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Riso, clausola di salvaguardia in arrivo?

A seguito di un'inchiesta sulle importazioni del cereale provenienti da Cambogia, Myanmar e altri paesi del Sud Est asiatico, la Commissione Ue ha proposto di applicare dei dazi per tre anni. Ora si attende il voto dei governi nazionali

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Soddisfazione da parte dell'Ente nazionale risi per la conclusione a cui è giunta la Commissione europea
Fonte foto: © Suthin - Adobe Stock

Riso, la Commissione europea propone la clausola di salvaguardia dell'Ue per le importazioni da Cambogia, Myanmar e altri paesi del Sud Est asiatico. A fine anno o inizio 2019 il voto dei governi nazionali. Proposta una tariffa doganale pari a 175,00 euro/tonnellata per il primo anno e poi a scendere. Soddisfatto l'Ente nazionale risi: "Ue prende atto dei danni alla produzione europea delle importazioni a costo zero".
 

La Commissione europea applica la clausola di salvaguardia del riso europeo

Dopo aver analizzato i risultati dell'inchiesta, aperta il 16 marzo 2018, sulle importazioni di riso provenienti da Cambogia, Myanmar e altri paesi del Sud Est asiatico, la Commissione europea è giunta alla conclusione di dover ricorrere alla clausola di salvaguardia che consisterà nell'applicare alle importazioni da tali paesi dazi per un periodo di tre anni.

La Commissione europea propone di applicare la tariffa doganale pari a 175,00 euro/tonnellata per il primo anno e in misura ridotta per il secondo e terzo anno. La procedura è ancora aperta. Dopo aver raccolto tutti i commenti delle parti coinvolte e le informazioni necessarie, la Commissione europea consulterà gli Stati membri nell'attesa di prendere la decisione definitiva. La Commissione europea intende concludere l'indagine all'inizio del 2019.
 

Clausola di salvaguardia, di cosa si tratta

Il trattato istitutivo della Comunità europea ha previsto una serie di disposizioni miranti a permettere la deroga alle regole del trattato stesso. Tali disposizioni sono definite "clausole di salvaguardia". La caratteristica principale delle clausole di salvaguardia è l'impossibilità che uno Stato possa applicarle in maniera diretta ed esclusiva poiché è sempre previsto l'intervento delle autorità comunitarie. La Commissione europea, in questo caso, ha proposto l'attivazione della clausola di salvaguardia, attivazione che verrà adesso votata dai governi nazionali in sede di Consiglio Ue - fine 2018 inizio 2019 - e solo successivamente potrà entrare in vigore.

Questi strumenti sono stati concepiti per affrontare il problema degli improvvisi aumenti delle importazioni che causano gravi danni ai produttori nazionali. Le misure di salvaguardia sono restrizioni contingenti alle importazioni adottate temporaneamente per far fronte a circostanze particolari come una improvvisa impennata delle importazioni. Attualmente esistono due tipi di necessità per le quali è possibile un'autorizzata azione di salvaguardia, ossia un'impennata nel volume delle importazioni e un forte calo dei prezzi delle importazioni.
 

Soddisfatto l'Ente nazionale risi

"La Commissione europea ha dovuto prendere atto dell’esistenza di un danno reale provocato al riso europeo dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar" ha dichiarato Paolo Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi.
"Questa decisione è un risultato storico che premia chi, come l'Ente nazionale risi, ha creduto nel diritto e nei numeri - continua il presidente Carrà - grazie ad un lungo lavoro di analisi dei nostri uffici e dei legali incaricati, nonché alla collaborazione del ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) e del ministero dello Sviluppo economico (Mise)".
 

Gli effetti in Italia del riso del Sud Est asiatico

"Non abbiamo mai abbandonato un attimo i nostri risicoltori" hanno dichiarato Patrizia Toia, capo delegazione degli eurodeputati Pd e Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. "E' un primo importante risultato il riconoscimento Ue dei danni che subiscono i produttori italiani dalle importazioni di riso a dazio zero da Cambogia e Birmania" hanno affermato gli eurodeputati.

"Questo risultato è frutto di un lavoro di squadra iniziato nel luglio 2017 con una lettera di denuncia sulla situazione del settore risicolo al commissario europeo al Commercio estero Cecilia Malmstrom" hanno concluso.

In collaborazione con Irene Amenta

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura import/export mercati unione europea

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