Viticoltura alle prese con cambiamenti climatici e peronospora

La viticoltura deve fare i conti con un clima in mutamento e patogeni più aggressivi. In quale modo l'innovazione può aiutare le aziende agricole? Di questo si è discusso durante un evento organizzato da Syngenta

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Del futuro della viticoltura si é parlato durante un evento organizzato da Syngenta al Catello di Rivalta
Fonte foto: Agronotizie

Il lavoro del viticoltore è messo sempre più a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla pressione crescente di malattie ed insetti, contro i quali molte molecole oggi non sono piú utilizzabili. Ma l'innovazione, sia sul fronte della difesa che su quello tecnologico (ad esempio con la viticoltura di precisione), può fornire un valido supporto all'agricoltore.

Di questo si è parlato durante un evento al Catello di Rivalta (Rivalta di Gazzola, Piacenza) dal titolo 'L'agricoltura si rinnova: un'occasione da cogliere', organizzato da Syngenta per discutere del futuro della viticoltura e presentare le soluzioni dell'azienda per la difesa della vite, come Pergado D, un nuovo antiperonosporico.

"Il cambiamento del clima è una realtà con cui dobbiamo fare i conti", ha spiegato aprendo i lavori Aldo Venco, enologo con esperienza in Italia e all'estero. "Ci troviamo davanti ad estati più calde, caratterizzate da fenomeni intensi come nubifragi e grandinate, seguite da periodi prevalentemente siccitosi. In inverno invece assistiamo a temperature più miti, con però periodi brevi di gelo, anche primaverile, come abbiamo visto nel 2017".

Il risultato? La fascia ottimale per la viticoltura si sta spostando a nord e a risentirne in futuro saranno le aree meridionali che dovranno affrontare una penuria di acqua. Oggi ad avere più problemi sono i produttori di vini bianchi che devono anticipare la vendemmia per limitare il grado zuccherino dell'uva e preservarne l'acidità, vero segno distintivo di bianchi e spumanti. Ma anche i rossi soffrono. Il calore intenso blocca la maturazione fenolica, i noccioli non lignificano e le bucce rimangono molto tanniche con conseguenze negative per il vino.

Secondo Venco sono diversi i rimedi che possono essere messi in campo. "Ad esempio spostare a latitudini maggiori i vigneti, oppure a quote più elevate. Si può intervenire sull'orientamento dei filari, in modo da proteggere con le chiome delle viti i grappoli dal sole diretto. Ma anche selezionare nuove varietà e portainnesti, più resistenti alle nuove condizioni ambientali, e utilizzare l'irrigazione di soccorso".

Anche la tecnologia può venire in contro alle esigenze delle aziende vitivinicole. Di agricoltura di precisione hanno parlato Alberto Bazzi e Marco Gajetti, consulenti di Deloitte Digital. "Grazie alla viticoltura di precisione è possibile aumentare le produzioni e la qualità delle uve con un ritorno economico per l'agricoltore e anche ambientale".

Tutto ha inizio con le immagini satellitari, utilizzate per creare mappe di vigore che rappresentano lo stato di salute delle piante. Mappe che necessitano di sopralluoghi in vigna per essere contestualizzate, ma che sono in grado di dare una indicazione all'agricoltore su quali sono le zone con produzioni più abbondanti o di maggiore qualità. In questo modo si possono calibrare le operazioni agronomiche e anche la vendemmia, che può avvenire in momenti diversi per valorizzare al massimo la produzione del territorio.

Gli inverni più miti e le primavere piovose hanno reso ancora più virulenta la peronospora che negli areali del nord rappresenta il primo nemico del viticoltore.
"Syngenta ha messo in campo la sua capacità di innovazione per individuare formulazioni innovative per rispondere alle esigenze delle aziende", ha spiegato Paolo Borsa, technical crop manager specialities&vegetables per il Nord Italia di Syngenta. "La novità per il 2018, anche se registrato nel 2017, è Pergado D, un antiperonosporico a base di mandipropamide e dithianon".

Pergado D, utilizzato in pre-fioritura, difende la vite all'inizio della ripresa vegetativa assicurando una elevata resistenza al dilavamento e una lunga persistenza di azione. L'unione delle due molecole evita l'insorgenza di resistenze nel fungo. Si possono eseguire fino ad un massimo di quattro trattamenti a stagione con un intervallo di 8-12 giorni tra l'uno e l'altro.

La Mandipropamide impedisce la germinazione delle spore e la crescita del micelio. Possiede una elevata capacità di adesione alle cere epicuticolari e di resistenza al dilavamento, oltre ad un buon movimento translaminare. Il Dithianon è invece un fungicida di contatto, con un'ottima capacità di adesione alla superficie delle foglie, che agisce con tre differenti modalità di azione.

"Syngenta offre un programma di protezione dalla peronospora che va dai primi stadi di sviluppo della vite fino alla chiusura del grappolo", ha spiegato Borsa. "L'utilizzo di Pergado secondo le indicazioni d'etichetta assicura l'esportabilità del vino in tutta l'Unione europea e nella maggior parte dei Paesi extra-Ue, come Usa o Giappone".

Oltre alla linea Pergado sono stati presentati anche Ampexio, un altro antiperonosporico, contenente mandipropamide e zoxamide. Uniti, questi due principi attivi esercitano una efficace azione sinergica che protegge la vite dal fungo in maniera superiore rispetto ad un utilizzo dei due principi attivi separati.

Altre novità in casa Syngenta sono Evure, un insetticida ad ampio spettro d’azione a base di tau-fluvalinate, che coniuga un’ottima efficacia iniziale ad una buona selettività nei confronti di insetti impollinatori. E Isabion, un biostimolante liquido di origine naturale, costituito da una miscela di peptidi e aminoacidi liberi prontamente assimilabili dalla pianta. Un prodotto utile per aiutare la vite a difendersi dagli stress abiotici.

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Fonte: Agronotizie

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