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Alimentazione e nutrizione, la sostenibilità per Barilla

"L'Ue deve passare da una Politica agricola comune a una Politica agroalimentare comune" ha affermato Paolo Barilla nel corso del forum organizzato a Bruxelles, nel quale si è parlato anche di educazione, giovani e sviluppo rurale

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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La fondazione offre il suo impegno per la creazione di canali di comunicazione per contribuire a sensibilizzare sul tema
Fonte foto: © Kurhan - Fotolia

Forum internazionale sull'alimentazione e nutrizione organizzato dal Barilla center for food & nutrition (Bcfn) a Bruxelles con focus sullo sviluppo sostenibile e le migrazioni. "Serve una food revolution e una nuova visione della Politica agricola comune (Pac)". Teorizzata una "Politica agroalimentare comune" che includa obiettivi di sostenibilità e salute a livello europeo, e un gruppo intergovernativo su alimentazione e nutrizione.

Mediterraneo e sviluppo rurale restano una sfida da affrontare in tempi stretti. Tra le soluzioni proposte, un maggior focus su educazione e l'inclusione di giovani e donne nella produzione agroalimentare.
 

Migrazioni e insicurezza alimentare

Oltre 38 milioni di persone - il 14,9% del totale - che abitano nella zona mediterranea, lasciano il proprio paese a causa dell'insicurezza alimentare. Tra le cause principali di questi spostamenti troviamo il cambiamento climatico che rende impossibile determinate produzioni alimentari. Secondo gli esperti presenti al forum, la produzione alimentare europea contribuisce al cambiamento climatico a causa delle emissioni di CO2: nel dettaglio, il settore primario agricolo nell'Europa a 28, produce il 10% delle emissioni totali di gas a effetto serra, percentuale che sale ulteriormente al 20-35% se consideriamo tutto il settore alimentare.
 

Verso una Politica agroalimentare comune

"L'Ue deve passare da una Politica agricola comune - orientata all'aumento della produzione - a una Politica agroalimentare comune che includa obiettivi di rendimento per la nutrizione e la salute" ha dichiarato Paolo Barilla, vicepresidente del Bcfn.

Cibo, nutrizione, salute e sostenibilità, questi sono gli elementi fondamentali che secondo la fondazione devono essere inclusi nella nuova Pac. A questo scopo, viene ritenuto fondamentale il contributo dei giovani e delle donne nel sistema agroalimentare. "Questo cambiamento epocale passa da tanti fattori - continua Barilla - uno di questi sono i giovani e le donne, portatori da sempre di valori di cambiamento. Purtroppo, solo il 6% del totale degli agricoltori in Europa ha meno di 35 anni, mentre meno di 1/3 degli agricoltori più anziani è donna".
"La nuova Pac - sottolinea il vicepresidente del Bcfn - dovrà tener conto di questi elementi per essere pensata in ottica più innovativa".
 

Gruppo intergovernativo su alimentazione e nutrizione

Il gruppo della fondazione si è offerto di farsi promotore della formazione di un "Gruppo intergovernativo su alimentazione e nutrizione" sulla falsariga del panel intergovernativo sul clima che ha portato alla Cop21 e agli accordi di Parigi.
Secondo la Bcfn è necessario sviluppare un approccio globale e multidisciplinare rispetto alle tematiche dell'alimentazione, della nutrizione, delle migrazioni e della sostenibilità ambientale, un approccio che in questo momento non c'è.
 

La sfida: Mediterraneo e sviluppo rurale

Il Bcfn invita pertanto a tenere conto dell'importanza dello sviluppo rurale sostenibile e di investire in tale settore a seconda del contesto in cui ci si trova - l'area mediterranea avrà certamente bisogno di politiche d'investimenti diverse rispetto ai paesi che si affacciano nel Mar Baltico. Tenere conto delle necessità dei paesi non vuol dire abbandonare la prospettiva globale e l'approccio olistico al sistema che per Bcfn è fondamentale per poter cambiare l'esistente.

Importante è anche il combattere lo sfruttamento dei migranti nel settore della produzione agroalimentare, una pratica molto diffusa in tutti i paesi Ue.
 

Food sustainability index

Si tratta di un indice sviluppato dalla fondazione in collaborazione con The economist intelligence unit che analizza la sostenibilità alimentare di 34 paesi rappresentanti l'87% del Pil globale e 2/3 della popolazione mondiale ed è uno strumento che il Bcfn vuole mettere a disposizione dei governi per intercettare i casi virtuosi nel settore.

L'Italia si è dimostrata virtuosa per quanto riguarda la "Water scarcity" e il "Water management", mentre la Germania ha portato avanti importanti investimenti in ricerca e sviluppo in ambito agroalimentare.
 

Investire sull'educazione

La fondazione offre il suo impegno per la creazione di canali di comunicazione per contribuire a sensibilizzare sul tema dell'alimentazione e della nutrizione diretto sia verso le istituzioni sia verso i cittadini. In questo senso, il Food sustainability index, servirà ad individuare i principali soggetti politici responsabili a tutti livelli, da quello locale a quello continentale nelle politiche del settore agroalimentare.

Per i giovani, il Bcfn ha creato l'iniziativa Bcfn yes! (Young earth solutions), un progetto che coinvolge i giovani in prima persona in azioni sostenibili per l'ambiente. Per i giovani professionisti ed universitari la fondazione mette a disposizione il Massive open online course sui "Sistemi alimentari sostenibili: una prospettiva mediterranea": un grande servizio per le generazioni future.
 
 
In collaborazione con Eleonora Vasques

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