AgTech, l'Italia è un paese per startup?

Molta dell'innovazione in campo e lungo la filiera agroalimentare proviene da startup e Pmi. Ma l'Italia è un paese amico dell'innovazione? Alcuni segnali fanno pensare il contrario

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il Demo day di Startupbootcamp FoodTech si terrà a Parigi in novembre
Fonte foto: © Tierney - Fotolia

Startupbootcamp FoodTech, il principale acceleratore di startup focalizzato sul settore agroalimentare in Italia (e tra i primi al mondo) ha deciso che quest'anno lascerà Roma per spostare a Parigi il suo Demo day. Si terrà infatti a Station F, il più grande campus al mondo dedicato alle startup, la giornata conclusiva del programma di accelerazione di STB FoodTech.

Il 29 novembre dunque le dieci startup che sono state accelerate a Roma prepareranno le valige per spostarsi a Parigi e lì presenteranno i loro progetti a fondi d'investimento e aziende. "Ci sono una serie di paesi che stanno investendo molto potentemente sul tema delle startup in generale e su quelle FoodTech in particolare. Uno di questi è la Francia", spiega ad AgroNotizie Peter Kruger, ceo di Startupbootcamp FoodTech. "Noi siamo molto ben connessi con l'ecosistema innovativo parigino e abbiamo come principale partner una multinazionale francese, Danone. Quando si è presentata l'opportunità di fare il Demo day a Parigi l'abbiamo colta".
 

La capacità di attrazione di startup di STB FoodTech è innegabile. L'anno scorso hanno avuto oltre mille candidature e quest'anno dovrebbero replicare. Quello che manca è lo sbocco verso l'esterno. Nel Belpaese non ci sono fondi di investimento e grandi aziende che credano nei progetti delle piccole startup. E purtroppo è assente la politica. Insomma, manca il sistema paese?

E' emblematico che anche Marco Gualtieri, fondatore di Seeds&Chips, a poche ora dalla chiusura dell'edizione 2018, abbia lanciato un messaggio su Facebook in cui minacciava di lasciare Milano e la Lombardia. Per quale meta, non si sa. Ma se anche l'uomo che è riuscito a portare in Italia Barack Obama (e quest'anno John Kerry) lamenta una mancanza di risposta da parte del sistema paese deve suonare come un campanello di allarme.


"Oggi oltre il 10% delle startup italiane sono legate al mondo FoodTech e il loro numero è in continua crescita. Sono una realtà importante, che tuttavia va stimolata e alimentata da un sistema paese che oggi invece è latitante", denuncia ad AgroNotizie Marco Gualtieri. "Oggi il ruolo di Seeds&Chips è riconosciuto e ci arrivano proposte da tutto il mondo, ma a noi piacerebbe restare in Italia. In Fiera Milano devo dire abbiamo trovato un interlocutore aperto, che ha capito il nostro valore e ci darà una mano per la prossima edizione".

Ma il Demo day a Parigi è il prodromo di un trasloco definitivo in Francia di STB FoodTech? "Nulla è deciso. Questa è stata una opportunità che abbiamo avuto e l'abbiamo colta. Certo è che dopo due Demo day constatare che fuori dall'Italia siamo più apprezzati che in patria è scoraggiante", continua Kruger. "Con il 2018 noi chiudiamo il primo triennio e guardiamo al prossimo. Oggi stiamo avendo grossissimi interessi da partner di player internazionali. Io voglio mantenere STB FoodTech a Roma, ma non do nulla per scontato".

Le startup accelerate a Roma d'altronde, già oggi, ricevono capitali dall'estero. E Parigi, complice una politica ad hoc di Emmanuel Macron, si sta candidando a diventare il vero hub dell'innovazione europea, sfruttando l'uscita di Londra dall'Unione europea e l'interesse di Berlino per altri settori, come quello bancario-assicurativo.

Basti pensare che alla Station F, il più grande campus al mondo dedicato alle startup, ci sono oltre cinquanta operatori il cui obiettivo è identificare e finanziare startup vincenti. Pubblico e privato si sono uniti per creare una struttura che mette a disposizione tremila postazioni per startupper, 60 sale riunioni e un auditorium di 370 posti, oltre ad un fablab e ad un campo da tennis sul tetto.

Ma non c'è solo Parigi ad attrarre fondi, imprese e startup. Oltre a Londra, che continua ad essere una delle principali piazze del globo, Tel Aviv è l'altra meta per gli startupper. Oltre ovviamente a New York e a San Francisco. Ma altre città si stanno affacciando sul mercato costruendo ecosistemi favorevoli e investono denaro per attrarre stakeholder qualificati. Rimanendo negli Usa c'è Boulder, in Colorado, mentre ad Est città come Shanghai e Singapore rivaleggiano ormai con New York.

L'Italia dopo novanta giorni di stallo sembra aver trovato un suo equilibrio nel Governo giallo-verde. La prova del nove sarà vedere in quale Consiglio dei ministri sarà inserito il tema del sostegno all'innovazione.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: finanziamenti innovazione startup

Temi caldi: Startupbootcamp FoodTech 2018

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