Consorzio agrario Emilia: bilancio ok

Diminuiscono i debiti, gestione oculata dei costi e riorganizzazione interna generano un Ebitda a quota 5,3 milioni di margine operativo, con un bilancio solido che sfiora i 245 milioni di euro

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L'intervento del presidente del Consorzio agrario dell’Emilia, Ferro, con il direttore Cremonini

E' stato approvato all'unanimità il bilancio 2017 che sfiora i 245 milioni di euro del Consorzio agrario dell’Emilia, proiettando, nei numeri, dati rassicuranti che confermano un trend positivo globale nonostante si siano fatti conti salati con l’annus horribilis agrario che ha generato ripercussioni negative del clima sulle materie prime in particolare dovute alla siccità epocale che ha colpito il territorio dai primi mesi del 2017 provocando su scala nazionale un calo di oltre il 4% del Pil del settore agricoltura (che è sceso così a 28 miliardi di euro, il valore più basso di questi ultimi cinque anni).

L’andamento in generale negativo dei prezzi delle varie produzioni ha inciso in modo evidente e per i soci troppo spesso la Plv, Produzione lorda vendibile, non è stata nemmeno sufficiente per coprire i costi di produzione.
Uno scenario non certo agevole in cui il Cae ha operato nei 12 mesi passati ed è proprio in questo contesto che, grazie ad azioni gestionali mirate e a contratti di filiera ad hoc che tutelano e promuovono la qualità del prodotto salubre ed il suo valore economico, la governance consortile ha puntato con convinzione per raggiungere i traguardi approvati ora dall’assemblea.

I dati presentati all’Assemblea generale, che si è tenuta lo scorso 4 giugno nella sede di San Giorgio di Piano (Bo), evidenziano tangibili segnali economico finanziari che poggiano su basi solide e consentono ai soci di guardare al futuro di un gruppo che opera a 360° nelle filiere a supporto delle imprese agricole, con rinnovato ottimismo e mantenendo salda la direzione indicata dal Piano industriale approvato.

Di certificata rilevanza si sono dimostrate tutte le attività che il Consorzio agrario dell’Emilia ha svolto in modo sinergico con le società collegate, Sis, Emilcap, Eurocap Petroli e Qs, con le quali, attraverso il coordinamento a livello nazionale di Consorzi agrari italiani, si è cercato di promuovere tutte le possibili sinergie di gruppo a conseguente vantaggio degli associati.

Altro elemento certamente non trascurabile è rappresentato dai contratti di filiera che tutelano il prodotto e che hanno giocato un ruolo da veri protagonisti: l’accordo quadro Barilla per il frumento duro, alcuni importanti contratti di filiera con le varietà di grano duro Cesare e Marco Aurelio, il contratto filiera latte per il mais, sono oggi un ventaglio completo di proposte che mettono al centro il punto di incontro tra la qualità e salubrità del prodotto italiano da tutelare e la garanzia economica per chi produce e nello scenario del mercato globale potrebbe trovarsi disorientato senza questi supporti strategici che assicurano reddito al proprio lavoro.
 

I numeri del Consorzio

La gestione d’impresa virtuosa dunque arriva soprattutto da un’oculata gestione manageriale dei costi di azienda che nel 2017 hanno consentito risparmi per oltre 5 milioni di euro attraverso opere di riorganizzazione, ottimizzazione ed efficienza: i costi generali infatti sono diminuiti di 2,5 milioni con una riduzione uniforme di tutte le spese riguardanti affitti, utenze, manutenzioni, consulenze specifiche. Stessa sorte per le spese del personale che diminuiscono di circa 2 milioni di euro oltre agli interessi e altri oneri finanziari che si sono ridotti di circa 500mila euro per effetto della minore esposizione creditizia e del ricorso a forme finanziarie a costo ribassato.

Tutto ciò ha determinato un Ebitda di 5,3 milioni di euro contro 1,5 milioni di euro dello scorso anno. Performance di ottimo livello anche quella scaturita dalla diminuzione del debito verso gli istituti di credito e della posizione finanziaria netta per un valore di rilievo di oltre 5,5 milioni di euro generato dalle attività di management volte a migliorare la gestione del capitale circolante (clienti, fornitori, giacenze).

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