Prima di scegliere la coltura da piantare in un nuovo campo o l'approccio agronomico allo stesso, ogni buon agricoltore esegue delle analisi del terreno per capirne la composizione. Ogni appezzamento ha un suolo differente dall'altro e può capitare che anche all'interno di una stessa area il terreno cambi da zona a zona. Capita poi che la composizione si modifichi nel corso del tempo per effetto delle lavorazioni del terreno, delle concimazioni e delle colture piantate di anno in anno.

E' raro però che gli agricoltori analizzino il suolo più di una volta. Corrono dunque il rischio che col passare del tempo i presupposti alla base loro decisioni cambino. Questo è ancora più vero nei paesi in via di sviluppo, dove l'analisi del terreno è un costo che in pochi si possono permettere.

Per offrire agli agricoltori uno strumento economico e affidabile Ibm ha sviluppato in Brasile AgroPad. Si tratta di un sistema di analisi di acqua e suolo che può essere utilizzato in campo e si basa su due dispositivi: una striscia di carta delle dimensioni di un biglietto da visita dotata di un chip microfluidico (simile per funzionamento alle cartine di tornasole) e lo smartphone che ormai tutti hanno in tasca.

L'agricoltore preleva un campione di acqua o di suolo direttamente in campo e fa cadere alcune gocce sul sensore cartaceo. In meno di dieci secondi le sostanze reagenti colorano la carta svelando la presenza e la quantità di elementi come cloro, alluminio, magnesio, biossido di azoto, oltre al pH (ma possono anche essere altri, a seconda delle esigenze).


Una analisi visiva dell'intensità del colore, direttamente correlata alla quantità di sostanza presente nell'acqua o nel suolo, sarebbe poco accurata. Così i ricercatori brasiliani di Ibm hanno sviluppato una app attraverso la quale l'agricoltore può scattare una istantanea del foglio. L'immagine viene caricata in cloud ed elaborata da algoritmi sofisticati che restituiscono all'operatore una stima affidabile della presenza degli elementi.
 

Dati e potenza di calcolo a vantaggio dell'agricoltura

"Questo è un sistema facile da usare, economico e affidabile che mette gli agricoltori di tutto il mondo nelle condizioni di testare la composizione di acqua e suolo del proprio campo anche più volte l'anno", spiega ad AgroNotizie Pietro Leo, chief scientist and research strategist di Ibm. "I dati che noi gestiamo, è bene dirlo, sono dell'agricoltore che ne può disporne come meglio crede".

A livello aggregato tuttavia i dati forniti da AgroPad potrebbero svelare informazioni importanti sulla qualità del suolo di una regione. Ogni analisi viene infatti georeferenziata (usando i dati Gps dello smartphone) e nel corso del tempo si va creando così una sorta di mappa di una intera regione attraverso la quale ricercatori ed enti pubblici potrebbero estrapolare dati sui mutamenti della composizione del suolo.

AgroPad è ancora in forma di prototipo e la sua commercializzazione non è alle porte. Ma si inserisce nella strategia più ampia di Ibm di sviluppo di servizi all'agricoltura e al mondo agrofood. La società statunitense ha infatti lanciato una sua piattaforma per garantire la tracciabilità degli alimenti tramite la tecnologia blockchain e poche settimane fa ha annunciato lo sviluppo di una suite di servizi dedicati al precision farming.

"AgroPad è uno strumento attraverso il quale l'agricoltore può ottenere dati relativi al proprio campo. Questi dati però presi singolarmente hanno una utilità limitata, ma diventano preziosi se inseriti in sistemi più complessi di supporto alle decisioni", spiega Leo. "Conoscendo la tipologia di suolo, la sua composizione, la varietà di pianta seminata, l'andamento climatico e altre variabili è possibile sviluppare modelli di previsione della crescita delle piante, così come dello sviluppo di patogeni. In questo modo semplici dati, aggregati e analizzati da piattaforme cloud, possono fornire all'agricoltore consigli utili per la conduzione del campo".

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