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Innovazione, ecco le sei grandi tendenze del momento

Dai batteri buoni all'intelligenza artificiale. Ecco le sei grandi tendenze che promettono di rivoluzionare l'agricoltura

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il microbiota promette di rendere l'agricoltura più sostenibile e produttiva
Fonte foto: Pivot Bio

Chi pensa che l'agricoltura sia un settore con poca innovazione si sbaglia di grosso. Negli ultimi anni a livello globale si sono fatti passi da gigante verso produzioni più efficienti e rispettose dell'ambiente. E se fino a pochi anni fa i grandi fondi di investimento non guardavano all'agricoltura come ad un settore lucrativo, oggi fanno a gara per investire. Nel 2017 ben 4 miliardi di dollari sono confluiti nell'AgTech. E quest'anno ci dovrebbe essere un ulteriore aumento.

Ma quali sono i settori a cui gli investitori guardano e che promettono di cambiare il modo in cui il cibo viene prodotto? Ecco la top six.
 

Genome editing

Il miglioramento genetico è sempre stato a fondamento dell'agricoltura, fin dai tempi antichi. Oggi esistono delle tecniche che permettono ai ricercatori di ottenere piante più produttive e resistenti alle malattie in modo veloce e sicuro. Parliamo di genome editing, una categoria di tecniche all'interno della quale il Crispr-Cas9 è certamente la più famosa.

Niente Ogm transgenici, ma piante come potrebbero nascere in natura. In questa intervista Pierdomenico Perata, rettore della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, spiega bene di che cosa si tratta. Facendo un paragone, gli Ogm transgenici sono come libri in cui sono stati inseriti paragrafi provenienti da altri volumi. Le piante modificate tramite genome editing invece hanno solo paragrafi invertiti o eliminati. Piccole modifiche che però potrebbero aiutare gli agricoltori a sfamare una umanità in crescita.
 

Cloud biology

Al gene editing si deve aggiungere la cloud biology. La possibilità cioè di simulare modifiche genetiche in un organismo attraverso l'uso di modelli matematici e potenti calcolatori. Invece di intervenire in laboratorio sulle piante, con costi e tempistiche rilevanti, la cloud biology permette di simulare tutto al computer. Per poi poter andare a colpo sicuro.

Un sistema che viene usato dalle grandi multinazionali che sviluppano agrofarmaci per simulare l'interazione tra le molecole. I supercomputer e l'intelligenza artificiale aiutano i ricercatori ad identificare quali molecole possono svolgere una funzione di difesa o di diserbo e sono anche in grado di identificare quale molecola ha il miglior impatto ambientale o offre una migliore diluizione in acqua o miscelazione con altri principi attivi.
 

Alternative agli antibiotici

Oggi la resistenza dei batteri agli antibiotici è una minaccia a livello globale alla salute umana e animale. L'Unione europea sta restringendo l'uso di queste sostanze negli allevamenti e anche i consumatori sono sempre più sensibili al tema. Perché allora non individuare alternative efficaci agli antibiotici.

Gli antibiotici distruggono qualunque tipo di batterio che incontrano, buono o cattivo. Ricercatori stanno però lavorando per migliorare il sistema immunitario degli animali perché riconoscano e combattano meglio i patogeni. Ma come? Una strada è quella di sviluppare piante che producano particolari molecole benefiche per gli animali. La vacca rumina e si cura. C'è poi la possibilità di mettere a punto virus che invece degli animali attacchino i batteri (phage vaccines), un modo efficace di curarsi.


Microbiota

Nella cura di animali e piante i ricercatori stanno lavorando anche sul microbiota, la comunità di batteri che vive all'interno di ogni organismo superiore e che ha un ruolo fondamentale nell'istruire il sistema immunitario. Un microbiota vario e in salute si traduce in una maggiore resistenza della pianta o dell'animale agli attacchi di microrganismi.

Ma non solo. Il microbiota gioca un ruolo fondamentale nella nutrizione delle colture. I batteri che vivono nel suolo decompongono la materia organica rendendo biodisponibili alcuni microelementi essenziali per i vegetali. Ma i microrganismi 'buoni', che si cibano degli essudati radicali delle piante, sintetizzano anche ormoni vegetali, come le auxine, che promuovono la crescita della pianta stessa.
 

Tecnologie post raccolta

In alcuni settori merceologici le perdite di prodotto nelle fasi post raccolta sono molto elevate. Basti pensare alla quarta gamma, in cui il prodotto deperisce molto velocemente. Oppure a frutti, come le pere, che una volta estratte dalle celle frigorifere possono sviluppare patologie fungine. O anche ai prodotti freschi esotici o fuori stagione che devono affrontare lunghi viaggi prima di arrivare a destinazione.

Diverse aziende e startup stanno cercando delle soluzioni per aumentare la shelf life dei prodotti. Ad esempio rivestendoli di microfilm naturali che blocchino la traspirazione e facciano da barriera per i patogeni. Oppure selezionando batteri o funghi 'buoni' i cui metaboliti concorrono alla difesa dei prodotti.
 

Tracciabilità

E' l'altro grande filone in cui gli investimenti sono ingenti. Un filone in cui anche le big della Gdo, da Tesco a Walmart fino a Carrefour stanno investendo. Tracciabilità oggi è sinonimo di blockchain. Una tecnologia di gestione dei dati che usa la crittografia e il principio del database diffuso per rendere le informazioni sicure e non modificabili.

Un sistema in cui molti stanno investendo e che è utilissimo in caso di contaminazioni che richiedono il ritiro di prodotti dal mercato. Molte compagnie stanno anche investendo sulla blockchain per offrire al consumatore certezze sull'origine del prodotto. Ma su questa applicazione resta sempre l'incognita di chi certifica il dato di partenza.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione tracciabilita genetica antibiotici

Rubrica: AgroInnovAzione

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