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Smau 2018 premia l'innovazione in agricoltura made in Sud

Frutta tropicale, tartufaie e antiche varietà frutticole: i riconoscimenti sono andati a tre imprese agricole condotte da giovani iscritti all'Anga Confagricoltura. Premiato anche l'Istituto zooprofilattico per il Mezzogiorno

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento della partecipazione a Smau Napoli dei giovani imprenditori premiati
Fonte foto: © Confagricoltura Campania

A Napoli - nel quadro dello Smau alla Mostra d’Oltremare - sono stati conferiti i Premi Smau 2008 per l’Innovazione. Tra i premiati ci sono delle interessanti realtà del Mezzogiorno d’Italia. A cominciare da tre imprese agricole condotte da giovani imprenditori soci Anga Confagricoltura: due campane – Berolà Distilleria Agricola e Azienda agricola vivaistica Pozzuto - ed una siciliana, Maruzza Cupane, produttrice di frutta tropicale e agrumi.

Smau si definisce come "l'evento di riferimento nei settori Innovazione e digitale per imprese ed enti locali" e il premio Smau per l’innovazione è destinato alle idee imprenditoriali che hanno dimostrato capacità di sviluppare nuovi prodotti, originali metodologie di processo ed aprire canali di mercato inediti utilizzando le tecnologie più avanzate.
Tra i premiati anche l’Istituto zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno di Portici (Napoli), per essere stato il primo a sperimentare il Database autonomo ATP (Autonomous Transaction Processing) sul cloud Oracle.
 

Le tre imprese agricole giovani e innovative

“Questo premio Smau che ha raggiunto due nostre imprese campane ed una siciliana – afferma Palumbo, presidente di Anga Campania – ci riempie d’orgoglio e al tempo stesso è la manifestazione plastica di quanto sia importante il ricambio generazionale in agricoltura, che porta con sé innovazione e nuovo dinamismo imprenditoriale”.

Sulle tecnologie innovative si è giocato tutto Gianmarco Pozzuto, azienda vivaistica in agro di San Marco dei Cavoti (Benevento), specializzata in alberi micorizzati per la produzione di tartufi: su 10 ettari complessivi ha tartufaie, grazie alle quali in un moderno laboratorio sterile seleziona le varietà di miceti eduli. Ed una serra completamente automatizzata, dotata di sensori, da dove escono gli alberi pronti per dare vita a nuove tartufaie “particolarmente indicate per la ricomposizione di versanti percorsi dal fuoco, ma anche per la riconversione di seminativi" spiega Pozzuto.

Altro pezzo forte la Distilleria Agricola Berolà, condotta dal chimico Antonio Di Mattia in quel di Portico di Caserta: tre ettari di frutteto coltivato con antiche varietà, come la “mela limoncella”, acquisite anche presso aziende amiche ed una distilleria, localizzata in un casolare di famiglia, dove ottiene acquaviti da frutta, approdo di una passione per questo processo produttivo nato sui banchi dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e perfezionata con stage formativi a Bassano del Grappa: “Puntiamo ad un prodotto che si faccia notare per la scarsità della materia prima e per la sostanziale unicità, in modo da poter raggiungere una clientela fatta di ristoranti stellati e di operatori che gradiscono le produzioni artigianali" dice Di Mattia.

In località Rocca di Caprileone, in provincia di Messina, c’è l’azienda agrumicola e frutticola di Maruzza Cupane, che ha scelto di coltivare su quattro ettari di terreni sciolti avocado e mango in regime di biologico, sulla base di uno studio dell’Università di Palermo. “L’azienda è in conversione e non ha ancora raggiunto il picco di produzione, ma i risultati già si vedono, e coltivare le tropicali sta facendo sì che in azienda si siano sviluppate tecniche di drenaggio, per evitare marciume e asfissia radicale, che stanno aiutando anche gli altri sei ettari dove è impiantato l’agrumeto”.
E non è tutto: “Inoltre il commercio elettronico e la vendita diretta sono di aiuto allo sviluppo di prodotti di qualità – conclude l’imprenditrice - perché specie sulla frutta tropicale serve capire, al di là degli standard agronomici, quali siano le reali esigenze dei consumatori”.
 

Lo Zooprofilattico di Portici mette in sicurezza i dati di laboratorio

L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici (Napoli) ha vinto il premio Innovazione Smau 2018 per l’utilizzo del sistema di gestione dati Sigla (Sistema informativo di gestione dei laboratori), progettato insieme alla società informatica Krene. Il sistema gestisce le attività di accettazione di campioni, di produzione dei risultati delle prove, di emissione dei rapporti di prova, di inoltro agli utenti attraverso Siglaweb e di produzione dati per le rendicontazioni e per le statistiche di base effettuate sulle diverse unità operative dell’Izsm. Solo nel 2017 Sigla ha gestito circa 3 milioni di esami attraverso l’attività di 300 operatori interni e 1500 utenti esterni.

“La sicurezza dei dati è un elemento imprescindibile per il nostro lavoro. Questa innovazione è una esperienza che incrementerà ulteriormente performance e sicurezza. Il sistema è in fase di sperimentazione e, una volta dimostrata la sua validità, sarà possibile estendere questa modalità di lavoro anche agli altri Istituti zooprofilattici italiani" sottolinea il direttore generale Antonio Limone.

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