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Corpo 8, l'anno dell'insetto

Il 2018 si apre con il via libera europeo ai nuovi alimenti. Bene i mercati grazie alla spinta sui consumi. Cambiano le Doc di vini e mozzarelle. Ed è corsa alle innovazioni. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 22 dicembre 2017 all'11 gennaio 2018

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Più che l'anno del cibo italiano, sembra l'anno di cavallette & C. Tra la fine del 2017 e l'inizio del nuovo anno i giornali hanno fatto a gara nel parlare del regolamento comunitario che ne autorizza l'impiego in alimentazione. E a Copenaghen c'è anche il verme a chilometro zero.

Dal vino al Parmigiano Reggiano, sono molti i settori che affrontano il nuovo anno forti dei successi raggiunti nel 2017.

Prende il via la riforma di medio termine della Pac, ma molte novità, in particolare per i giovani agricoltori, sono contemplate anche nella Legge di bilancio.

Per molti prodotti a denominazione di origine, come la mozzarella, il Chianti, l'Asti e l'aceto balsamico, cambiano le regole dei disciplinari.

Bistecche fatte con la barbabietola, elettricità dalle alghe, tessuti dalle bucce di arancia, simbiosi fra ortaggi e pesci. Queste alcune delle novità incontrate fra le pagine dei media.

Ecco alcuni degli argomenti incontrati sui giornali in edicola fra la fine del 2017 e questo inizio del 2018. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Il verme a chilometro zero

E' presto per andare alla ricerca di farina di grillo o cavallette da friggere. Con il primo dell'anno è sì entrato in vigore il regolamento Ue numero 2283/2015, che consente l'impiego degli insetti, ma mancano ancora alcuni passaggi normativi per avviarne la commercializzazione.

Fretta comunque non ce n'è, agli italiani questi nuovi cibi non sembrano piacere troppo. Chi invece ne va ghiotto sono i media, che hanno fatto a gara fra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 nel parlare di questo argomento.

Ha iniziato “La Stampa”, che alla vigilia di Natale ha ricordato che sono 90 i "nuovi alimenti" contemplati dal regolamento europeo e fra questi gli insetti, ai quali si guarda anche in chiave di sostenibilità ambientale.

Il 28 dicembre il settimanale “Panorama”, insieme al quotidiano “Il Manifesto”, fornisce ai lettori alcune anticipazioni sul prossimo arrivo degli insetti sulle tavole degli italiani. A capodanno “QN” si premura di ricordare gli esiti di una indagine di mercato che evidenzia come la maggior parte dei consumatori non sia disponibile a mettere la voce insetti nella lista della spesa.

Arriva il 2018 e “Libero” del 3 gennaio si sofferma sulle proprietà nutritive dei cibi a base di insetti, che a quanto pare hanno dalla loro un buon contenuto in sostanze nutritive, proteine in particolare.

Il giorno seguente “La Stampa” prende in esame gli aspetti economici dell'allevamento di insetti da destinare all'alimentazione ed è ancora “La Stampa” a pubblicare una curiosa notizia sull'allevamento "domestico", che a Copenaghen trova molti giovani sostenitori. Insomma il "verme a chilometro zero"...
 

Insetti? Meglio il vino

I millennials statunitensi al piatto di grilli fritti preferiscono tuttavia un brindisi a base di Prosecco, come scrive “QN” del 3 gennaio commentando i buoni risultati raggiunti nell'export di questo vino. In tema di export del vino con destinazione Usa, molti quotidiani, e fra questi “Il Giornale” dell'11 gennaio, hanno riportato la notizia della richiesta da parte della Casa Bianca di un consistente numero di bottiglie del pugliese Primitivo.

Bene in genere tutti i vini spumanti italiani, che in quanto a numero di bottiglie esportate superano di molte misure il blasonato champagne. Però, avverte “Il Giornale” del 29 dicembre, si tratta di un primato sul fronte delle quantità, ma non del valore.

E' invece un primato a tutto tondo quello dell'export globale dei nostri vini. La notizia arriva da “Avvenire” del 4 gennaio, che conferma l'aumento del 7%, grazie al quale l'export in questo comparto ha raggiunto quota sei miliardi di euro.
 

Chi sale

Fra i prodotti che hanno chiuso il 2017 con il segno più davanti troviamo il Parmigiano Reggiano, che ha realizzato un incremento della produzione del 5%, arrivando a produrre oltre 3,65 milioni di forme. Lo annuncia il 22 dicembre “Il Sole 24 Ore”.
Ancora in tema di prodotti caseari, “Il Foglio” del 29 dicembre si occupa dei formaggi erborinati, dove l'Italia vanta un primato mondiale in termini di bilancia commerciale.

Per la Sardegna il primato è legato alla coltivazione dello zafferano, dove si contano 35 ettari destinati a questa coltura, come spiega “Avvenire” del 31 dicembre.

Fra i settori in crescita nel 2017, “Il Tempo” dell'11 gennaio ricorda i buoni risultati delle produzioni biologiche, che nei supermercati hanno visto un aumento del 16% nelle vendite.
Ed è boom infine per la coltivazione del radicchio in Veneto, notizia che si apprende il 2 gennaio dalla “Tribuna di Treviso”.
 

La Pac si aggiorna

Il nuovo anno si apre poi con le novità della riforma di medio termine della Pac, argomento sviluppato nell'intervista a Paolo De Castro, raccolta il 30 dicembre da “Il Resto del Carlino”. Fra le principali novità che la riforma ha introdotto, troviamo la difesa ai rischi e il vincolo degli aiuti ai "veri" agricoltori.

Ai giovani agricoltori, scrive “Il Sole 24 Ore” del 6 gennaio, ci pensa invece la Legge di bilancio, con un aumento dei sostegni. Un bel modo per dare ancora maggiore rilievo a questo 2018 dedicato al cibo italiano, come ricordano molti quotidiani e fra questi “Avvenire” e “Il Tempo” del 31 dicembre.

Parlando di cibo, conforta apprendere da “Italia Oggi” del 10 gennaio che la Commissione europea abbia avviato una consultazione pubblica sull'introduzione obbligatoria in etichetta del paese di origine della materia prima dei prodotti alimentari. L'Italia in questo caso fa da apripista.


Novità fra le Dop

Dal primo gennaio cambiano alcuni disciplinari delle produzioni a denominazione d'origine. Una svolta per la produzione di Chianti, che come racconta “La Nazione” del 30 dicembre, potrà essere imbottigliato solo in Toscana.
Un altro vino inizia l'anno nuovo con una modifica importante ai disciplinari di produzione. Si tratta dell'Asti, spumante che alla classica versione dolce potrà abbinare una versione "secco", nuova denominazione della quale si discute su “Il Secolo XIX” del 30 dicembre.

Modifiche in vista anche per la mozzarella a marchio Dop. Oltre a quella campana è in partenza quella pugliese, scelta che trova molti oppositori, come scrive il 29 dicembre “La Stampa”.

C'è poi la vicenda dell'aceto balsamico di Modena, le cui richieste di inserimento in etichetta degli anni invecchiamento trova inspiegabilmente la resistenza delle autorità comunitarie. La mancanza di questa indicazione, spiega “Repubblica” dell'8 gennaio, è motivo di confusione sui mercati.
 

Le novità

Molte le innovazioni e le curiosità che hanno affollato le pagine dei giornali fra la fine del 2017 e l'inizio del nuovo anno.
Iniziamo da “Italia Oggi” del 27 dicembre con il premio promosso dalla Fondazione Bracco, assegnato questa volta alla realizzazione di coloranti a partire da prodotti naturali di scarto e ai risultati ottenuti con l'agricoltura di precisione.

Nello stesso giorno “Il Tempo” racconta come si può realizzare una sorta di bistecca al sangue partendo dalla barbabietola.
Il 27 dicembre è il turno de “Il Giorno” e dei suoi resoconti sulla possibilità di ottenere elettricità partendo dall'alga "spirulina", o i tessuti ricavati dalla bucce di arancia.

Da “Avvenire” del 2 gennaio si apprende che per produrre olio non servono presse e solventi, ma ultrasuoni, utilizzando una tecnica messa a punto dall'Università di Bari.
 

Gli esempi

Il 6 febbraio il “Corriere della Sera” racconta le esperienze di un gruppo di giovani che si sono cimentati nel "co-farming", una formula originale per coinvolgere i consumatori nella produzione e nell'acquisto di ortaggi.

Ancora il “Corriere della Sera”, del 9 gennaio in questo caso, dedica un ampio servizio a un'azienda innovativa che in una serra ha realizzato un impianto a ciclo chiuso dove l'acqua per allevare pesci è riciclata per le produzioni idroponiche.

L'agricoltura del futuro la si può già incontrare nelle fattorie israeliane. Lo racconta “La Stampa” del 10 gennaio descrivendo i risultati ottenuti con l'applicazione delle nuove tecnologie, grazie alle quali si superano le difficoltà di un clima difficile.

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