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Grano duro, quotazioni di nuovo all'insegna della stabilità

Prezzi fermi a Foggia per il prodotto pastificabile dove per la seconda volta consecutiva i valori all'origine rilevati da Ismea (225-230 euro/tonnellata) risultano superiori di 5 euro a quelli all'ingrosso fissati dalla Borsa merci (220-225 euro/tonnellata)

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Grano duro mercantile e buono mercantile permangono tra i non quotati da inizio campagna
Fonte foto: © Tyler Olson - Fotolia

mercati del grano duro fino nazionale in Puglia denotano un ritorno alla stabilità, iniziata già tre settimane fa sui prezzi all'origine e con tutti i valori all'ingrosso fermi ieri, primo agosto 2018, sulle stesse quotazioni del 25 luglio scorso, quando invece si erano osservati ribassi sul prodotto top di gamma e sui grani slavati nell'ordine di 5 euro alla tonnellata.

Dopo il calo del 4,2% che aveva condotto i prezzi all'origine rilevati da Ismea sulla piazza di Foggia l'11 luglio a 225 euro la tonnellata sui valori minimi e 230 euro sui massimi, fino al 25 luglio tali stessi valori vengono confermati per la terza volta, mantenendosi per la seconda rilevazione consecutiva al di sopra dei valori praticati ieri all'ingrosso: 220 euro sui minimi e 225 euro sui massimi.

Nella seduta di ieri l'Osservatorio prezzi della Camera di commercio della Capitanata - nel registrare il ritorno alla stabilità per il grano duro fino all'ingrosso - ha anche rilevato la complessiva stasi di tutte e tre le qualità di grano duro slavato e del biologico, giunto alla sua quinta seduta.


Prezzi all'ingrosso

A Foggia il grano duro fino all'ingrosso della nuova mietitura ha messo a segno, ieri, la sesta quotazione di stagione rilevata alla Borsa merci della Camera di commercio dall'Osservatorio prezzi: 220,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 225,00 di prezzo massimo alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" per il cereale in buone condizioni e con un contenuto proteico minimo del 12,5%. Stabile quindi sulla quotazione del 25 luglio e superiore a quelle del 23 maggio scorso di 20 euro alla tonnellata.

Il prezzo di ieri non è raffrontabile a quello dell'analoga seduta della passata campagna commerciale, poiché il 2 agosto 2017 il grano duro fino a Foggia risultò non quotato. Storia in fase di scrittura invece per la quotazione del grano duro biologico, fissato per la prima volta il 4 luglio 2018 a 360-365 euro alla tonnellata e riconfermato sugli stessi valori anche ieri e per la quinta volta consecutiva.

Dopo due flessioni consecutive pervengono invece a stabilità le quotazioni dei grani duri slavati: tutte le categorie sono ferme ieri, sia nei valori minimi che nei massimi, alle quotazioni di fine luglio. Il prodotto slavato da 77-78 kg ogni 100 litri di volume, è stato fissato ieri a 208 euro sui minimi 213 sui massimi. Stessa scena anche nella categoria dei grani duri slavati che pervengono alla quinta quotazione: quelli con peso litrico inferiore a quello del grano duro fino. Fermo a 198 euro alla tonnellata sui minimi 203 sui valori massimi il cereale da 75-76 kg di peso per ogni 100 litri. E non si muove  da 188-193 euro/tonnellata anche il grano con meno di 75 kg per 100 litri di volume.

Continuano a non essere quotati all'ingrosso sulla piazza di Foggia i grani duri di qualità "Buono mercantile" e "Mercantile", segno evidente che tutto il grano valutato in Borsa merci presenta un elevato tenore di proteine.


Prezzi all'origine

Ismea ha rilevato, il 25 luglio 2018, i prezzi all'origine del grano duro fino fermi a 225 euro a tonnellata sui valori minimi e 230 sui massimi alle condizioni di "franco magazzino-partenza": gli stessi del 18 luglio e dell'11 luglio, quando invece si era accusata una perdita secca di 10 euro/tonnellata sul 4 luglio. I valori del 25 luglio scorso attestano in ogni caso un rialzo del 12,5% rispetto al 20 giugno, quando i prezzi all'origine rilevati dall'Istituto erano pari a 200 euro a tonnellata sui valori minimi e 205,00 sui massimi.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura prezzi mercati grano

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