo” secondo il quale possiamo dire addio per un po' al miele italiano.
Il 20 maggio è “Il Gazzettino” che, descrivendo la difficile situazione del bellunese flagellato dal maltempo, si sofferma sulla scarsa fioritura delle acacie e la conseguente caduta della produzione di miele.
Analoga la situazione che “Il Giornale” descrive per l'area milanese e il 21 maggio il “Corriere della Sera” conferma che la produzione di miele subirà un sensibile calo.
 

Agrofarmaci e Xylella

Da “Il Messaggero” del 21 maggio gli agricoltori ci tengono però a sottolineare che alle difficoltà patite dalle api a causa del clima non si aggiungono quelle delle morie da agrofarmaci.
L'impiego di questi prodotti risulta infatti in netta diminuzione.

Ci sono tuttavia situazioni ove il ricorso agli agrofarmaci è necessario.
Lo sostiene “Italia Oggi” del 17 maggio denunciando come impedendo la lotta alla Xylella sia stata messa a rischio la sopravvivenza di milioni di ulivi.

Drammatico lo scenario descritto nello stesso giorno da “Il Sole 24 Ore” che paventa l'abbattimento di 30 milioni di piante e di fatto l'azzeramento dell'olivicoltura italiana.

Quanto già oggi sia grave la situazione emerge dalla cronaca riportata dal “Quotidiano di Puglia” del sorvolo in elicottero delle aree colpite che il ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, ha fatto per verificare in prima persona l'entità del problema.
 

Scienza ignorata...

Sulla vicenda Xylella si sono scontrate tesi contrapposte, alcune di queste prive di fondamenta scientifiche, come denuncia “Il Mattino” del 18 maggio, alle quali si sono aggiunti strascichi giudiziari commentati criticamente da “Il Foglio”.

Critiche a come il problema è stato affrontato giungono da Giuseppe Silletti, intervistato dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 20 maggio.
Silletti, ricordiamo, è stato per qualche tempo "commissario anti-Xylella" e oggi lamenta che contro il suo programma di lotta si sono schierati politici e ambientalisti e anche qualche artista, con i risultati disastrosi che oggi si vedono.
 

...e la Xylella avanza

A dispetto di queste evidenze, dal “Quotidiano di Puglia” del 18 maggio si levano ancora le voci di chi si oppone sia all'impiego degli agrofarmaci sia agli abbattimenti degli ulivi colpiti.

Nemmeno gli interventi di contenimento attraverso buone pratiche agricole sembrano trovare facile accoglienza, tanto che la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 21 maggio lamenta che solo in un caso su quattro si procede con le pratiche agricole suggerite per contrastare la Xylella.

E come se approfittasse di tutta questa "confusione", la Xylella continua ad avanzare ed ora, scrive “Il Sole 24 Ore” del 21 maggio, è in marcia verso Matera.

La "Gazzetta di Bari" del 23 maggio propone una mappa aggiornata della situazione e ospita ancora una volta l'appello di quanti continuano a porre dubbi sulle conseguenze per la salute derivante da un eventuale impiego di agrofarmaci.
 

Clima nemico della frutta

Dove non non è arrivata la Xylella è stato il clima a creare problemi alle colture, in particolare per le ciliegie pugliesi il “Corriere del Mezzogiorno” lamenta pesanti perdite.

Non va meglio in Veneto dove “L'Arena” del 17 maggio presenta un quadro a tinte fosche per fragole e ciliegie, compromesse dal clima e dalla concorrenza straniera.

Situazione analoga in Emilia Romagna, dove a pagare le conseguenze del clima avverso sono sia le ciliegie sia le pere, come si apprende da “Il Resto del Carlino” del 22 maggio.
 

Filiera da riorganizzare

Non c'è solo il maltempo a pesare sulla frutta, scrive “Il Giornale” del 22 maggio.
Molti infatti gli squilibri che si registrano nella filiera ortofrutticola, alle prese con prezzi bassi e ritardi nei pagamenti.

Per sciogliere questi nodi è necessario aggregare imprese e agricoltori, afferma Luigi Scordamaglia, presidente di Filiera Italia, intervistato da “Avvenire” del 18 maggio.
Non meno interessante l'intervista a Paolo De Castro, pubblicata il 17 maggio da “Il Foglio”. Il tema è quello della guerra commerciale fra Usa e Cina a colpi di inasprimento dei dazi.
Uno scenario che impone all'Europa di serrare le fila per evitare di presentarsi disunita e impreparata.

A fare le spese della contesa fra Usa e Cina potrebbero essere i formaggi italiani.
L'allarme arriva da Assolatte attraverso le pagine de "Il Sole 24 Ore" del 23 maggio. Gli Usa, sostiene l'associazione delle industrie del latte, minacciano l'embargo contro tutti i formaggi Dop e fra questi il Parmigiano Reggiano che vanta numeri importanti nell'export oltreoceano.

A proposito di Parmigiano Reggiano e di export, "Libero" del 23 maggio commenta il nuovo assetto che va delineandosi nel comparto lattiero caseario.
Il colosso francese Lactalis, si legge su questo quotidiano, dopo aver acquisito importanti marchi italiani come Invernizzi, Galbani, Parmalat e molti altri, è pronto a rilevare la Nuova Castelli.
Quest'ultima è fra i principali protagonisti dell'export di Parmigiano Reggiano.
 

Le "promesse"

Per fronteggiare le numerose criticità che affliggono l'agricoltura, arriva la conversione in legge del "decreto Emergenze" del quale si parla il 17 maggio sul “Quotidiano di Puglia”, invitando ad accelerare le procedure per rendere operativi i sostegni messi a disposizione da queste norme.
Un capitolo importante è dedicato all'olivicoltura, alla quale sono destinati 570 milioni di euro, come si apprende da “Il Sole 24 Ore”.

Ben maggiori i sostegni che si intendono destinare al mondo agricolo nei prossimi venti anni.
Si tratta di 50 miliardi di euro il cui obiettivo sarà quello di promuovere l'export, le produzioni sostenibili e la ricerca.
E' quanto ha "promesso" il sottosegretario all'Agricoltura Franco Manzato intervenendo alla manifestazione "Food&Science" che si è recentemente tenuta a Mantova e della quale si parla il 22 maggio su “Italia Oggi”.

Da Bruxelles arriva nel frattempo una proposta per migliorare l'equità nella filiera alimentare.
L'obiettivo, ricorda "Italia Oggi" del 23 maggio, è quello di introdurre una maggiore trasparenza nelle modalità di formazione e comunicazione dei prezzi all'interno della filiera.
 

Senza soldi

Oggi però alcune aziende agricole si trovano senza soldi a causa di un problema nelle procedure informatiche per l'erogazione dei contributi.
Accade in Emilia Romagna, denuncia “Il Resto del Carlino” del 19 maggio, lamentando il mancato intervento della regione che avrebbe potuto anticipare questi soldi.

In compenso da “Italia Oggi” del 17 maggio arriva la notizia che per le domande relative agli aiuti Pac il termine è stato prorogato al 15 giugno.

Ancora in tema di Politica agricola comunitaria, “Il Sole 24 Ore” del 19 maggio ospita l'appello del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che chiede un piano strategico per l'agricoltura europea e un aumento dei fondi Pac, per i quali al contrario si ventila la possibilità di una contrazione.
 

Bufera sui prosciutti

Si è molto discusso in questi giorni delle inchieste sulla produzione di prosciutti Dop, per i quali sembrerebbero presenti irregolarità nell'osservare i dettati dei disciplinari di produzione.
Al centro delle contese l'impiego del seme di verri di razze non previste dagli stessi disciplinari.

L'argomento è rimbalzato sulle pagine di molti giornali, fra questi “Il Fatto” del 20 maggio che offre ai lettori un titolo fuorviante: "prosciutto di Parma, uno su tre è danese", lasciando così intuire un importante flusso dall'estero. Invece nulla ha a che vedere con cosce o prosciutti importati.

Il mancato rispetto delle norme dei disciplinari è ricordato dal “Messaggero Veneto” del 21 maggio, che lamenta una forte presenza di cosce prodotte in modo non conforme.
Corretto quanto scrive il 22 maggio la “Gazzetta di Reggio”, quando titola: "Prosciutti Dop con padre danese".

Una vicenda complessa che rischia di incidere in modo pesante sui consumi, pur in assenza di qualunque timore per la sicurezza e la salute, cosa non sempre messa nella giusta evidenza nel denunciare queste possibili frodi commerciali, peraltro ancora sotto esame.

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