Si è chiusa a Verona una quattro giorni del vino che sarà ricordata nel libro dei record di questa manifestazione, alla quale i giornali hanno dato enorme spazio.

Tanta attenzione sembra meritata per i numeri del settore enologico, forte nell'export e in recupero nei consumi domestici.

Per il riso non si allenta la stretta della crisi causata dalle importazioni agevolate dai paesi asiatici. Per trovarne notizia bisogna però sfogliare i quotidiani francesi...

Ha fatto scalpore la denuncia dei pomodori cinesi arrivati in Italia e immediatamente spariti.

Prosegue la guerra dei dazi, con protagonisti Usa e Cina. A farne le spese per il momento è il sorgo statunitense. Ma si temono ripercussioni sul mercato dei cereali. Intanto il mais cresce e la soia cala.

C'è fermento sul mercato del latte, con le industrie che premono per una riduzione dei prezzi e gli allevatori che non intendono cedere, forti dei contratti ancora in essere.

La beffa delle etichette. L'arrivo di un nuovo regolamento comunitario cancella l'obbligo di indicare la provenienza di molti prodotti, come latte, riso e pasta.

Questi che abbiamo elencato sono solo alcuni dei temi dei quali si sono occupati i giornali in edicola negli ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Vinitaly da record

"Salvate il vino dalla politica". Mi è piaciuto questo titolo scelto da “Il Foglio” per l'articolo pubblicato il 16 aprile. Forse uno dei commenti fra i più interessanti in mezzo ai tanti che hanno affollato i giornali in questi giorni, tutti presi da una sorta di "ubriacatura" collettiva da Vinitaly.

Un articolo, questo a firma di Camillo Langone per Il Foglio, che ha il pregio di osservare in modo scanzonato e divertito questo mondo, celebrato a Verona dal 15 al 18 aprile per un'edizione del Vinitaly da record.

Chissà se fra i record figura anche quello per la maggior presenza di politici e personaggi di spicco, che al Vinitaly sono andati a frotte per parlare d'altro e non certo solo di vino, come scrive “Il Giornale” del 17 aprile. Che ci sia stata una forte presenza di personaggi politici fra gli stand del Vinitaly, lo conferma il 16 aprile anche “QN”, che paragona il Vinitaly ad una sorta di "terza Camera" parlamentare.
Fra i record del Vinitaly "Libero" del 19 aprile ci tiene a sottolineare i molti visitatori che hanno affollato il padiglione dedicato ai vini della Lombardia.

Poi ci sono i tanti nomi noti che hanno investito capitali in aziende agricole per cimentarsi nella produzione di vino. L'elenco sarebbe lungo, e “L'Arena” del 18 aprile si chiede, con un pizzico di malizia, se poi questi "big" sono davvero loro ad occuparsi della gestione aziendale. Chissà?
 

Vino e mercati

La forte attenzione mediatica che il Vinitaly ha saputo concentrare su di sé, merito anche degli organizzatori della manifestazione, è stata occasione per divulgare gli esiti di numerose analisi sul settore. Così “Il Giornale” del 13 aprile prende in esame le esportazioni di vino, che nel 2017 sono cresciute del 7,7% in volume e del 6,5% in valore.
Preoccupa tuttavia l'aumento della produzione di vino che si registra in Cina e che potrebbe avere come conseguenza una riduzione dell'import da parte di Pechino.

Nello stesso giorno “Il Sole 24 Ore” prende in esame l'andamento della produzione, evidenziando il ruolo di primo piano svolto dalla cooperazione in questo settore.

Il 19 aprile "L'Arena" si sofferma sull'andamento del mercato in Veneto, registrando il calo delle giacenze di Prosecco e la favorevole congiuntura del settore che emerge dall'analisi dei registri elettronici obbligatori attivi dal marzo dello scorso anno.

Ancora “Il Sole 24 Ore”, del 15 aprile in questo caso, offre una dettagliata panoramica delle politiche di espansione del settore enologico italiano, che punta ad una crescita negli Stati Uniti, in Cina e nel Canada.
Si scopre così che l'Italia è il primo fornitore di vino in sedici paesi, siamo tuttavia superati dalla Francia, che rappresenta il primo esportatore in ventinove paesi.
 

Il vino in Italia

Sul mercato interno nel frattempo si assiste a una diminuzione dei consumi di vino di bassa qualità, mentre aumenta sia il consumo dei vini Doc, sia dei vini che si possono fregiare dell'appellativo di biologico, come si può leggere il 15 aprile su “La Stampa”.

Se ne ha conferma il giorno seguente su “Italia Oggi”, che prende in esame l'andamento delle vendite nelle grandi superfici commerciali.
Anche qui si registra un aumento delle preferenze sui vini di qualità, in particolare per i vini frizzanti.

Cambiano le scelte dei consumatori, più orientate verso la qualità, e crescono al contempo, seppur di poco, anche i consumi degli italiani, come conferma “La Gazzetta del Sud” del 17 aprile.

Tanto interesse per il vino si riflette inevitabilmente sul valore dei vigneti. Nelle Langhe, scrive "La Stampa”, i terreni destinati coltivati a Barolo sono arrivati alla bella cifra di quattro milioni a ettaro, ma solo per il cru Cerequio.

Valori elevati che hanno indotto alcuni istituti di credito a guardare con sempre maggiore attenzione al settore enologico, che oggi può avvalersi di strumenti finanziari pensati per le aziende vinicole. I dettagli si possono leggere il 18 aprile su “Italia Oggi”.
 

Vigne "storiche"

Non sono mancati gli articoli che al vino e al Vinitaly hanno guardato con un'ottica originale. Appartiene a questa categoria l'appello lanciato dalle pagine di “Italia Oggi” da parte dei “Vignaioli indipendenti", che invocano maggiore attenzione alle vigne storiche, a rischio di scomparsa.

Di storia dei vigneti si parla su “QN” del 18 aprile, dove si ricorda come già Plinio il Vecchio si fosse occupato di vini e vigneti, evidenziando il legame con il territorio.
 

Vino e innovazione

Non mancano infine le novità, come i "qr-code" che consentono di conoscere ogni dettaglio del vino contenuto in una bottiglia, argomento del quale si occupa “Il Sole 24 Ore” del 17 aprile.

In tema di tracciabilità interviene poi “Italia Oggi” del 18 aprile, prendendo in esame la possibilità di adottare i criteri delle "Blockchain" (utilizzate per governare il corso delle monete virtuali, come il Bitcoin) per una perfetta ricostruzione di tutti i passaggi, dall'acino alla bottiglia.
 

Pomodori "fantasma"

Chiusa questa lunga parentesi sul vino, l'attenzione dei media si è portata verso argomenti di attualità, come la vicenda dei pomodori importati dalla Cina, che una volta sbarcati si perdono nei meandri del mercato, sino a scomparire.
Forte il timore che possano trasformarsi in un pomodoro di provenienza italiana, come denuncia “La Verità” del 14 aprile.

In tema di import-export, del grano e della pasta in questo caso, interviene “Il Fatto” del 16 aprile per denunciare la forte concorrenza del prodotto che proviene dalla Turchia e dall'Egitto, che sta mettendo in seria difficoltà i nostri pastifici.

Non va meglio per il riso, ancora alle prese con le importazioni agevolate da alcuni paesi asiatici. A denunciare questa pesante situazione è però un giornale francese, “Le Figaro” del 18 aprile.
 

La guerra dei dazi

Sui mercati internazionali continuano a destare preoccupazioni le contrapposizioni che animano la guerra dei dazi tra Usa e Cina.
Questa volta al centro delle contese c'è il sorgo, sul quale la Cina impone dazi del 178% sulle provenienze statunitensi, come si apprende da “Avvenire” del 18 aprile.

Sul mercato italiano si assiste intanto a una ripresa del prezzo del mais, notizia riportata in breve da “Il Sole 24 Ore” del 17 aprile. Sempre su "Il Sole 24 Ore”, del 18 aprile in questo caso, si legge invece che sono in ribasso i prezzi di soia e grano duro.
 

La "beffa" delle etichette

Prezzi in ribasso si registrano per il latte, ma in questo caso più che il mercato sono le industrie lattiero casearie a dettare le condizioni. L'argomento è preso in esame dal “Corriere della Sera”, che nell'edizione per la provincia di Brescia dà voce agli allevatori, che lamentano il mancato rispetto degli accordi siglati con le industrie di trasformazione.

Di tutt'altro genere le preoccupazioni degli allevatori siciliani, che devono provvedere a difendersi dal carbonchio ematico nelle province di Catania, Enna e Palermo. Per fronteggiare la situazione, scrive “La Sicilia” del 15 aprile, è resa obbligatoria la vaccinazione, ovviamente gratuita.

Problemi in vista per i prosciutti Dop. Lo si apprende da "Il Fatto" del 19 aprile che in una breve notizia riporta la sospensione di sei mesi per i certificatori di qualità di numerosi prodotti Dop. Tutta colpa del mancato rispetto di alcune norme previste dai disciplinari di produzione.

Infine la "beffa" della dichiarazione d'origine in etichetta per latte, pasta, riso e pomodoro. Prima salutata con grande enfasi come conquista italiana sul fronte della trasparenza, oggi è cancellata per una sorta di "svista" del legislatore italiano e come conseguenza dell'entrata in vigore di un nuovo regolamento comunitario. I dettagli si possono leggere su "Italia Oggi" del 19 aprile.

Questo articolo fa parte delle collezioni: