Il bilancio dei Durum days 2019

L'evento internazionale dedicato al grano duro si è tenuto il 15 maggio a Foggia. Presentate le stime della produzione e focus sulla filiera a confronto tra sostenibilità, remunerazione e innovazione

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I primi dati presentati, elaborati dalla società di ricerca Aretè, hanno riguardato le stime in calo per la produzione mondiale di grano duro
Fonte foto: © pacheto - Fotolia

L'evento internazionale Durum Days 2019 si è tenuto lo scorso 15 maggio a Foggia e ha riunito tutti i principali attori della filiera.

I primi dati presentati, elaborati dalla società di ricerca Aretè, hanno riguardato le stime in calo per la produzione mondiale di grano duro. Il 2019 si attesterà su una contrazione complessiva del 9%, con picchi di cali produttivi del -32% negli Stati uniti, del -27% in Nord Africa e del -11% e -10% rispettivamente in Canada e Europa.

Per le previsioni produttive italiane, il Crea stima un calo di superfici del 6,5%, che porterà ad una superficie impiegata a grano duro di 1,2 milioni di ettari.
Ancora una volta il clima si intromette. Le forti piogge, le grandinate e le escursioni termiche delle ultime settimane potrebbero creare le condizioni per ulteriori cali produttivi.
Altro dato comunicato dal Crea riguarda il calo, pari al -12% rispetto al 2018, dell'impiego di semente certificata.


Voce agli attori della filiera

"La risposta alla crisi del settore dei seminativi sta in due concetti principali: un nuovo modello di relazioni contrattuali lungo tutta la filiera tutta e tante innovazioni di processo: agricoltura di precisione, agricoltura digitale, ricerca e accesso a politiche di gestione del rischio". Così la Coordinatrice settore grandi colture e servizi dell'Alleanza cooperative agroalimentari Patrizia Marcellini ha aperto i lavori dell'evento moderato da Angelo Frascarelli dell'Università di Perugia.

"Nell'ambito dell'agricoltura digitale - è intervenuto invece il presidente dell'Alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri - si stanno compiendo importanti passi in avanti, come quello avviato dalla cooperazione in materia di tracciabilità della filiera attraverso la blockchain. La sfida a cui le imprese sono chiamate a rispondere è quella di lavorare rispettando l'ambiente e la salute dei consumatori".

Successivamente il microfono è passato al presidente della sezione cereali a paglia di Assosementi Franco Brazzabeni che ha affermato come "Oggi il settore sementiero è al lavoro per fornire alle filiere del made in Italy varietà dall'elevato contenuto proteico e consentire di svincolarci dalle produzioni estere".
 
Grano
(fonte: © Assosementi)

"Le aziende cerealicole - ha ricordato Gian Michele Passarini della giunta nazionale Cia-Agricoltori italiani - hanno compreso da tempo l'importanza della sostenibilità e dell'innovazione, ma non sempre questo si concilia con la sostenibilità economica. Le sfide ambientali non devono spaventare gli agricoltori, i quali non possono solo subire imposizioni ideologiche green che non portano grandi benefici ambientali ma solo aggravi di burocrazia".

La centralità della remunerazione equa di tutti i componenti della filiera è stata sottolineata dal presidente Copagri Franco Verrascina. "E' utile in tal senso puntare con decisione sulla qualità e sugli accordi di filiera per conseguire risultati più soddisfacenti dal punto di vista del reddito. Anche la politica deve fare la sua parte".

Altro tema affrontato nel corso del dibattito dei Durum Days è stato quello del fondo del grano duro che, secondo il presidente di Confagricoltura Foggia Filippo Schiavone "si è rivelato indubbiamente uno strumento valido per sviluppare e incentivare le relazioni contrattuali all'interno della filiera".

Al coro si è unito anche il presidente di Italmopa Cosimo de Sortis. "Il protocollo frumento duro promosso dai principali attori della filiera nel dicembre 2017 è uno strumento virtuoso che necessita tuttavia di essere opportunamente declinato in accordi tra le singole parti della filiera, per evitare che possa configurarsi come il 'libro delle buone intenzioni' privo di risposte adeguate".

Sulle rivendite agrarie ha invece parlato il presidente di Compag Fabio Manara evidenziando che "rivestono un ruolo molto importante nel sistema agricolo nazionale influenzandone i fattori di sviluppo. Il consumatore oggi è in grado di influenzare la gdo poiché le sue scelte creano delle 'imposizioni' al trasformatore, e di conseguenza all'agricoltore. Gli affiliati Compag sono al fianco dell'agricoltore per fornirgli il supporto necessario per una produzione soddisfacente sotto il profilo economico e di difesa e compatibile con le richieste della filiera".

Da Cesare Ronchi, responsabile del progetto Sustainable farming di Barilla e intervenuto in rappresentanza di Unione italiana food è invece partita una affermazione sulla sostenibilità. "E' un tema che impegna tutta la filiera. È quindi importante in questa prospettiva la piena condivisione degli obiettivi e degli strumenti".

La conclusione dei lavori è stata affidata al coordinatore della Commissione agricoltura della conferenza delle regioni Leonardo di Gioia che ha sottolineato: "Le azioni messe in campo dalla politica in questi anni per il sostegno al settore del grano duro sono state tante, anche se non sono state sufficienti a invertire trend e tendenze negative, tant'è che ci sono problemi che ancora restano. Occorre una svolta che non può non passare da interventi forti e da impianti normativi nuovi, anche nella nuova Pac che si va delineando, che partano da un contrasto forte alla burocrazia, che oggi rappresenta un grande freno con il suo peso insostenibile di regole che ostacolano e rallentano la crescita delle imprese agricole".