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Cambiamenti climatici e vino, a brindare sono le Alpi

I cambiamenti climatici stanno modificando la viticoltura di montagna rendendo accessibili quote più elevate, ma obbligando i viticoltori a modificare gli impiantati. Un software chiamato Rebecka suggerisce il migliore connubio tra parcella e cultivar

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il progetto Rebecka adatta l'agricoltura di montagna ai cambiamenti climatici
Fonte foto: © Wieselpixx - Fotolia

Non tutti i terreni sono adatti ad ospitare un vigneto. E non tutte le viti vanno bene in un certo areale. Nella valutazione della cultivar da impiantare in una certa area entrano in gioco numerosissimi fattori: il tipo di terreno, l'esposizione, l'inclinazione del suolo, il microclima, la disponibilità di acqua, la latitudine e la presenza di malattie sono solo alcune delle variabili che vanno prese in considerazione.

In passato nella scelta della varietà da impiantare ci si affidava alla tradizione e all'andamento del mercato. Il sodalizio stretto tra le colline di Valdobbiadene e la Glera sembra inscindibile, come quello tra Sangiovese e la provincia di Siena. Non è detto tuttavia che seguire la 'moda' sia la mossa vincente, soprattutto visto che i cambiamenti climatici stanno modificando il territorio italiano, soprattutto nella regione delle Alpi.

"Il nostro obiettivo è individuare il miglior connubio tra territorio e vitigno in Alto Adige e in Carinzia", spiega ad AgroNotizie Stefania Ventura, ricercatrice del Centro di sperimentazione Laimburg, che insieme ad altri partner italiani e austriaci sta lavorando a Rebecka (Rebsorten- und Weinbauflächen-Bewertungsmodell unter Berücksichtigung der Auswirkungen und Chancen des Klimawandels in den Alpen), un progetto finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell'ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Austria 2014–2020.
"L'obiettivo di Rebecka è quello di sviluppare un algoritmo che suggerisca al viticoltore se un dato terreno montano è adatto ad ospitare un vigneto e nel caso quali sono le cultivar che meglio si adattano all'area".

Si tratta insomma di un modello di analisi, accessibile a tutti a partire dal 2019, che ha lo scopo di valutare la vocazione viticola di una certa area montana. "I cambiamenti climatici sono una realtà che sta modificando il paesaggio alpino. Già oggi, ma ancora di più in futuro, nuove aree a quote più elevate saranno disponibili per la viticoltura. Rebecka valuta l'idoneità di un terreno ad ospitare un nuovo impianto".

Con tutta probabilità i versanti delle nostre Alpi vedranno l'espansione dei vigneti, ma anche gli impianti a fondo valle dovranno essere ripensati visto che già oggi i cambiamenti climatici si fanno sentire e le vendemmie sono sempre più precoci, quest'anno ad esempio di due-tre settimane.

A Rebecka lavorano due istituti in Italia e due in Austria. "Noi di Laimburg abbiamo selezionato trenta parcelle nel territorio altoatesino e su queste studiamo lo sviluppo fenologico delle piante. Inoltre monitoriamo la parte metrologica attraverso delle stazioni meteo. L'Eurac Research di Bolzano invece sta sviluppando l'algoritmo di analisi dei dati", continua Ventura.
"La società austriaca Joanneum Research analizza e valuta statisticamente i dati delle vendemmie degli ultimi venti anni, provenienti dalle principali cantine dell'area. Cercano le correlazioni tra clima e dati di vendemmia. L'altro partner della Carinzia, l'Istituto di frutti-viticoltura di Sant'Andrea, fa il nostro stesso lavoro ma su dieci parcelle in territorio austriaco".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: viticoltura innovazione cambiamenti climatici montagna vite

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