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Dlgs 231/01, i reati delle imprese agricole - II Parte

Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico e accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. A cura di CICA Bologna, Assistenza tecnica e servizi per lo sviluppo delle imprese

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Analisi di due reati afferenti all'ambito informatico che rientrano nel Dlgs 231/01
Fonte foto: © Thomas Bethge - Fotolia

Continuiamo il nostro viaggio nei reati che rientrano nell'elenco del Dlgs 231/01 e che possono essere commessi dalle imprese agricole.

Dopo aver visto quali sono le novità che il Dlgs 231/01 ha introdotto nel nostro ordinamento e i reati della malversazione a danno dello Stato o dell'Unione europea e dell'indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato o dell'Unione europea, oggi vediamo due reati afferenti all'ambito informatico.

Innanzitutto parliamo della frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640ter c.p.).

Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico, o manipolando i dati in esso contenuti, si ottenga un ingiusto profitto arrecando danno allo Stato o ad altri enti pubblici. Si pensi, ad esempio, ai flussi informativi obbligatori verso la Pa, come le dichiarazioni fiscali all'Agenzia delle entrate (Comunicazioni Iva, F24, ecc…), le comunicazioni alla Camera di commercio, l'invio di denunce e dati previdenziali all'Inps e all'Inail.
Si pensi inoltre alle cooperative che, nella partecipazione a procedure ad evidenza pubblica o nell'esecuzione di contratti con soggetti pubblici, debbano effettuare delle comunicazioni telematiche con i soggetti stessi o inserire dati in registri telematici pubblici (es. inserimento in sistema informatico di un importo relativo ad un finanziamento pubblico superiore a quello ottenuto legittimamente).

L'art. 615ter c.p. riguarda invece l'accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e punisce chi si introduce o permane abusivamente in un sistema informatico o telematico protetto.
Fondamentale per la configurabilità del reato è che il sistema attaccato risulti protetto da misure di sicurezza, che devono intendersi anche come misure genericamente di carattere organizzativo, che cioè disciplinino semplicemente le modalità di accesso ai locali in cui il sistema è ubicato e indichino le persone abilitate al suo utilizzo.

In concreto, le condotte criminose si ricollegano a ipotesi in cui persone fisiche che appartengano all'organigramma societario e/o aziendale dell'ente, soci o consulenti:
  • Accedano abusivamente ad un sistema informatico protetto (interno e/o esterno alla società): ad esempio utilizzo password e username di terzi per visualizzare e riprodurre documenti senza autorizzazione.
  • Ottengano, riproducano, diffondano, comunichino o divulghino codici di accesso a sistema informatici protetti: ad esempio comunicare credenziali per accedere alle caselle e-mail di terzi al fine di controllarne l'operato, anche nell'interesse dell'azienda.
  • Distruggano, deteriorino, cancellino informazioni e dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o altro ente pubblico o di pubblica utilità.
  • Distruggano, deteriorino, cancellino informazioni e dati o programmi informatici altrui.

Nei prossimi articoli proseguiremo nell'esame dei principali reati, rientranti nel novero del Dlgs 231/01, che possono riguardare anche le nostre imprese agricole.

Assistenza tecnica e servizi per lo sviluppo delle imprese 
nei seguenti settori
Agricoltura
 Progettazione e Sviluppo 
Finanziamenti pubblici agevolati
Organizzazione Aziendale
Energie Rinnovabili
Sito internet:  www.cicabo.it
 

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