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Codice antimafia, Piano irriguo e fondi per Xylella: Governo al lavoro

La legge di bilancio è in discussione alla Camera dei deputati in Commissione Bilancio. Domani alle ore 16 scade il termine per presentare emendamenti migliorativi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Camera al lavoro sulla legge di bilancio
Fonte foto: Umberto Battaglia - Camera dei deputati

Sono molti e rilevanti i provvedimenti contenuti nel bilancio dello Stato per il settore agricolo, e che attendono di essere approvati: Codice antimafia, Piano irriguo e provvidenze per la Xylella fastidiosa.
Ed è iniziato ieri in Commissione bilancio e programmazione della Camera dei deputati l'esame del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, atto già approvato dal Senato della Repubblica, ed il provvedimento collegato relativo alla nota di variazione, pure già approvato al Senato. Su entrambi i provvedimenti il Governo aveva posto la questione di fiducia. L’esame dei testi prosegue ancora oggi e domani, quando, alle ore 16, scadrà il temine per presentare eventuali emendamenti.

Ecco quindi quali sono oggi i temi agricoli più rilevanti inseriti nel bilancio dello Stato, come appaiono nel testo uscito dal Senato ed approdato alla Commissione bilancio della Camera.
 

Codice antimafia

Il governo ha inserito nel testo della legge di bilancio un emendamento del Senato – diventato il comma 674 dell’articolo 1 del provvedimento, con il quale si rinvia al 31 dicembre 2018 l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, comma 1, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, in materia di acquisizione dell'informazione antimafia: la proroga varrà per i soli terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei di importo non superiore a 25.000 euro”.
 
Questo significa che il combinato – disposto tra l’approvazione delle soglie di esenzione a 5mila euro, contenute nel Dl fiscale – in vigore da domani - e la parziale proroga dei termini per l’entrata in vigore dell’informazione antimafia, inserita in coda alla legge di bilancio, sarà operativo solo dopo l’approvazione da parte della Camera di questo testo. Ove venisse confermato alla Camera il testo del Senato, ecco come funzionerà:
  1. Tutte le imprese agricole titolari a vario titolo di aiuti Pac maggiori o uguali a 25mila euro sono obbligate sin d’ora a far produrre sia la comunicazione che l’informativa antimafia.
  2. Tutte le imprese agricole titolari a vario titolo di aiuti Pac uguali o maggiori di 5mila euro e minori di 25mila euro - tanto sulla Domanda unica che sui Psr - sono esentate dalla sola informativa antimafia, ma fino al 31 dicembre 2018. Per queste aziende l’obbligo di acquisizione dell’informativa antimafia scatterà quindi dal 1° gennaio 2019.
  3. Tutte le imprese agricole con contributi Ue superiori a 5mila euro dovranno essere accompagnate sin d'ora dagli organismi pagatori nell’interpello delle Prefetture, per ottenere la mera comunicazione antimafia.
  4.  Le imprese agricole con contributi Pac inferiori a 5mila euro e che non abbiano progetti o domande su misure a capo e superficie del Psr di importo superiore a tale cifra non hanno alcun obbligo di presentazione della documentazione antimafia.
 

Piano irriguo da 700 milioni

Il nuovo Piano irriguo nazionale per fronteggiare il fenomeno siccità è compreso nello Stato di previsione del ministero delle Politiche agricole per l’anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020 allegato alla legge di bilancio. Qui si rinviene un appostamento finanziario dedicato da circa 860 milioni in tre anni. Di questi, circa 300 derivano da reiscrizioni a bilancio di analoghe poste non spese nel 2016.
Non solo: in questi soldi c’è anche una quota di cofinanziamento nazionale – paria a 165 milioni - del Piano irriguo cofinanziato dal Fondo europeo per l’agricoltura e sviluppo rurale sul Programma di sviluppo rurale nazionale che porta in dote altri 135 milioni di fondi europei.
 
In pratica sul tavolo per l’irrigazione ci sono – secondo una stima di AgroNotizie – circa 995 milioni, così suddivisi: 700 milioni sul Piano irriguo nazionale e poco meno di 300 milioni sul Piano irriguo del Psrn. E sul solo anno 2018 si possono attivare complessivamente investimenti per oltre 320 milioni.
 

In arrivo 7 milioni per la Xylella

Nell’articolo 1 della legge di bilancio, sono stati poi inseriti, grazie agli emendamenti, tre commi dedicati alla Xylella fastidiosa -  72, 73 e 74 – con i quali si stanziano complessivamente 7 milioni di euro per le aree  e le aziende colpite dal batterio.

Con il comma 72 vengono stanziati 4 milioni di euro - 2 milioni per l’anno 2019 e altri 2 per l’anno 2020 - da destinare al finanziamento di contratti di distretto per i territori danneggiati dal batterio e ciò “al fine di realizzare un programma di rigenerazione dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di qualità”.
 
Il comma 73 stanzia invece 2 milioni di euro - un milione di euro l’anno per il 2018 ed il 2019 - sul Fondo di solidarietà per gli interventi compensativi su danni a colture previsti dall’articolo 1 comma 2 lettera b) del Decreto legislativo 102 del 2004  "in favore delle imprese agricole danneggiate dal batterio Xylella fastidiosa negli anni 2016 e 2017". E viene consentito alla Regione Puglia di deliberare la richiesta di declaratoria di eccezionalità degli eventi calamitosi entro il 31 marzo 2018, in deroga alla normativa vigente.
 
Il comma 74 reperisce 3 milioni di euro – equamente suddivisi sugli anni 2018, 2019 e 2020 - per finanziare i reimpianti di olivo con piante tolleranti o resistenti alla Xylella fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento ad eccezione dell’area di 20 chilometri adiacente alla zona cuscinetto. L’operazione finanziaria è realizzata introducendo modifiche all’articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160. In pratica viene creato un Fondo pro reimpianti affianco al fondo già costituito per fronteggiare la crisi di mercato dei cereali e tagliare i costi degli allevatori di bovini. 

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