Psr Umbria, a Norcia il punto sull'avanzamento

Si è riunito nella cittadina danneggiata dal sisma il Comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale. Già pagati 146 milioni, il 17% della disponibilità totale. La regione al terzo posto in Italia per l'attuazione del programma

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Norcia e il suo territorio, in questi giorni sede della riunione del Comitato di sorveglianza del Psr
Fonte foto: © Zyance - Wikimedia

Si è tenuto nei giorni scorsi a Norcia il Comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale per fare il punto sull'avanzamento del Psr.

La scelta di Norcia ha un significato in più, come ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura Fernanda Cecchini: lanciare un messaggio di speranza per un futuro di sviluppo di questo territorio, che ha saputo rimettersi in piedi dopo il terremoto e vuol ripartire.

"Con la nostra presenza - ha aggiunto l'assessore - vogliamo dimostrare ancora una volta che, grazie al lavoro e alla disponibilità di tutti, l'emergenza è finita, si sta avviando la ricostruzione e la Valnerina, come il resto dell'Umbria, è in grado di accogliere turisti e visitatori".

Dall'incontro è così emerso che la spesa realizzata al 19 giugno ha già superato i 146 milioni di euro di pagamenti alle imprese agricole ed altri beneficiari, a fronte di una disponibilità complessiva di circa 877 milioni di euro, cioè quasi il 17% della fondi totali disponibili.

Un andamento in linea con le migliori previsioni di avanzamento della spesa che pone il Programma di sviluppo rurale dell'Umbria tra i primi programmi a livello nazionale per spesa realizzata.

L'Umbria si conferma, infatti, al terzo posto a livello nazionale. Una posizione già raggiunta al 31 dicembre 2016, quando i pagamenti avevano superato gli 87,2 milioni di euro, circa il 10% della spesa pubblica programmata.

Sempre al 31 dicembre scorso sono state liquidate circa 15mila domande da parte dell'organismo pagatore Agea, di cui 11mila a premio.

Se si considerano i progetti conclusi al 2016, sono già un terzo le risorse pubbliche già impegnate rispetto alla spesa programmata di 877 milioni di euro. Una percentuale che sale al 45% della spesa se si considerano gli impegni della durata pluriennale.

Sono state attivate tutte le misure, con l'apertura di bandi già dal 2015, anche prima dell'approvazione del Programma da parte della Commissione europea; entro giugno 2018 è previsto il completamento delle sottomisure mancanti.

"Il portafoglio dei progetti realizzati e in corso di realizzazione - ha rilevato il direttore regionale dell'autorità di gestione del Psr per l'Umbria Ciro Becchetti - e lo stato dei pagamenti pone il Psr per l'Umbria già al riparo, con un anno di anticipo, del rischio del primo anno di disimpegno automatico previsto a fine 2018".

Alla riunione del Comitato di sorveglianza sono intervenuti anche Emanuel Jankowski della Commissione europea, responsabile del Psr per l'Umbria, Francesco Mirra per il Mipaaf e Marco Mascetti in rappresentanza della società Esa Ricerche Srl, valutatore del Psr umbro.

Quest'ultimo ha tracciato una sintesi della prima valutazione sui progressi del Psr nel conseguimento degli obiettivi, mettendo in evidenza fra l'altro le ricadute positive sul rafforzamento della produttività e il valore aggiunto della misura che riguarda gli investimenti, e quelle molto positive per le questioni ambientali e sull'inclusione sociale.

Nel corso della seduta è stata approvata la relazione annuale di attuazione 2017 e sono state illustrate alcune proposte di modifica del Psr.

La più rilevante di queste modifiche riguarda l'inserimento dello strumento degli investimenti territoriali integrati per sostenere le strategie di sviluppo territoriale, con una spesa pubblica prevista di 15 milioni di euro.

Infine è stata data un'informativa sul contributo di solidarietà per le regioni del sisma, che comporterà una rimodulazione del piano finanziario con un iter da completare entro l'anno.

"Con la Commissione europea - ha concluso l'assessore Cecchini - concorderemo la destinazione dei quasi 52 milioni di euro che sono stati assegnati all'Umbria nel riparto del contributo di solidarietà da parte delle regioni non interessate dagli eventi sismici del 2016. Risorse aggiuntive importanti non solo per le attività agricole e agroalimentari del 'cratere', dove c'è maggior bisogno di sostegno per la ripresa delle attività, ma di tutta l'Umbria".  

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