Pomodoro da industria, Coldiretti si accorda con Princes

Siglato ieri a Roma un protocollo d'intesa per la sostenibilità e l'etica che comprende anche un accordo sul "prezzo equo" da pagare agli agricoltori di entità imprecisata e l'utilizzo di una piattaforma digitale blockchain per la tracciabilità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini con l'ambasciatore della Gran Bretagna a Roma, Jill Morris, durante la stipula del protocollo
Fonte foto: © Coldiretti

Coldiretti, Princes industrie alimentari e parte di Princes, primario gruppo internazionale del food&beverage del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, hanno siglato ieri a Roma un accordo nazionale di filiera per la sostenibilità e l'etica della filiera "Pomodoro 100% Italiano".
Ad annunciarlo una nota stampa congiunta di Coldiretti e Princes.

Coldiretti e Princes, società che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione del pomodoro, "Uniscono i propri sforzi per sostenere il made in Italy della filiera del pomodoro valorizzandone l'elevata qualità e l'identità nazionale, con l'obiettivo di ridare competitività a un comparto strategico per l'agricoltura italiana, assicurando un futuro sostenibile e duraturo a tutta la filiera".

Il tutto attraverso la definizione di un accordo di filiera che garantisce: "Produzioni di qualità eccellenti, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale: da sempre obiettivi strategici e distintivi dell'azienda, ora condivisi con Coldiretti".
I coltivatori si vedranno riconosciuto un prezzo di acquisto definito "equo", basato sugli effettivi costi sostenuti per rispettare il disciplinare di produzione previsto dall'accordo di filiera triennale e basato su una equa pianificazione degli investimenti.

Nel contesto dell'accordo, Princes e Coldiretti svilupperanno congiuntamente un'innovativa piattaforma digitale basata sulla tecnologia blockchain che per la prima volta in Italia verrà applicata a un prodotto trasformato industrialmente. La piattaforma garantirà la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera e il rispetto di tutti i requisiti previsti con forti benefici in termini di sicurezza, efficienza e automazione delle transazioni interaziendali.
La blockchain, grazie a registri informatici distribuiti e concatenati, fornirà ulteriore garanzia che il pomodoro provenga da cooperative che rispettano gli standard etici richiesti.

Siglato alla presenza dell'ambasciatore britannico Jill Morris, presso la Repubblica italiana, l'accordo "Rafforza il legame fra l'Italia e il Regno Unito che condivide con il nostro Paese il valore della propria esperienza nel contrasto alle forme di caporalato e promuove la cultura della legalità in una filiera determinante per l'export italiano".


La posizione dell'Oi Pomodoro da industria Bacino Centro - Sud Italia

L'accordo è coinciso con l'insediamento del comitato di coordinamento dell'Organismo interprofessionale per il pomodoro da industria del Bacino del Centro – Sud Italia.
La nuova Oi, fresca di riconoscimento ministeriale e insediati gli organismi dirigenti, si appresta ad approvare, il prossimo 27 febbraio, l'accordo distrettuale generale del pomodoro da industria che conterrà regole condivise per la disciplina e la promozione della filiera in chiave sostenibile ed eticamente orientata.

"Il protocollo d'intesa tra Princes e Coldiretti è eccellente nella sostanza, ma devastante nella forma – commenta per AgroNotizie il presidente della Oi, Guglielmo Vaccaro – Ci sono tanti elementi positivi che ben potrebbero essere a disposizione dell'intera filiera, non si comprende perciò il perché di un accordo separato tra una singola organizzazione agricola, per quanto rappresentativa ed una singola azienda industriale, per quanto importante. Il tempo ci dirà qualcosa in più sulla effettiva realizzazione dei tanti buoni propositi annunciati ieri. Per parte sua la Oi presto insedierà la consulta etica con al suo interno personalità di rilievo nazionale e i gruppi di lavoro per la definizione delle regole che, ai sensi di legge, laddove approvate dalla maggioranza qualificata, saranno obbligatorie anche per le aziende che si muovono ancora in autonomia".


I contenuti dell'accordo Coldiretti - Princes

I produttori associati a Coldiretti che sottoscriveranno questo contratto di filiera si impegnano a rispettare un disciplinare di produzione definito "altamente sfidante, in grado di garantire produzioni di qualità eccellenti, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale, elementi imprescindibili per assicurare un futuro prospero alla filiera del pomodoro pugliese" è scritto in una nota congiunta tra l'organizzazione agricole e l'azienda.

Princes offre ai produttori associati a Coldiretti la possibilità di sottoscrivere "contratti di fornitura della durata di 3 anni, introducendo così un'innovazione senza precedenti per la filiera in Italia, riconoscendo anche un prezzo equo per il pomodoro, cioè basato sugli effettivi costi sostenuti - recita la nota, che non entra però nel dettaglio tecnico, non si enunciano prezzi minimi e relative condizioni per le quali i contratti di filiera normalmente prevedono un premio.

Princes è a fianco di Coldiretti nella sua battaglia contro l'Italian sounding e questo accordo contribuirà a contrastare il fenomeno, valorizzando in maniera univoca la qualità inimitabile del pomodoro pugliese.

Riconoscendo la determinazione e l'impegno di Princes a favore della promozione degli standard etici nei rapporti di lavoro e consapevoli dell'importanza di unire le forze nella lotta al caporalato, i lavoratori agricoli impiegati nei contratti di filiera, grazie alla collaborazione con la Federazione provinciale di Foggia, potranno usufruire del trasporto pubblico presso i campi di pomodoro in forma gratuita in attuazione della Delibera della Giunta regionale della Puglia dell' 11 luglio 2018, n. 1261 e garantendo così i massimi livelli di sicurezza.

I produttori agricoli, inoltre "potranno accedere a forme agevolate di credito all'impresa e beneficiare di servizi di consulenza specialistica per l'accesso agli aiuti nazionali e comunitari previsti per il settore agricolo. Specifici percorsi formativi saranno inoltre realizzati per l'innovazione della filiera del pomodoro nella direzione della sostenibilità ambientale: come la riduzione del consumo energetico e di acqua".


La dichiarazione di Prandini

"L'accordo rientra nell'azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale promossa da Coldiretti per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita ci sia un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con un'equa distribuzione del valore – sottolinea Ettore Prandini, presidente di Coldiretti - Ma l'intesa con Princes rappresenta anche un prezioso volano di sviluppo per il territorio del Mezzogiorno, dove l'agricoltura si dimostra un settore capace di garantire lavoro e opportunità di futuro".


La dichiarazione di Laviola (Ad Princes)

"Siamo orgogliosi di condividere con Coldiretti il nostro impegno quotidiano per sostenere la filiera del pomodoro pugliese basandoci sull'applicazione di pratiche di lavoro etico e su condizioni economiche eque e sostenibili per tutti i nostri fornitori di pomodoro. Nell'ambito del nostro impegno, crediamo che questo contratto di filiera sia un'ulteriore accelerazione e una pietra miliare per il futuro di tutto il settore - commenta Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes industrie alimentari – e speriamo venga presto seguito da altri attori della filiera, con i quali siamo sempre disponibili a condividere obiettivi comuni".

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