In breve

  • La minaccia statunitense di un inasprimento dei dazi mette in allarme l'export agroalimentare, dal vino al pecorino.
  • A dispetto delle guerre commerciali presenti e future, i grandi formaggi Dop continuano a conquistare nuovi spazi sui mercati internazionali, imitati dall'ortofrutta.
  • In aiuto alle esportazioni arriva il turismo e ora per promuovere i nostri prodotti si punta sui visitatori che giungono dalla Cina.
  • La corsa del Prosecco rischia di essere fermata da un eccesso di produzione che sta affossando i prezzi. E si bloccano i nuovi vigneti Docg.
  • Gli allevamenti di suini nella morsa di una profonda crisi che prende origine da un eccesso di produzione.
  • Per superare le difficoltà si moltiplicano le intese e le alleanze fra i protagonisti dell'agroalimentare italiano.
  • Una mostra fotografica a Strasburgo per raccontare lo scempio della Xylella, già visto dal vivo dagli ispettori comunitari.
  • In trenta città va in scena un "flash mob" per chiedere lo stop all'impiego di agrofarmaci. Ma c'è chi confonde tonnellate con chili...
  • E a Bari si studia la messa a punto di una applicazione che con una foto e un servizio di consulenza tecnica aiuta a prevenire le invasioni di insetti alloctoni.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Mercati in agitazione

C'è fermento sui mercati dei prodotti agroalimentari, con settori in crescita, altri in affanno e alleanze per cogliere nuove opportunità, mentre su tutti aleggia lo spauracchio dell'inasprimento dei dazi statunitensi.

Ma andiamo con ordine, a iniziare proprio dai timori innescati dal possibile aumento dei dazi alle merci che entrano negli Usa.
Una guerra commerciale, scrive “Avvenire” del 14 aprile, che rischia di compromettere i buoni risultati raggiunti dalle esportazioni di vino italiano.

Preoccupazioni per l'export di vino italiano sono quelle espresse nello stesso giorno da “Il Tempo”, ma forti sono anche i timori per le sorti del pecorino, formaggio che detiene il primato di prodotto caseario più esportato verso gli Usa.
Ben lo sanno i pastori, che per manifestare tutto il loro dissenso hanno invaso Padova con un gregge di mille pecore.
Emblematiche le immagini pubblicate da “Il Gazzettino” del 15 aprile con la grande piazza di Prato della Valle invasa dalle greggi.

Come contromossa, si legge il 18 aprile su "La Stampa", Bruxelles ha allo studio analoghi dazi da imporre sulle merci di provenienza Usa.
Una manovra per evidenziare che una guerra commerciale finirebbe con il danneggiare tutti. La parola finale spetterà all'Organizzazione per i commerci mondiali (Wto) che si esprimerà entro la prossima estate.
 

Chi cresce...

A dispetto di questi conflitti commerciali, continua la crescita dell'export di Grana Padano, come è emerso dai numeri resi noti durante l'assemblea del Consorzio di tutela di questo formaggio, riportati in sintesi da “Brescia Oggi” del 13 aprile.

Non è da meno il "cugino" Parmigiano Reggiano, che pure mostra risultati positivi, tanto da investire 25 milioni di euro in un programma di comunicazione del quale si parla su “Italia Oggi” del 13 aprile.
Ancora su "Italia Oggi", del 18 aprile in questo caso, si commenta una originale iniziativa del Consorzio, che ha predisposto uno spot contro il falso Parmigiano Reggiano. E' destinato ai consumatori del Golfo Persico.

Fra i settori che puntano sulla crescita dell'export troviamo l'ortofrutta, i cui programmi di espansione sono spiegati nell'intervista che il presidente di Fruitimprese, Marco Salvi, ha rilasciato a “Il Resto del Carlino” del 14 aprile.

Più in generale è tutto il segmento agroalimentare che punta sui mercati stranieri, e la conferma si è avuta già all'apertura di Cibus connect, manifestazione che si è svolta a Parma in questi giorni e della quale si parla su “QN” del 15 aprile.

Una spinta alle esportazioni potrà venire poi dai flussi turistici, con una sempre maggiore presenza di visitatori provenienti dalla Cina.
Ne è convinto il ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che intervistato da “Italia Oggi” del 17 aprile afferma di essere al lavoro per favorire questo percorso.
 

...e chi soffre

Nelle stalle si respirano al contrario venti di crisi.
Le maggiori sofferenze si registrano nell'allevamento del suino, con prezzi in caduta libera a causa di una produzione salita oltre le capacità di assorbimento del mercato, secondo il “Corriere di Bologna” del 14 aprile.

Una crisi difficile da risolvere questa del settore suino, tanto da convocare un tavolo a Roma, presso il dicastero Agricolo, per cercare qualche via di uscita.
Ne dà anticipazione “Il Giornale di Brescia” del 14 aprile, annunciando l'appuntamento fissato per il 17 aprile.

Intanto sono in arrivo per le stalle i soldi messi a disposizione dal fondo latte, risorse che andranno a chi ha presentato le relative domande nel 2017.
Lo si apprende da una breve notizia pubblicata il 17 aprile da “Brescia Oggi”.

C'è attenzione per l'andamento dei prezzi dei vini frizzanti e in particolare per il Prosecco, il cui mercato è ormai saturo, stando a quanto scrive il 18 aprile la “Tribuna di Treviso”.
Per evitare un eccesso di offerta si è così deciso di porre un freno alla crescita dei vigneti destinati alle produzioni Docg.
 

Alleanze inaspettate

Il mondo dell'agroalimentare non vuole farsi cogliere impreparato da questi alti e bassi dei mercati sempre più internazionali e, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 16 aprile, si realizzano alleanze anche fra gruppi in teoria fra loro concorrenti.

Sulla stessa scia si colloca la strategia adottata da Vinitaly, che ha scelto di allearsi con una importante manifestazione cinese per proporre il proprio modello espositivo e promuovere i vini italiani, come si apprende il 14 aprile da “La Stampa”, argomento poi approfondito il giorno seguente da “Repubblica”.
 

Soldi per il vino

Per la promozione del vino all'estero, informa “Il Sole 24 Ore” del 12 aprile, arrivano da Stato e Regioni 100 milioni di euro.

In tema di aiuti “Italia Oggi” dello stesso giorno ricorda che in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto con il quale si dà il via ai sostegni per le polizze assicurative destinate al settore agricolo.

Nessun aiuto è invece previsto per le gelate che hanno colpito alcune colture in Emilia Romagna e il “Corriere di Bologna” del 14 aprile dà voce alle proteste per questo mancato riconoscimento dei danni subiti.
 

Xylella in chiave europea

Riconosciuti invece i danni per le gelate e in particolare per gli attacchi della Xyella sugli ulivi pugliesi.
Se ne discute il 13 aprile sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”, che anticipa i contenuti del decreto che sarà poi varato nei giorni successivi.
Ed è ancora la “Gazzetta del Mezzogiorno”, del 16 aprile in questo caso, che torna sull'argomento per confermare il via libera al decreto anti-Xyella, che si arricchisce di numerosi emendamenti e che ora aspetta il passaggio alla Camera.

Intanto la Xylella approda a Stasburgo, per fortuna solo in forma di mostra fotografica durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, per mostrare lo scempio e la devastazione che ha comportato all'olivicoltura pugliese. Un'iniziativa della quale si parla il 15 aprile sul “Nuovo Quotidiano di Brindisi”.

Devastazione che la delegazione europea in visita a Brindisi per monitorare la situazione della Xylella ha potuto toccare con mano.
Tanto da lanciare un vero e proprio allarme dalle pagine del “Quotidiano di Puglia” del 17 aprile, chiedendo azioni forti e urgenti per fermare la malattia.


Agrofarmaci no, agrofarmaci sì

Si collegano al tema delle fitopatologie le polemiche sull'impiego degli agrofarmaci, criminalizzati da una opinione pubblica non sempre correttamente informata, tanto da organizzare un flash mob in trenta città in segno di protesta contro il loro impiego.
Lo si apprende da una breve notizia pubblicata il 14 aprile sul “Quotidiano di Puglia”.

Calca la mano sugli agrofarmaci "Il Manifesto" del 18 aprile, dove si legge "in Puglia con il pretesto dell'emergenza Xylella si stanno imponendo irrorazioni con migliaia di tonnellate di veleni". Confondendo un po' il metro di misura e la gravità dell'emergenza.

Si parla di agrofarmaci anche su “Avvenire” del 16 aprile, in questo caso per mettere in evidenza i progressi sulla sostenibilità ambientale conseguiti dalle attuali formulazioni, frutto di una ricerca costante, costretta a lottare contro una burocrazia opprimente e costosa.
 

Una app anti "invasori"

A volte il ricorso agli agrofarmaci è indispensabile anche per contrastare patogeni "alieni", frutto degli intensi scambi commerciali su scala mondiale.
Contrastare la loro presenza è il compito di una ricerca che ha portato alla messa a punto, sotto la guida dell'entomologo Francesco Porcelli, di una app che consente di tenere sotto controllo la situazione nelle colture, coinvolgendo tutti i cittadini che vorranno trasformarsi in osservatori speciali.
I dettagli del progetto, battezzato InBioAIQua, si possono leggere sul “Quotidiano di Puglia” del 16 aprile.

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